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Glomerulopatia da C3, Grandaliano (Gemelli): “Da esame urine il sospetto”

today31/03/2026 - 12:31 2

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Data di pubblicazione: 31/03/2026 alle 12:31

(Adnkronos) – “Dobbiamo far sapere che per la malattia renale C3G lo screening e la prevenzione sono fondamentali: un banalissimo esame delle urine ci permette di avere un sospetto e di avviare un iter diagnostico che vale anche per molte altre malattie. La diagnosi precoce sicuramente può modificarne il decorso” anche perché “oggi abbiamo a disposizione una terapia specifica”. Così Giuseppe Grandaliano, professore di Nefrologia presso l’università Cattolica e direttore della Uoc di Nefrologia, Fondazione policlinico Gemelli Irccs, intervenendo oggi a Milano all’incontro con la stampa organizzato da Novartis in occasione del via libera dell’Ageniza italiana del farmaco (Aifa) al rimborso di iptacopan, il primo trattamento per adulti con glomerulopatia da C3, “una terapia specifica che agisce sui meccanismi intrinseci della malattia”. 

La C3G è “una malattia cronica molto rara – spiega l’esperto – che colpisce soggetti giovani con un’età di diagnosi compresa fra 20-25 anni e ha la caratteristica di progredire in maniera importante verso un’insufficienza renale cronica terminale e la necessità di dialisi – specifica il nefrologo – Il 40-50% di questi soggetti, a 10 anni dalla diagnosi, sono in dialisi o hanno bisogno di un trapianto. La C3g è silenziosa, non dà segni clinici nelle prime fasi. Le uniche alterazioni sono laboratoristiche: all’esame delle urine si presenta una perdita di proteine e vi è la presenza di tracce di sangue. Qualche volta all’esame del sangue, nelle fasi precoci, può già essere presente un aumento della creatininemia quindi una riduzione della funzione renale”. 

In presenza di alterazioni nelle urine, come “proteinuria e tracce di sangue” occorre che “il paziente sia visto dallo specialista nefrologo – avverte Grandaliano – per essere sottoposto a una biopsia”, poiché questo esame diagnostico “è assolutamente irrinunciabile nella diagnosi C3G. La diagnosi anatomopatologica e istopatologica di questa malattia richiede un anatomopatologo particolarmente esperto in malattie renali, per cui è importante parlarsi e comunicare fra i centri” specializzati “per identificare più facilmente la malattia – conclude – e indirizzare il paziente nei centri giusti”. 

salute

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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