logo_k55_125x125_giallo
Loading ...
play_arrow

keyboard_arrow_right

Ascoltatori:

Ascoltatori di punta:

skip_previous skip_next
00:00 00:00
chevron_left
volume_up
  • play_arrow

    Radio K55

Prima Pagina

Inter campione d’Italia, la cavalcata-scudetto dei nerazzurri di Chivu

today03/05/2026 - 20:54 3

Sfondo
share close

Data di pubblicazione: 03/05/2026 alle 20:54

(Adnkronos) –
Lo scudetto sigilla una stagione da incorniciare. Un’annata che racconta un nuovo inizio per l’Inter, sotto la guida di Cristian Chivu, ma anche una crescita regolare e significativa. Fino alla maturità, certificata dal tricolore conquistato contro il Parma. Un percorso in cui l’assestamento iniziale ha presto lasciato spazio alla solidità di una squadra che ha meritato per continuità il titolo di campione d’Italia. Il ventunesimo della sua storia, conquistato con 3 giornate d’anticipo e con un largo vantaggio sulle inseguitrici. 

La squadra di Chivu lo festeggia dopo il 2-0 di San Siro contro il Parma, che è anche la fotografia della stagione. L’avvio in Serie A era stato in salita: dopo il 5-0 alla prima di campionato contro il Torino, il percorso nerazzurro era stato complicato da due sconfitte pesanti tra fine agosto e inizio settembre. Contro Udinese (1-2 a San Siro) e Juventus (4-3 allo Stadium). La vittoria dei bianconeri a Torino era suonata come un campanello d’allarme, ma Chivu aveva subito tenuto il punto rispondendo così alle critiche: “Abbiamo fatto una grande prestazione nel primo e nel secondo tempo. Siamo andati sotto due volte, l’abbiamo ribaltata ma dovevamo capire i momenti della gara soprattutto nel finale. Siamo venuti a giocare con personalità, cercando di vincerla senza accontentarci. Purtroppo è mancata lucidità nel finale”.  

Quella lucidità, l’Inter l’ha trovata con il passare delle settimane. A suon di gol e prestazioni, migliorando in primis la fase difensiva e mostrandosi sempre una squadra sul pezzo. Pronta a reagire, anche nei momenti meno semplici. Come dimostrato dalle tante rimonte concretizzate. Dal ‘pazzo’ 6-2 rifilato al Pisa lo scorso 23 gennaio, ribaltando i 2 gol di svantaggio con grande testa, al successo per 3-2 contro la Juventus il 14 febbraio, con gol di Zielinski allo scadere (nella sfida caratterizzata dall’espulsione del difensore bianconero Kalulu e dal caso Bastoni). Una delle 8 partite consecutive portate a casa dai nerazzurri nel viaggio verso il ventunesimo tricolore, che ha conosciuto l’ultima flessione intorno a metà marzo. Un periodo di appannamento coinciso con le sconfitte nel derby con il Milan e i due pareggi contro Atalanta e Fiorentina, prima della sosta per gli impegni della Nazionale nei playoff per i Mondiali.  

 

Il finale di stagione è il manifesto più chiaro della trasformazione voluta da Chivu: la sua squadra, diventata grande nel momento decisivo, è stata capace di scrollarsi di dosso dubbi e discontinuità proprio quando il margine di errore si era azzerato. Proprio lì, l’Inter si è fatta trovare pronta. Se nei mesi precedenti i nerazzurri avevano alternato prestazioni convincenti a passi falsi, da quel momento in poi è cambiato l’atteggiamento: più concretezza, più attenzione, ma soprattutto una gestione delle partite da gruppo consapevole della posta in palio. A cominciare dal big match contro la Roma. In una gara ad altissima tensione, contro una squadra in piena lotta Champions, i nerazzurri hanno dimostrato cinismo puro. In una vittoria costruita sulla solidità difensiva e sulla capacità di colpire nei momenti giusti, con Lautaro Martinez (l’attuale capocannoniere del campionato, con 16 gol) protagonista al rientro dall’infortunio e Nicolò Barella di nuovo decisivo nel controllo dei ritmi. Quel successo, un roboante 5-2, non ha solo portato tre punti: ha dato un segnale al campionato e a tutte le avversarie. 

Ancora più emblematico, per certi versi, il passaggio contro il Como. La fotografia di un percorso. L’Inter qui ha mostrato tutta la sua crescita, mantenendo la calma dopo un avvio faticoso e rimontando poi il doppio svantaggio fino al successo per 4-3. La certificazione del livello raggiunto. Prima dell’inizio del campionato, Chivu aveva lasciato il segno con una frase: “Tornare indietro e cambiare l’inizio non si può. Si può però cambiare la fine”. 

Un riferimento alle delusioni della passata stagione: la semifinale di Coppa Italia persa contro il Milan, lo scudetto vinto dal Napoli al fotofinish e la finale di Champions persa 5-0, contro il Psg di Luis Enrique. Chivu ha fatto ripartire i suoi da lì, per scrivere un nuovo finale. L’Inter quest’anno ha impressionato pure per questo, la tenuta collettiva. Ha imparato a vincere oltre i singoli, a volte anche senza brillare. Regalando a Chivu il primo grande trionfo della sua carriera in panchina. Un nuovo punto di partenza, che potrebbe essere addirittura impreziosito dalla Coppa Italia (il 13 maggio la finale all’Olimpico contro la Lazio) per un’accoppiata che la Milano nerazzurra non vede dal 2010 con José Mourinho. 

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

Rate it

Radio K55 APP

GRATIS
VISUALIZZA