logo_k55_125x125_giallo
Loading ...
play_arrow

keyboard_arrow_right

Ascoltatori:

Ascoltatori di punta:

skip_previous skip_next
00:00 00:00
chevron_left
volume_up
  • play_arrow

    Radio K55

Salute e Benessere

La meditazione è un ‘farmaco’ contro l’ansia? Ecco cosa dicono gli esperti anti-bufale

today19/06/2026 - 10:40 5

Sfondo
share close

Data di pubblicazione: 19/06/2026 alle 10:40

(Adnkronos) – Fare meditazione può aiutare a ridurre l’ansia e lo stress? Può essere un ‘farmaco’ contro questi disturbi? “Sì, come strumento di supporto e non di sostituzione. Le prove disponibili indicano che la meditazione può ‘affiancare’ i trattamenti convenzionali, contribuendo a ridurre i sintomi ansiosi, migliorare la qualità della vita e aiutare a gestire lo stress quotidiano. Un ragionamento analogo vale per lo yoga in ambito oncologico. La Consensus Conference promossa con il patrocinio dell’Istituto superiore di sanità ha ribadito che i trattamenti psicologici efficaci per l’ansia, tra cui anche approcci basati sulla consapevolezza, sono spesso sottoutilizzati in Italia, anche per difficoltà di accesso. Chi soffre di ansia farebbe bene a parlarne prima di tutto con il proprio medico di medicina generale, che può aiutare a valutare la situazione, escludere cause fisiche e orientare verso il percorso più adatto, che sia psicoterapia, farmaci, tecniche di meditazione strutturate o una combinazione di questi”. A fare il punto, in occasione della Giornata internazionale dello yoga che si celebra il 21 giugno, sono gli esperti della piattaforma anti-bufale ‘Dottore, ma è vero che…?’ curata dalla Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri).  

Allora si può smettere di prendere i farmaci e meditare? “No, non è questo che la ricerca suggerisce. I risultati appena citati non significano che la meditazione funzioni per tutti, né che possa sostituire in ogni caso un trattamento prescritto da un medico. Innanzitutto, gli studi più promettenti riguardano forme moderate di ansia: per i disturbi più gravi, le prove a favore della sola meditazione sono ancora insufficienti – precisano gli specialisti – In secondo luogo, la meditazione richiede un impegno considerevole: nel programma Mbsr (Mindfulness-Based Stress Reduction), i partecipanti svolgono sessioni da 2 ore e mezza a settimana più 45 minuti di pratica autonoma ogni giorno. Non tutti riescono a mantenere questa disciplina, e l’efficacia dipende molto dal tempo realmente dedicato alla pratica”. 

Va anche considerato che la meditazione, pur essendo generalmente sicura, non è priva di rischi. “Una revisione sistematica pubblicata su ‘Acta Psychiatrica Scandinavica’ ha stimato che circa l’8% delle persone che meditano può sperimentare effetti indesiderati, tra cui ansia, sintomi depressivi o anomalie cognitive come difficoltà di pensiero e disorientamento. Questi effetti – ricordano i medici – possono comparire anche in persone senza una storia pregressa di disturbi mentali, il che rende importante iniziare qualsiasi pratica meditativa strutturata con il supporto di un professionista qualificato e in accordo con il proprio medico di medicina generale o specialista”. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

Rate it

Radio K55 APP

GRATIS
VISUALIZZA