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Data di pubblicazione: 22/10/2026 alle 18:52
Dopo l’incontro a Oslo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky con l’inviato di Trump statunitense Steve Witkoff e dopo quello avuto a San Pietroburgo, con il presidente russo Vladimir Putin, tirando le somme, sul tavolo – volendo sintetizzare al massimo – abbiamo un’apparente disponibilità verso l’apertura di negoziati per la fine del conflitto, con Kiev che come primo passo si è detta pronta o a congelare il fronte e il Cremlino che, per bocca del consigliere di Putin, Yuri Ushakov, ha addirittura sostenuto che ”si sta andando verso la fine della guerra”, e che “in linea di principio” Mosca “è pronta a riprendere i negoziati trilaterali Russia-Usa-Ucraina intorno al 10 novembre”.
Detto questo, oggi torniamo a registrare attacchi incrociati nella notte, con la Russia che ha lanciato contro l’Ucraina 210 droni, Kiev ancora una volta obiettivo principale, 181 i droni intercettati con impatti in 32 località. Almeno 9 i morti e 56 feriti nelle ultime 24 ore. Mosca ha invece riferito di aver abbattuto 808 droni ucraini durante la notte, lanciati sopra una ventina di regioni russe e la Crimea.
Su tutto ciò la presenza, tornata in questi giorni a essere sempre più ingombrante, di un Donald Trump che fa il suo gioco e con le sue modalità non sempre definibili. Ma chi, nella partita a tre, Russia, Ucraina, Stati Uniti, sta davvero dando le carte?
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Scritto da: News News
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