
Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
Radio K55
Data di pubblicazione: 07/04/2026 alle 14:59
(Adnkronos) –
L’isola iraniana di Kharg, nel Golfo Persico, tornata bersaglio degli attacchi americani dopo quasi un mese, rappresenta il cuore dell’industria petrolifera di Teheran ed è uno degli obiettivi economici più sensibili del conflitto in corso. Importante hub per l’export di greggio, era già stata colpita il 13 marzo scorso nell’ambito di un’operazione “mirata su vasta scala” del Comando Centrale Usa (Centcom), che aveva preso di mira oltre 90 obiettivi militari – tra cui depositi di mine navali e bunker missilistici – “preservando le infrastrutture petrolifere”. Nelle ultime ore, secondo fonti citate dal Wall Street Journal, gli Stati Uniti avrebbero colpito più di 50 nuovi obiettivi militari sull’isola.
Situata a circa 55 chilometri dal porto di Bushehr e circondata da acque particolarmente profonde, l’isola si estende per appena otto chilometri ma ospita la principale piattaforma di esportazione del petrolio iraniano. Attraverso oleodotti sottomarini e terminali di carico, Kharg convoglia il greggio proveniente dai giacimenti centrali e occidentali verso petroliere dirette soprattutto ai mercati asiatici, con la Cina tra i principali acquirenti. Dal terminale transitano normalmente tra 1,3 e 1,6 milioni di barili al giorno, con una capacità di stoccaggio di decine di milioni di barili.
Proprio il suo valore strategico spiega perché le infrastrutture petrolifere dell’isola siano rimaste finora fuori dalla lista degli obiettivi militari. Secondo quanto spiegato al Guardian da Neil Quilliam, analista del think tank Chatham House, un attacco diretto potrebbe far salire il prezzo del petrolio fino a 150 dollari al barile, rispetto ai circa 120 toccati nei momenti più critici della crisi. Distruggere o paralizzare l’impianto significherebbe sottrarre al mercato l’intero flusso delle esportazioni iraniane, mentre parte della produzione regionale risulta già compromessa nello Stretto di Hormuz.
Anche un’eventuale occupazione militare dell’isola si presenterebbe estremamente complessa: richiederebbe un massiccio dispiegamento di forze e potrebbe generare uno stallo energetico. L’Iran continuerebbe a produrre petrolio senza poterlo esportare, mentre gli Stati Uniti controllerebbero il terminale senza riuscire a utilizzarlo, con il rischio di aggravare ulteriormente l’instabilità dei mercati.
Oltre al suo ruolo economico, Kharg ha anche un forte valore simbolico per Teheran. Abitata fin dall’antichità e contesa nei secoli da potenze regionali ed europee, divenne un grande hub petrolifero negli anni Sessanta e fu pesantemente bombardata negli anni Ottanta durante la guerra Iran-Iraq. Le sue acque profonde – tra le poche nel Golfo Persico capaci di accogliere superpetroliere – continuano oggi a permettere l’attracco delle grandi navi che trasportano all’estero la principale fonte di entrate della Repubblica Islamica.
—
internazionale/esteri
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Scritto da: News News
19:30 - 20:30
Tutti i giorni la migliore musica
20:30 - 21:00
Presentato da Gianfranco Romano
21:00 - 23:00
1
play_arrowJohn Lennon
play_arrow
Imagine John Lennon
2
play_arrowEagles
play_arrow
Hotel California Eagles
3
play_arrowThe Doors
play_arrow
Light My Fire The Doors
Copyright | Radio K55 | Sede Legale: Via Lima, 41 - Roma - 00198 | P.IVA 16813261001 | Sede Operativa: Via Di Valleranello, 82 - Roma - 00128|
"WhatsAppa" con Noi