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Data di pubblicazione: 30/04/2026 alle 10:28
(Adnkronos) – L’intelligenza artificiale sta ridisegnando l’industria automotive, che si afferma oggi come secondo settore per livello di maturità nell’adozione dell’AI, subito dopo il comparto tecnologico. Una trasformazione che potrebbe generare fino a 6,1 miliardi di euro di benefici complessivi in Italia entro il 2050 grazie allo sviluppo della guida autonoma.
È quanto emerge dall’evento “
AI: innovazione al servizio della sicurezza e mobilità accessibile
”, promosso a Roma dall’associazione di fleet e mobility manager Best Mobility.
Secondo i dati dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, realizzati in collaborazione con Ipsos Doxa, il 52% dei consumatori ha oggi una percezione positiva dell’AI applicata ai veicoli. Tra i principali benefici percepiti figurano una maggiore sicurezza grazie alla prevenzione degli incidenti (38%), l’ottimizzazione dei consumi (34%) e la manutenzione predittiva (33%). Permangono tuttavia alcune criticità, tra cui il rischio di malfunzionamenti software (35%), la perdita di controllo del veicolo (33%) e la vulnerabilità ai cyberattacchi (30%).
“Il settore della mobilità sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da sfide complesse, ma anche da grandi opportunità” ha affermato Giulio Salvadori Direttore dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility. ” I
n questo contesto, la guida autonoma rappresenta una delle evoluzioni più significative per il futuro della mobilità, con un impatto diretto sulla sicurezza stradale. Riducendo o eliminando il fattore umano, i sistemi autonomi possono contribuire in modo decisivo a diminuire il numero di feriti per chilometro, le emissioni inquinanti e i costi sociali”.
Nel suo intervento Roberto Pietrantonio – Presidente UNRAE si è soffermato sugli aspetti normativi, evidenziando come: “L’AI Act rappresenta un passaggio importante, perché introduce regole necessarie su sicurezza, trasparenza e responsabilità. È fondamentale però che sia accompagnato da politiche industriali e strumenti di domanda che rendano queste innovazioni accessibili e sostenibili. Come UNRAE riteniamo che l’AI sia prima di tutto un’opportunità: per ridurre gli incidenti, migliorare l’efficienza e rendere la mobilità più sostenibile. Allo stesso tempo, dobbiamo evitare che un eccesso di complessità regolatoria rallenti l’innovazione o sposti altrove lo sviluppo tecnologico. La sfida è trovare un equilibrio: proteggere i cittadini senza indebolire la competitività europea. Perché il rischio non è avere regole, ma avere le regole migliori applicate a tecnologie sviluppate fuori dall’Europa.”
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