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Da Montepulciano all’America di Jefferson, il vino che racconta la nascita di una nazione

today19/06/2026 - 16:15 6

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Data di pubblicazione: 19/06/2026 alle 16:15

(Adnkronos) – C’è un filo sottile, ma sorprendentemente resistente, che attraversa oltre due secoli e mezzo di storia, unendo le colline toscane della Valdichiana senese alle terre della Virginia, le cantine del Vino Nobile di Montepulciano ai salotti politici della giovane repubblica americana, la cultura del vino ai principi che hanno ispirato la nascita degli Stati Uniti d’America. Un filo che oggi è stato raccontato e celebrato nel cuore di Montepulciano (Siena), durante la presentazione del libro “Il gusto della libertà. Thomas Jefferson, il Vino Nobile di Montepulciano e la nascita degli Stati Uniti”, firmato da Francesco Clementi e Antonio Gaudioso. 

L’incontro, ospitato nella Sala del Consiglio del Palazzo Comunale e inserito nel programma delle celebrazioni dedicate ai 400 anni dalla nascita di Francesco Redi, ha richiamato istituzioni, studiosi, rappresentanti del mondo del vino e della cultura, offrendo al pubblico una chiave di lettura originale e affascinante della storia americana e del ruolo che il vino italiano ha avuto nella costruzione di una moderna idea di libertà. In un periodo storico in cui parlare di rapporti tra vino e Stati Uniti significa spesso evocare dazi, restrizioni commerciali, complessità burocratiche e tensioni economiche, il volume di Clementi e Gaudioso invita invece a guardare alle radici profonde di una relazione che affonda le sue origini nel XVIII secolo e che ha contribuito a costruire un ponte culturale tra Europa e America. 

Al centro del racconto emerge la figura di Thomas Jefferson, tra i padri fondatori degli Stati Uniti, autore della Dichiarazione di Indipendenza e terzo presidente della nazione americana. Ma accanto a lui si staglia un altro protagonista spesso meno conosciuto al grande pubblico: Filippo Mazzei, medico, imprenditore agricolo, filosofo e grande viaggiatore toscano, amico di Benjamin Franklin e dello stesso Jefferson, figura straordinaria che contribuì alla diffusione delle idee illuministe e repubblicane nel Nuovo Mondo. Fu proprio Mazzei, nel 1773, a portare in Virginia le prime barbatelle di vite europea, introducendo nelle terre americane una tradizione agricola e culturale destinata a lasciare un segno profondo. E fu ancora lui a far conoscere a Jefferson il Vino Nobile di Montepulciano, destinato a diventare negli anni uno dei vini più apprezzati dal futuro presidente degli Stati Uniti. 

 

Durante la presentazione, gli autori hanno illustrato il cuore della loro ricerca, spiegando come il vino non rappresenti soltanto un elemento gastronomico o un prodotto commerciale, ma un autentico strumento di lettura della società e delle sue trasformazioni. 

La libertà, sostengono Clementi e Gaudioso, non nasce esclusivamente dalle istituzioni o dalle leggi. È una pratica culturale che si costruisce nel quotidiano, attraverso comportamenti, abitudini, forme di socialità e modelli di convivenza. In questo quadro il vino assume un valore simbolico e concreto al tempo stesso. Jefferson, durante i suoi anni da ambasciatore in Francia tra il 1784 e il 1789, osservò attentamente le società europee. Studiò infrastrutture, sistemi economici, pratiche agricole e modelli di consumo. Tra tutti questi aspetti, il vino divenne per lui una lente privilegiata attraverso la quale comprendere il funzionamento delle comunità e il rapporto tra individuo e società. Non una semplice passione personale, dunque, ma una vera e propria filosofia civile. 

Secondo la ricostruzione proposta nel libro, Jefferson considerava il vino un elemento capace di favorire moderazione, dialogo e autocontrollo. In una società che cercava di costruire nuove forme di partecipazione democratica, il consumo consapevole del vino rappresentava una pratica culturale opposta agli eccessi associati ai distillati, percepiti come fattori di disordine sociale. Una riflessione che assume particolare rilievo nella figura del Vino Nobile di Montepulciano, scelto da Jefferson non per moda o prestigio, ma attraverso un processo di valutazione accurato e costante. Le lettere e i registri storici dimostrano infatti come il futuro presidente ordinasse periodicamente il vino poliziano, apprezzandone l’equilibrio, la misura e la qualità. Caratteristiche che, secondo gli autori, rispecchiavano perfettamente il suo ideale di società repubblicana. Il Vino Nobile diventa così molto più di una bevanda: è il simbolo di un equilibrio tra natura, cultura, lavoro umano e territorio. Una sintesi perfetta di quei valori di moderazione e responsabilità che Jefferson riteneva fondamentali per la costruzione di una cittadinanza consapevole. 

 

Uno degli aspetti più interessanti emersi durante il dibattito riguarda il ruolo della convivialità nella vita politica americana delle origini. Jefferson fu infatti tra i primi leader moderni a utilizzare il convivio e la tavola come strumenti di mediazione e diplomazia. Le cene organizzate durante la sua presidenza rappresentavano occasioni in cui avversari politici, diplomatici e rappresentanti istituzionali potevano confrontarsi in un clima più disteso rispetto ai rigidi contesti formali. 

In questa visione, il vino diventava una forma ante litteram di “soft power”, uno strumento capace di favorire il dialogo, costruire relazioni e creare consenso senza imposizioni o conflitti. Una lezione che conserva una straordinaria attualità anche nel mondo contemporaneo, dove la diplomazia culturale continua a svolgere un ruolo fondamentale nelle relazioni internazionali. 

All’incontro hanno preso parte, oltre agli autori, Susanna Crociani, vicepresidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Simone Crolla, Managing Director dell’American Chamber of Commerce in Italy, Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani. A moderare il confronto è stato il direttore de L’Espresso, Emilio Carelli, che ha guidato il dialogo tra i relatori evidenziando il valore contemporaneo dei temi affrontati nel volume. 

 

Particolarmente significativo l’intervento del presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi, che ha sottolineato come questa iniziativa rappresenti un momento di grande valore culturale per il territorio. Una riflessione condivisa dal sindaco di Montepulciano, Michele Angiolini. “La presentazione di questo volume – ha evidenziato Rossi – mette in relazione la storia del Vino Nobile di Montepulciano con una figura centrale della tradizione politica occidentale come Thomas Jefferson. Il legame con le celebrazioni per i 400 anni dalla nascita di Francesco Redi rafforza ulteriormente il significato di questa iniziativa e apre un percorso istituzionale e culturale volto a raccontare Montepulciano attraverso la sua identità più autentica, fatta di storia, vino e visione internazionale”. 

Non è un caso che la presentazione del libro si sia svolta proprio nell’anno che apre il percorso verso il 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, che verrà celebrato il 4 luglio 2026. Il volume offre infatti una prospettiva originale sulla nascita della modernità politica occidentale, mostrando come la costruzione della libertà non sia stata soltanto il risultato di idee e documenti costituzionali, ma anche di pratiche quotidiane, scambi culturali e relazioni internazionali. Nel racconto di Clementi e Gaudioso emerge una storia in cui il vino diventa veicolo di conoscenza, strumento di dialogo e simbolo di una libertà vissuta concretamente. Una libertà che passa dalla capacità di scegliere, di riconoscere la qualità, di costruire relazioni e di promuovere una cultura della misura. 

La giornata odierna ha rappresentato inoltre l’avvio ufficiale delle celebrazioni dedicate a Francesco Redi, il grande scienziato, medico e letterato toscano nato nel 1626, autore del celebre Bacco in Toscana, opera che consacrò il prestigio dei vini toscani nelle corti europee e che consegnò alla storia la celebre definizione di Montepulciano come luogo in cui nasce il vino “re” di tutti gli altri. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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