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Data di pubblicazione: 26/10/2026 alle 17:38
(Adnkronos) – “Il progetto Rapid rappresenta, a mio avviso, una grande evoluzione dell’assistenza delle persone con Alzheimer in Italia perché sistematizza, dà una maggiore organicità” alla gestione “di una condizione” su cui spesso si procede per tentativi. “Inquadrando correttamente i pazienti in base alla stadiazione, definendo quindi se si trovano in una fase di deterioramento cognitivo lieve o in fase iniziale, si possono indirizzare a realtà” dedicate. “Questo si potrebbe tradurre non solo in un miglioramento delle condizioni per i pazienti e i loro caregiver, ma anche in una diminuzione dei costi per il Sistema sanitario nazionale”. Così Mario Zappia, professore di Neurologia all’università di Catania e presidente Sin-Società italiana di neurologia, commenta la pubblicazione, sulla rivista internazionale ‘Neurological Sciences’, del documento di consenso del progetto Rapid (Revolutionizing Alzheimer’s Patient care model. Initiatives Driving the future) realizzato con il supporto di Eisai Italia e il coordinamento metodologico di Iqvia.
“Riuscire a organizzare gli accessi, riuscire a organizzare le reti dei Cdcd”, Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, “riuscire a organizzare chi deve fare che cosa, è assolutamente importante – rimarca Zappia – Credo, tra l’altro, che questa riorganizzazione non abbia un impatto economico rilevante per il sistema. Basta semplicemente riorganizzarsi e, ripeto, capire chi deve fare che cosa”.
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Scritto da: News News
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