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Data di pubblicazione: 30/04/2026 alle 11:32
(Adnkronos) – Serve un “principio di realismo” per capire i dati oggettivi del Paese e “non per scaricare su altri”, come il fatto che si sia rinunciato al nucleare o l’alto debito. Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti alla Camera nelle repliche durante il dibattito sul Dfp, dicendo di invidiare l’ampio margine di bilancio dei tedeschi. “Chi ignora questo dato ignora la realtà”, afferma il ministro. “Un Paese indebitato non è totalmente libero, dato che non si può ignorare o la sostenibilità del debito diventerà un vero, grosso problema”, sottolinea.
Poco prima, interpellato dai cronisti nel Transatlantico sui contenuti della risoluzione della maggioranza sul Dfp, aveva ribadito: su un eventuale richiesta di scostamento “decide il Parlamento”. Nel testo, ha fatto presente il ministro, si chiede “di usare gli strumenti previsti dalla governance europea”, tra i quali rientrano, ha ricordato, “gli articoli 25 e 26”.
Sulla stime del deficit 2025 al 3,1% “abbiamo sbagliato? Diciamo che non abbiamo la sfera di cristallo. Me ne dispiaccio ma non ne faccio un cruccio non risolvibile”, ha detto durante il dibattito. “A settembre abbiamo stimato un indebitamento del 3%” che poi “sarebbe servito a negoziare con l’Ue” ma “siamo arrivati al 3,07% – e non vado a sindacare con la Corte dei Conti che ha strumenti migliori dei nostri – ma l’andamento dei bonus edili nei mesi fino settembre- ottobre era assolutamente nella normalità, il problema è che che dopo la chiusura del 2025 abbiamo riscontrato un dato anomalo di doande che hanno portato questo dato sopra le previsioni di settembre”, ha spiegato Giorgetti.
“Noi dobbiamo scrivere delle previsioni che sono realistiche e quello che abbiamo scritto oggi e che presentiamo al Parlamento sul pil, non è un pil gonfiato per darci possibilità di spendere o fare cose elettorali”, ha affermato ancora aggiungendo: “Abbiamo semplicemente scritto che il pil che certifica oggi l’Istat è già acquisito per lo 0,5% quindi, se non succede niente nei prossimi tre trimestri e se non si va in recessione, quello è un dato acquisito che in qualche modo fa riferimento a quello utilizzato per il calcolo dei nostri conti e delle nostre previsioni”.
Quanto a un nuovo intervento sulle accise sui carburanti, ha detto: “Questo pomeriggio”. Alle 16 è previsto il consiglio dei ministri.
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economia
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