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Biometano risorsa per la decarbonizzazione, nuova fase con i Bpa

today17/09/2026 - 14:37 3

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Data di pubblicazione: 17/09/2026 alle 14:37

(Adnkronos) – Si è svolto oggi, presso la sede di Assolombarda, l’evento organizzato dal Consorzio Italiano Biogas dedicato ai Biomethane Purchase Agreements (Bpa), gli accordi di compravendita di biometano tra produttori e consumatori industriali. Al centro del confronto il ruolo del biometano nella decarbonizzazione dell’industria e la possibilità, attraverso accordi di lungo periodo, di rafforzare il rapporto tra produzione agricola e domanda industriale. 

“Il biometano rappresenta una risorsa strategica per la decarbonizzazione, la sicurezza e l’autonomia energetica nazionale, temi ancora più centrali nell’attuale fase di forti tensioni internazionali. Può inoltre contribuire alla decarbonizzazione dei settori energivori con emissioni difficili da abbattere, creando al contempo nuove opportunità per le imprese agricole”, così Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica in un videomessaggio. “Gli accordi di fornitura di lungo periodo rappresentano uno strumento concreto per dare stabilità agli investimenti e creare valore condiviso tra agricoltura e industria. Per affrontare le sfide della transizione è fondamentale rafforzare il dialogo lungo tutta la filiera e procedere insieme nell’individuazione di soluzioni efficaci. Stiamo lavorando – conclude il ministro – al nuovo decreto per il passaggio dal biogas al biometano e, in questo percorso, stiamo valutando anche gli obiettivi di sviluppo e gli eventuali margini di adeguamento, fermo restando l’obiettivo di raggiungere e superare i 5,5 miliardi di metri cubi al 2030”. 

La filiera italiana è oggi in una fase di forte sviluppo, sostenuta dagli investimenti attivati dal DM 2018 e dal DM 2022, quest’ultimo nell’ambito del Pnrr. Una crescita che apre nuove opportunità anche sul mercato, dove i Bpa possono rappresentare uno strumento per dare maggiore stabilità alla valorizzazione del biometano prodotto dalle aziende agricole e, al contempo, offrire all’industria una fornitura rinnovabile funzionale ai propri obiettivi di decarbonizzazione. Grazie all’azione del Cib sono stati conclusi 60 accordi, per un totale di 180 milioni di Smc di biometano all’anno. La domanda industriale coinvolta è diversificata: il 46% dei volumi, pari a 82 milioni di Smc/anno, è destinato al settore dell’acciaio; seguono carta (25 milioni, 14%), ceramica (20 milioni, 11%), cemento e laterizi (19 milioni, 11%), chimica (18 milioni, 10%), alimentare (13 milioni, 7%) e plastica (3 milioni, 2%). 

“Oggi nel raccontare l’importanza degli accordi di compravendita di biometano abbiamo potuto far emergere come mettere in relazione la produzione di biometano delle aziende agricole con la domanda dell’industria significhi creare le condizioni per valorizzare una risorsa rinnovabile nazionale e, allo stesso tempo, accompagnare i settori produttivi nel percorso di decarbonizzazione”, così Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas. “E, soprattutto, favorire lo scambio e la contaminazione tra know how diversi derivanti da filiere di eccellenza nazionale. L’avvicinamento ha consentito di far dialogare più fluidamente interlocutori: industriali interessata a utilizzare biometano e una filiera agricola pronta a investire. Per consolidare questo percorso – spiega Gattoni – è ora fondamentale dare continuità e stabilità al quadro normativo, così da favorire nuovi accordi di lungo periodo e sostenere lo sviluppo della filiera, contribuendo alla competitività e alla sicurezza energetica del Paese”.  

In questo percorso, un passaggio centrale è rappresentato dall’articolo 5-bis del dl Agricoltura, che ha riconosciuto la possibilità di stipulare accordi di compravendita anche di lungo periodo, creando le condizioni per un rapporto più diretto tra produttori e consumatori.  

“Il biometano rappresenta oggi l’unico vettore energetico decarbonizzato concretamente disponibile per le cartiere italiane. Nell’ultimo anno abbiamo registrato una crescita significativa sia della produzione sia dell’utilizzo di biometano da parte del nostro settore, con numerose cartiere che hanno sottoscritto contratti di fornitura, avviando un percorso progressivo verso gli obiettivi europei di decarbonizzazione”, spiega Lorenzo Poli, presidente di Assocarta. “Chiediamo al governo che l’incentivazione della filiera del biometano includa necessariamente la destinazione all’industria gasivora e energy intensive e alla filiera del biometano di guardare all’industria, l’unica in grado di valorizzare in maniera efficiente i gas verdi, e a quella della carta in particolare che è parte integrante della bioeconomia”, conclude Poli. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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