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Antognoni: “Lo scontro con Martina è acqua passata, sono fortunato a poterlo raccontare”

today03/11/2026 - 16:11 2

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Data di pubblicazione: 03/11/2026 alle 16:11

(Adnkronos) – “Non ho visto nulla, so che questo ragazzo è morto per un incidente del cavolo e mi dispiace davvero. La dinamica posso solo immaginarla…”. Giancarlo Antognoni risponde al telefono all’Adnkronos e il pensiero torna, inevitabilmente, al 22 novembre 1981. Quel giorno, allo Stadio Comunale di Firenze, il numero 10 della Fiorentina fu protagonista di un terribile scontro di gioco con Silvano Martina, portiere del Genoa. Un episodio vicino, per dinamica, a quello che ha portato alla morte dell’attaccante del Tenerife Jesus De Miguel.  

Antognoni, cosa ricorda di quel 22 novembre di 45 anni fa?
 

“Poco, molto poco. Qualche immagine confusa prima dello scontro con Martina. Poi, svenni dopo il contatto e mi risvegliai forse una decina di minuti dopo negli spogliatoi. Per fortuna, riconobbi subito i compagni di squadra”.  

Rivide l’episodio in tv?
 

“Fu una brutta sensazione, Martina uscì in modo scomposto dentro l’area e mi colpì vicino alla tempia con il ginocchio. Un contrasto violentissimo”.  

Fu un episodio discusso anche in termini giudiziari…
 

“Mi costituii parte civile, non denunciai Martina e non feci nulla contro di lui. Stavamo giocando, pensai che l’avesse fatto in buona fede anche se l’intervento fu pesante”.  

In un’intervista all’Adnkronos (LEGGI QUI), Martina l’ha definita ‘un signore’.
 

“Lo scagionai, diciamo così, perché era una situazione di gioco. Nel calcio i contrasti esistono, può succedere”.  

Le è capitato di sognare quel momento in questi 45 anni?
 

“No, per fortuna il dopo non è stato negativo e traumatico. Sono fortunato perché posso raccontarlo, mi è andata bene. Se mi avesse preso in pieno la tempia, qualche centimetro più in là, non sarei qui a parlarne…”.  

Tornò in campo il 21 marzo 1982 contro il Cesena, poi affrontò di nuovo il Genoa e Martina. Quali furono i pensieri?
 

“Non nascondo che rivedere Silvano mi fece un certo effetto. Dopo il timore iniziale, però, pensai alla partita e sparì tutto. Se uno ci ripensa non va avanti. Rimaneva il fatto che non potevo colpire il pallone di testa, ma per precauzione mia”.  

Vi incontraste anche fuori dal campo?
 

“Lui intraprese una carriera da procuratore, un giorno ci incrociammo a Coverciano per motivi diversi. È acqua passata, nessun rancore. Come detto, la cosa importante è essere qui e su questo non si discute, anche se quell’episodio mi negò 15 partite con la Fiorentina…”.  

In una stagione chiusa al secondo posto, sfiorando lo scudetto dietro alla Juve…
 

“Sono convinto che la squadra, con me, due punti in più li avrebbe fatti”.  

Si consolò in estate.
 

“Con il Mondiale, una vittoria mica male”.  

Il ct Bearzot le parlò dell’episodio prima della convocazione per il torneo in Spagna?
 

“Tornai a marzo e fino a giugno riuscii a mettermi in condizione. Il mister venne a vedermi e, in un colloquio, gli dissi che me la sentivo. Andò bene, in tutti i sensi”.  

—

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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