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Ipoparatiroidismo, Palermo (Ucbm): “Oggi possibile migliore gestione”

today27/02/2026 - 16:33 2

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Data di pubblicazione: 27/02/2026 alle 16:33

(Adnkronos) – Oggi è disponibile “una nuova terapia per la gestione dell’ipoparatiroidismo cronico, basata sull’utilizzo del palopegteriparatide, che consente di dare ai nostri pazienti l’ormone nativo con un’emivita molto lunga. Le conseguenze più importanti per la gestione della malattia sono: stabilità dei livelli di calcio; stabilità dei livelli di fosforo; probabile riduzione di complicanze renali come nefrolitiasi, nefrocalcinosi e insufficienza renale; miglioramento della qualità di vita. C’è poi un impatto positivo globale sulla storia naturale della patologia che probabilmente può portare al miglioramento della longevità”. Così Andrea Palermo, medico Patologie osteo-metaboliche e della tiroide Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma, intervenendo oggi a Torino alla presentazione del libro nato dal percorso di medicina narrativa ‘Raccontare l’invisibile’, realizzato dalla Scuola Holden con il contributo non condizionante di Ascendis. 

“Fino a oggi abbiamo potuto gestire i nostri pazienti utilizzando la cosiddetta terapia convenzionale o più propriamente, a mio modo di vedere, terapia palliativa, a base di sali di calcio e di vitamina D – spiega Palermo – Questo tipo di trattamento è assolutamente insufficiente per poter gestire la tipologia di complicanze dei nostri pazienti perché non è in grado di andare a sostituire l’azione dell’ormone nativo, il paratormone, di cui i nostri pazienti sono privi. La terapia convenzionale, che può certamente tamponare il problema della malattia, ma non risolverla, va a determinare anche un aumento di complicanze croniche come quelle renali, in particolare la nefrolitiasi, cioè i calcoli renali, la nefrocalcinosi, cioè l’accumulo di calcio nel parenchima renale e, di conseguenza, anche l’insufficienza renale”. 

salute

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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