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Iran, Trump frena: “Nuovo attacco è improbabile”

today08/11/2026 - 23:02 3

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Data di pubblicazione: 08/11/2026 alle 23:02

(Adnkronos) –
Donald Trump allontana l’ipotesi di nuovi attacchi contro l’Iran. Il presidente degli Stati Uniti punta sul dialogo e confida in un’intesa con Teheran su due punti chiave, il programma nucleare della Repubblica islamica e la riapertura totale dello Stretto di Hormuz. In questo quadro, dice Trump, nuovi raid sono “altamente improbabili”. Alla fine, evidenzia il presidente americano alla Cnn, “dipende dal fatto che firmino o meno un accordo molto rigoroso. Serve un nuovo attacco? La risposta è che è altamente improbabile che ce ne sia bisogno”, la formula usata dal numero 1 della Casa Bianca, che ripropone un repertorio già noto per descrivere l’Iran. “E’ una nazione in declino. Quest’anno hanno registrato un’inflazione al 301%. Li abbiamo colpiti duramente, davvero duramente. Non avete idea di quanto duramente li abbia colpiti”, aggiunge Trump. “Quindi è altamente improbabile che debba farlo”, sottolinea Trump riferendosi a un nuovo attacco. “Stanno crollando finanziariamente. Li abbiamo colpiti sul piano militare. Potremmo finirli”, ribadisce. 

Trump in passato ha rilasciato dichiarazioni contrastanti sulla propria disponibilità a porre fine alla guerra. Ora, dopo la netta sconfitta dei repubblicani alle elezioni di midterm, chiarisce che le forze armate statunitensi sono già schierate nella regione e pronte a intervenire qualora ricevano l’ordine di attaccare. A gennaio si insedia il Congresso a maggioranza democratica, il presidente ha poche settimane di ‘campo libero’ prima di doversi confrontare con Camera e Senato controllati dai dem. 

“Siamo pronti. Ho tre portaerei qui. L’ultima è appena arrivata. Ne abbiamo tre, tutte completamente operative e pronte al combattimento”, dice Trump. Il Comando centrale ha individuato obiettivi infrastrutturali all’interno dell’Iran da colpire in caso di una ripresa delle operazioni militari: nella lista, in particolare, ci sarebberocentrali elettriche e ponti. “Abbiamo 38 ponti nel nostro mirino, li possiamo abbattere letteralmente nel giro di un’ora. Saranno tutti distrutti”, la minaccia che, in puro stile Trump, viene seguita da una frenata. “Non voglio farlo perché, in sostanza, ci vorrebbero dieci anni per ricostruire. Non mi piace abbattere i ponti. Sono tra le strutture più difficili da costruire: ci vogliono anni. E io sono un bravo costruttore”. 

Da Teheran non arrivano dichiarazioni pubbliche orientate al dialogo: l’Iran è pronto ad assorbire nuovi colpi. Per Trump, però, non è così. “Non dispongono più di sistemi antiaerei. Tutti i loro sistemi di difesa contraerea sono stati eliminati”, dice Trump precisando che il regime iraniano disporrebbe ancora soltanto del 10% della propria capacità missilistica e del 15% di quella relativa ai droni. “L’unica cosa che riescono ancora a fare è operare a un livello pari a circa il 10%: produrre alcuni missili e alcuni droni. Per quanto riguarda i droni, siamo intorno al 15%, perché gran parte delle loro fabbriche sono state distrutte. Hanno una disperata voglia di raggiungere un accordo”. 

In una dinamica ormai consolidata, da Teheran arriva un segnale di tono diverso. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi puntualizza che che i mediatori impegnati nei tentativi di raggiungere un accordo di pace non hanno effettuato alcuna missione diplomatica dallo “choc” provocato dai risultati delle elezioni di metà mandato negli Usa. “Ci vorrà del tempo prima che si creino condizioni favorevoli alla ripresa degli spostamenti dei mediatori”, dice il capo della diplomazia. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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