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Aviaria, primo caso umano nell’Ue: “Nessun allarme, abbiamo i vaccini”

today26/03/2026 - 12:17 3

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Data di pubblicazione: 26/03/2026 alle 12:17

(Adnkronos) – Dopo il rilevamento in Lombardia del primo caso umano di influenza aviaria in Europa, la Commissione Europea sta “monitorando attentamente la situazione. Vi assicuro che non c’è motivo di allarmarsi”. Lo dice la portavoce della Commissione Eva Hrncirova, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.  

Il Ministero della Salute ha informato ieri che la Regione Lombardia ha identificato un caso di infezione da virus influenzale A(H9N2) di origine animale (aviaria) a bassa patogenicità in una persona fragile, con malattie concomitanti, proveniente da un Paese extraeuropeo, dove si è contagiato. 

Secondo la Commissione, “il rischio per la popolazione generale in relazione all’influenza aviaria rimane molto basso. L’Ecdc, l’agenzia che monitora tutte le malattie nell’Ue, ha rilasciato una dichiarazione in cui si afferma che l’infezione è stata trasmessa a un uomo che era un viaggiatore. Proveniva da un altro continente e, inoltre, questa persona presentava già alcune patologie preesistenti, quindi era piuttosto vulnerabile”.  

 

Il caso è stato rilevato “in Italia – continua Hrncirova – e al momento la persona è ricoverata in ospedale; i medici stanno cercando di ricostruire i suoi contatti”. La portavoce ricorda che “negli ultimi 20 anni sono stati segnalati circa 200 casi umani provenienti da altri continenti, non dall’Europa, e solo due infezioni sono risultate fatali”.  

La portavoce sottolinea che “finora si è registrato un solo caso nel Regno Unito, ma finora non avevamo avuto alcun caso nell’Ue. È anche necessario precisare che l’influenza aviaria è una malattia che può essere totalmente asintomatica. E’ simile all’influenza stagionale, quindi dipende molto dalla situazione: si possono manifestare sintomi molto lievi o più gravi”.  

 

Hrncirova ricorda anche che “esistono già vaccini contro l’influenza aviaria, solitamente raccomandati per chi lavora nel settore, a contatto con il pollame o per chi è maggiormente esposto al contatto con gli uccelli. Non sottovalutiamo” la necessità di lavorarare per la “preparazione sanitaria, perché abbiamo imparato la lezione dalla pandemia di Covid”.  

Inoltre, prosegue la portavoce, “sono già in fase di sviluppo vaccini per un potenziale pericolo maggiore o per una potenziale pandemia. Al momento non c’è motivo di farsi prendere dal panico. Siamo pronti e disponiamo già degli strumenti necessari, vaccini che potrebbero essere commercializzati nel caso in cui l’influenza aviaria si diffondesse”. 

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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