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Caltanissetta, sorelline trasferite in comunità. Parla il padre: “Vogliono tornare a casa”

today25/09/2026 - 18:08 1

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Data di pubblicazione: 25/09/2026 alle 18:08

(Adnkronos) – “La prima cosa che mi hanno chiesto è stata: ‘Papà, quando torniamo a casa?’. Non sapevo cosa dire, li ho rassicurati. ‘Presto, tornate presto’, ho detto loro. Dentro, però, provo un grande dolore e tanta rabbia”. Alessandro Costanza, il papà delle due sorelline di San Cataldo in provincia di Caltanissetta, scomparse venerdì scorso e ritrovate il giorno successivo in un negozio poco distante da casa, dove avevano trascorso la notte per emulare una challenge su YouTube, è un fiume in piena. I suoi figli – tre maschietti e tre femminucce, di età compresa tra i 5 e i 13 anni – sono da quasi una settimana in una comunità. Oggi per un’ora ha avuto l’opportunità di incontrarli. “Fisicamente stanno bene – racconta all’Adnkronos – ma psicologicamente sono provati. La più grande mi ha detto: ‘Papà, ma perché in tv parlano di maltrattamenti se tu ci hai sempre amato?’. Non possono capire quello che sta succedendo. E’ un’ingiustizia tenere sei bambini là dentro per una marachella e lo è anche infangare il papà: io ho dimostrato di essere sempre dedito ai miei figli, di amarli, rispettarli, educarli e coccolarli. Sono la mia vita”. 

Da tre anni Costanza era seguito dai servizi sociali. Negli ultimi mesi, dopo la separazione dalla sua ex moglie, aveva ottenuto l’affidamento esclusivo dei bambini. “Ho dimostrato durante tutto questo tempo di essere in grado da solo e con l’aiuto delle baby-sitter di crescerli e di prendermi cura di loro. Ho lottato per poterli avere con me e qualche mese fa i servizi sociali hanno confermato la mia idoneità genitoriale”.  

 

 

Costanza ammette l’errore commesso nelle ore immediatamente successive alla scomparsa delle due bimbe. “Ho sbagliato a non andare subito dai carabinieri, ma ero terrorizzato. Nei primi minuti ho pensato a un banale ritardo, poi sono subentrati sentimenti contrastanti: preoccupazione, ansia, terrore. Ho pensato ‘magari è una bravata’ e non ho voluto creare allarmismi. Ho commesso un grandissimo errore ma essendo stato seguito dai servizi sociali ho temuto che me li portassero via, come poi è successo. Solo io so tutti i sacrifici fatti in questi tre anni per dimostrare quanto ami i miei figli”. Per tutta la notte Costanza ha cercato le due bambine. L’indomani il ritrovamento. “Quel negozio per loro è un ambiente familiare, conoscono la titolare e amano quel posto pieno di vestiti e trucchi”, aggiunge. 

Nell’esercizio commerciale in corso Vittorio Emanuele, le due sorelline hanno trascorso la notte per emulare una sfida social. “Solo le mie figlie più grandi hanno il cellulare e io so sempre cosa guardano. Quei video sono guardati da tanti altri loro coetanei, ma certo non avrei potuto prevedere che volessero emularli. E’ stata una bravata”. Costanza è “fiducioso” che “le istituzioni rimanderanno a casa il più presto possibile” i suoi figli, ma si dice pronto – se necessario – a una dura battaglia legale. “Questi bambini non meritano di stare là dentro. Sono la mia vita. Ho dimostrato durante questi tre anni di essere una persona impeccabile. Ho fatto un errore, ma l’ho fatto in buona fede e per un senso di protezione. Rivoglio i miei figli e i miei figli vogliono tornare a casa”.  

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cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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