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Data di pubblicazione: 17/03/2026 alle 23:09
(Adnkronos) – Si chiama Mind ed รจ un regime alimentare che mixa i principi della dieta mediterranea e di uno schema che punta a contrastare la pressione alta. Raccomanda il consumo regolare di verdure a foglia verde e altri ortaggi, frutti di bosco, frutta secca, cereali integrali, pesce, legumi, olio d’oliva e pollame, oltre a un consumo moderato di vino. E fra i cibi da limitare indica burro/margarina, formaggio, carne rossa, dolci e cibi fritti da fast food. Secondo un team di scienziati, autori di una ricerca pubblicata online sul ‘Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry’, seguirne le prescrizioni potrebbe essere la chiave per mantenere giovane il cervello, rallentando i cambiamenti strutturali legati al suo invecchiamento. ย
In particolare gli esperti hanno scoperto che la dieta Mind รจ associata a una minore perdita di tessuto nel tempo, soprattutto di materia grigia, il centro di elaborazione delle informazioni del cervello, che svolge un ruolo chiave nella memoria, nell’apprendimento e nel processo decisionale, e a un minore ingrossamento dei ventricoli, che riflette l’atrofia cerebrale, in cui la perdita di tessuto รจ accompagnata dall’ingrossamento degli spazi pieni di liquido cerebrospinale.ย
Lo schema della Neurodegenerative Delay diet (Mind in breve), era giร stato precedentemente collegato a una migliore salute cognitiva, osservano i ricercatori. Tuttavia, non era chiaro quale effetto potesse avere sui cambiamenti strutturali del cervello legati all’etร , associati a malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson. Per approfondire ulteriormente la questione, i ricercatori si sono concentrati su 1.647 persone di mezza etร e anziane (etร media 60 anni all’inizio dello studio) appartenenti alla coorte dei discendenti del Framingham Heart Study (Fos, Framingham Heart Study Offspring cohort). Tutti i partecipanti si sono sottoposti a regolari controlli medici ogni 4-8 anni, con risonanze magnetiche cerebrali ogni 2-6 anni a partire dal 1999, e hanno compilato almeno un questionario sulla frequenza del consumo dei vari alimenti durante i controlli effettuati tra il 1991-1995, il 1995-1998 e il 1998-2001 per la valutazione dell’apporto nutrizionale. Inoltre, si sono sottoposti ad almeno 2 risonanze magnetiche cerebrali tra il 1999 e il 2019, senza evidenza di ictus o demenza al momento della prima. ย
Il loro punteggio medio nella dieta Mind era di poco inferiore a 7 su un massimo di 15, dove 15 indica il livello piรน alto di aderenza. Nel gruppo collocato al top per i livelli di aderenza alla dieta Mind c’era maggiore probabilitร di trovare donne e laureati, e minore probabilitร che vi fossero fumatori o persone con obesitร . Inoltre, un numero inferiore di loro presentava problemi di salute che potevano influire sulla salute del cervello, tra cui diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Durante un periodo di monitoraggio medio di 12 anni, le risonanze magnetiche di tutti i partecipanti hanno evidenziato riduzioni del volume cerebrale totale, della sostanza grigia, della sostanza bianca e dell’ippocampo, unitamente ad aumenti del liquido cerebrospinale, del volume ventricolare e delle iperintensitร della sostanza bianca (punti luminosi indicativi di danno tissutale). Tuttavia, punteggi piรน elevati nella dieta Mind sono stati associati a una piรน lenta riduzione o perdita della materia grigia. Ogni aumento di 3 punti รจ stato associato a una perdita piรน lenta (0,279 centimetri cubi per anno), equivalente al 20% in meno di declino legato all’etร e a 2,5 anni di invecchiamento cerebrale ritardato. Analogamente, ogni aumento di 3 punti nel punteggio della dieta Mind รจ risultato associato a una piรน lenta espansione del volume ventricolare totale di -0,071 cmยณ/anno, equivalente a una perdita di tessuto inferiore dell’8% e a un ritardo di 1 anno nell’invecchiamento cerebrale.ย
Tra i principali fattori dietetici che hanno contribuito alle associazioni benefiche osservate figurano i frutti di bosco, associati a un aumento piรน lento dei volumi ventricolari, e il pollame, anch’esso associato a un aumento piรน lento dei volumi ventricolari e a un declino piรน lento della materia grigia. D’altro canto, un maggiore consumo di dolci รจ stato associato a una piรน rapida espansione ventricolare e atrofia dell’ippocampo, mentre i cibi fritti da fast food sono stati anche collegati a un maggiore declino del volume dell’ippocampo. “Gli alimenti consigliati da Mind, ricchi di antiossidanti come i frutti di bosco, e fonti proteiche di alta qualitร come il pollame possono ridurre lo stress ossidativo e attenuare i danni neuronali”, suggeriscono i ricercatori. “Al contrario, i cibi fritti dei fast food, spesso ricchi di grassi malsani, grassi trans e prodotti finali di glicazione avanzata, possono contribuire all’infiammazione e ai danni vascolari”. ย
Inaspettatamente, un maggiore consumo di cereali integrali รจ risultato associato a cambiamenti strutturali sfavorevoli, tra cui un declino piรน rapido della materia grigia e del volume dell’ippocampo, e una piรน rapida espansione ventricolare, mentre un maggiore consumo di formaggio รจ risultato associato a riduzioni piรน lente della materia grigia e del volume dell’ippocampo, a un minore ingrossamento ventricolare e a un minor numero di punti luminosi. Le associazioni riscontrate sono risultate coerenti in una serie di ulteriori analisi e piรน forti nei partecipanti piรน anziani, suggerendo che la dieta in questione potrebbe essere piรน vantaggiosa per chi รจ a maggior rischio di invecchiamento cerebrale piรน rapido o presenta una maggiore variabilitร nel tasso di atrofia cerebrale, dicono i ricercatori. ย
Sono state inoltre osservate associazioni piรน forti per le persone che erano piรน attive fisicamente e non in sovrappeso o obese, il che suggerisce che strategie di stile di vita combinate potrebbero contribuire a ridurre il rischio di malattie neurodegenerative, aggiungono gli esperti. Il lavoro presentato – precisano – รจ uno studio osservazionale e, come tale, non รจ possibile trarre conclusioni definitive in merito a un rapporto di causa-effetto. Tuttavia, concludono gli autori, “questi risultati rafforzano il potenziale della dieta Mind come modello alimentare salutare per il cervello e ne supportano il ruolo nelle strategie volte a rallentare la neurodegenerazione nelle popolazioni anziane”.ย
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Scritto da: News News
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