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De Luca e la scarcerazione di Siher: “Siamo passati da Che Guevara a Youssef, emaciato con baffetti a coda di topo”

today31/10/2026 - 09:48 4

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Data di pubblicazione: 31/10/2026 alle 09:48

(Adnkronos) – “Vedete, l’Italia è diventata ormai un grande cabaret sulle cui scene troviamo personaggi sempre nuovi. C’è una grande creatività in Italia. Youssef Siher”. Inizia così il video del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca dedicato ai disordini ai cortei e alla scarcerazione dell’uomo accusato di essere ‘la mente’ dietro il movimento nato dopo gli scontri del 17 ottobre, dal titolo ‘Da Che Guevara a Youssef Siher: non ci sono più le mezze stagioni e i rivoluzionari di un tempo’. 

“Quando ci hanno comunicato che avevano individuato un soggetto che diffondeva online messaggi idioti, tutti quanti noi abbiamo pensato: si è trovato il capo dei guerriglieri. A un certo punto – scrive De Luca – ci arriva un’immagine. In questo caso l’Autorità Garante per la Privacy è stata silente. Abbiamo visto immagini diffuse a migliaia e tutti zitti. L’Autorità Garante per la Privacy in Italia si interessa solo di quelli che vanno a sversare i rifiuti di notte, quelli sono tutelati pienamente. In questo caso immagini, registrazioni, video a ruota libera. Bene – continua il sindaco -, arriva la notizia che hanno individuato il sito da cui partivano messaggi irresponsabili, incitazioni alla violenza. E questo è un reato. Arriva questa immagine e ci si presenta Youssef. Cioè abbiamo visto, come dire, una testa di sedano, diciamo così, dietro una faccia da pirla, con due baffetti a coda di topo appesi al nulla. Non vi racconto la mia delusione, ma mi aspettavo… Madonna santa, ho visto questo tipo tutto denutrito, deperito, emaciato, macilento. Ma che è questa cosa?”. 

 

 

“Io – rincara la dose il primo cittadino – avevo ancora in testa le immagini di tanti anni fa che ci hanno accompagnato nella nostra gioventù. Avevo ancora l’immagine affascinante di Che Guevara, avevo ancora in testa il canto che accompagnava l’immagine di Che Guevara, i celebri versi in spagnolo di “Hasta Siempre”. Siamo passati da Che Guevara a Youssef. Ci dobbiamo definitivamente convincere che i tempi sono cambiati. Non solo non ci sono più le mezze stagioni, ma non ci sono più neanche i rivoluzionari: abbiamo queste mezze pippe”. 

“Bene che sia stato liberato questo soggetto denutrito, malnutrito, emaciato. Io ho pensato che se stava un’altra giornata al buio lì, questo ci rimaneva sotto. Non lo avremmo più trovato, sarebbe evaporato per come l’ho visto trasparente. Youssef, bene che sia stato liberato. Però – aggiunge De Luca – vorrei dire con un po’ di ironia ai ragazzi: state attenti, perché come rivoluzionario è una mezza pippa, ma questo non vuol dire che non sia un soggetto pericoloso. State attenti. Youssef, da come l’ho visto io, è uno degli eredi, dei nipotini di quel personaggio di Pirandello che si chiamava Rosario Chiarchiaro. Attenti. Pericoloso non per la carica rivoluzionaria, ma per il potere occulto di cui è dotato. Voi l’avete guardato bene questo? Mi raccomando, cari ragazzi, non lo invitate alle manifestazioni. Con questo passate un guaio, è sicuro”, la conclusione e l’appello del sindaco. 

De Luca è poi tornato qualche ora dopo sull’argomento con un nuovo video. “Io credo – spiega – che dobbiamo rispettare la decisione del magistrato che ha liberato Youssef Siher. Vediamo di capirci bene. La scelta da fare era molto semplice, per ridurci all’essenziale: se condannare per imbecillità e per irresponsabilità un giovanotto, o perché responsabile in maniera chiara di reati e delitti precisi. Il magistrato ha valutato che questo secondo aspetto del problema non era garantito e non era chiaro. In un Paese civile, quando non vi sono prove certe di una responsabilità penale, non si va in galera. Se lo accusi di terrorismo – ha detto – e non ci sono prove di questo legame diretto con il terrorismo, si prendono le decisioni prese dal GIP di Milano, che vanno rispettate. Punto”. 

 

 

Poi però, aggiunge il sindaco, “bisogna fare altre considerazioni, perché il clima di sconcerto che si è creato in una parte del Paese, fra le forze dell’ordine e nel mondo del commercio, è molto vasto. In un Paese civile bisogna anche garantire che chi va a lavorare la mattina in un negozio sia rispettato e non sia aggredito. In un Paese civile non si tollera il fatto che bande di delinquenti vadano a fare furti nei negozi. In un Paese civile – continua – nessuno si permette di aggredire con i martelli, con le spranghe, con le pietre, con le bombe carta poliziotti, carabinieri e Guardia di Finanza impegnati in un lavoro di ordine pubblico”. 

“E aggiungo una cosa in più: siamo arrivati in un tempo nel quale anche le forme che assumono le violazioni di legge sono diverse e sono anche più pericolose, perché ovviamente ci sono i social, c’è un modo più insidioso per creare disordine e aggressioni. Dobbiamo dirci la verità delle cose”, aggiunge De Luca, che conclude: “Allora, se non è stata individuata una colpa specifica per il reato di terrorismo, dobbiamo rispettare le decisioni del magistrato. Ma questo non significa che siamo di fronte a una persona rispettabile, perché la quantità di bestialità che ha scritto online questo signore è veramente intollerabile. Intollerabile”. 

 

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politica

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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