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L’allarme di Marsiglia (FederPetroli): “Il gasolio può raggiungere i 3 euro a litro nei prossimi mesi, ecco perché”

today18/08/2026 - 13:08 4

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Data di pubblicazione: 18/08/2026 alle 13:08

(Adnkronos) – “Raggiungere sul gasolio i 3 euro al litro nei prossimi mesi non è difficile”. A dirlo all’Adnkronos è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, che guarda con preoccupazione all’evoluzione della crisi in Medio Oriente. La previsione non riguarda un aumento immediato, ma uno scenario che potrebbe concretizzarsi “in pochissimi mesi” se la situazione nello Stretto di Hormuz dovesse continuare a peggiorare e non arrivasse una vera “de-escalation”. Oggi quella soglia non è ancora realtà, ma, avverte Marsiglia, “se continua così in pochissimi mesi si potrebbe arrivare a un stravolgimento”. Il nodo, infatti, resta lo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio e gas. “La situazione è andata sempre a crescere”, spiega Marsiglia, sottolineando come nelle ultime ore non siano arrivati segnali tali da tranquillizzare i mercati. Il Brent si mantiene su livelli molto elevati, arrivando a toccare quota 92-93 dollari al barile, mentre “il gas a 63 euro/MWh”. 

Ed è proprio il gas, secondo il presidente di FederPetroli, a rappresentare una delle maggiori preoccupazioni per l’Italia. “Quello che preoccupa di più, nonostante il blocco dello Stretto e il gas, almeno per le famiglie e le aziende italiane, è che nei mesi di ottobre e novembre questi famosi 63” possano “farsi sentire sui costi energetici”. Ma gli effetti della crisi si stanno già facendo sentire alla pompa. “Quando la situazione è questa, anche i prezzi dei carburanti ne risentono: già da stamattina le medie nazionali sono cresciute di diversi centesimi”, osserva Marsiglia. E il problema è particolarmente evidente sul diesel, dove gli aumenti stanno rapidamente erodendo l’effetto delle misure introdotte dal governo. Il riferimento è allo sconto sulle accise, pari a 17 centesimi al litro per il gasolio e valido fino al 25 agosto. “È uno sconto che certo può essere d’aiuto”, ammette Marsiglia, ma “il diesel è arrivato a 2,60-2,68 già settimane fa”.  

Di fatto, il beneficio fiscale rischia quindi di essere assorbito dai rincari del prodotto. La domanda è allora quanto possa costare il gasolio a settembre e nei mesi successivi. La risposta di Marsiglia è netta: “Arrivare a 3 euro con una situazione di Hormuz che va sempre peggiorando, in questo momento non c’è questa paura, però se continua così in pochissimi mesi si potrebbe arrivare a un stravolgimento”. Il presidente di FederPetroli precisa però che “non è che arriviamo oggi a 3 euro”. La soglia dei 3 euro sarebbe legata a una prosecuzione della crisi: “Per fortuna stiamo sotto i 3 euro al litro, però in qualche mese così, in assenza di de-escalation, è possibile raggiungere questa soglia”. 

 

 

 

A preoccupare è anche la possibilità che la crisi finisca per compromettere la diversificazione delle forniture realizzata negli ultimi anni. “Già anche quello che si è fatto, ovvero la diversificazione dell’approvvigionamento energetico, sia per il gas e sia per il greggio, potrebbe compromettere diverse quote di mercato a livello internazionale”, spiega Marsiglia. L’Italia, nel frattempo, ha aumentato gli acquisti da fonti alternative, compresi gli Stati Uniti. Ma anche questa strategia potrebbe incontrare dei limiti se la crisi dovesse allargarsi. “Noi abbiamo preso tantissimo, ad esempio gas e anche del greggio dagli Stati Uniti, ma anche loro hanno difficoltà con le loro riserve interne energetiche”. Da qui il rischio di una “compromissione generale” legata alla situazione geopolitica. 

“Fin quando però questa situazione non si mette a posto, anche con delle dinamiche che sono quelle di Gaza e quello del Libano e Israele, la situazione in Medio Oriente continua a rimanere stabile, ma in negativo, non in positivo”, sottolinea Marsiglia. 

Sul fronte italiano, intanto, potrebbe arrivare qualche margine di intervento da Bruxelles. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha chiesto maggiore flessibilità all’Unione europea sul fronte dell’energia. “Può darsi che riusciamo a recuperare qualche centesimo”, dice Marsiglia, ma “bisognerà attendere”. Resta poi il problema dello sconto sulle accise. 

“Dal 25 agosto anche questo minimo, seppur minimo sconto, viene meno”. E questo potrebbe tradursi “in un’ulteriore pressione sul prezzo finale del diesel proprio mentre le quotazioni internazionali restano elevate”.C’è infine una domanda che riguarda una peculiarità tutta italiana: perché benzina e gasolio costano spesso più che nel resto d’Europa? “E’ la tassazione”, risponde senza esitazioni Marsiglia. “Noi abbiamo le accise, abbiamo una tassazione piuttosto alta sui carburanti”. 

 

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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