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Durante l’ultima era glaciale l’atmosfera eliminava il metano in modo più efficiente

today06/11/2026 - 11:03 5

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Data di pubblicazione: 06/11/2026 alle 11:03

(Adnkronos) – Un recente studio internazionale pubblicato sulla rivista scientifica Science e coordinato dall’Instituto de Química Física Blas Cabrera (IQF-CSIC) del Consejo Superior de Investigaciones Científicas, con la partecipazione dell’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP), ha esaminato i fattori che determinarono la diminuzione del metano durante l’ultima era glaciale, risalente a circa ventimila anni fa. La ricerca combina modelli di simulazione climatica avanzati con l’analisi geochimica delle informazioni custodite all’interno delle carote di ghiaccio estratte in Antartide e Groenlandia, evidenziando il ruolo determinante svolto dalle interazioni tra aerosol atmosferici e composti marini. 

“I risultati mostrano che durante l’ultima Era Glaciale, circa 20.000 anni fa, il metano non diminuì soltanto perché ne veniva emesso meno, ma anche perché l’atmosfera era più efficiente nel rimuoverlo”, ha spiegato Andrea Spolaor, ricercatore del CNR-ISP e tra gli autori della pubblicazione. “Le grandi quantità di polvere minerale presenti nell’atmosfera interagirono con il sale marino, favorendo la produzione di specie di cloro altamente reattive. Abbiamo scoperto che proprio queste reazioni aumentarono la capacità dell’atmosfera di rimuovere il metano, riducendone la permanenza atmosferica di circa il 20%”. Il contributo dei ricercatori italiani si è focalizzato sull’interpretazione dei segnali chimici preservati nei ghiacci polari, permettendo di correlare le evidenze geochimiche con i processi fisici e dinamici ricostruiti tramite la modellistica atmosferica. 

 

L’immagine mostra una sezione dettagliata di una carota di ghiaccio estratta in Groenlandia, un archivio naturale fondamentale per la ricerca paleoclimatica. All’interno di queste porzioni di ghiaccio polare rimangono intrappolate minuscole bolle d’aria, polveri minerali e tracce chimiche del passato, che permettono agli scienziati, come evidenziato dagli studi dell’Istituto di Scienze Polari del CNR, di ricostruire la composizione dell’atmosfera terrestre, le variazioni della temperatura e la presenza di gas serra risalenti a migliaia o decine di migliaia di anni fa. Crediti: N.Mafezzoli

 

 

 

 

Fino ad ora, i bassi livelli di metano registrati nelle ere glaciali passate venivano attribuiti quasi esclusivamente alla contrazione delle fonti naturali di emissione, come le zone umide e le aree soggette a variazioni climatiche estreme. “Le basse concentrazioni di metano osservate durante l’ultima era glaciale erano state interpretate principalmente in relazione a una diminuzione delle emissioni naturali”, ha precisato Daphne Meidan, coautrice dello studio e ricercatrice presso l’istituto spagnolo IQF-CSIC. “Il nuovo studio mostra invece che anche una maggiore efficienza dei processi atmosferici di rimozione, legata alla chimica del cloro, può aver avuto un ruolo significativo e offre nuovi elementi per comprendere la complessa evoluzione del clima terrestre e i cicli biogeochimici del passato”.  

 

 

Immagine di apertura: Crediti: N.Mafezzoli 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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