logo_k55_125x125_giallo
Loading ...
play_arrow

keyboard_arrow_right

Ascoltatori:

Ascoltatori di punta:

skip_previous skip_next
00:00 00:00
chevron_left
volume_up
  • play_arrow

    Radio K55

Prima Pagina

L’estate 2026 con l’auto elettrica, il racconto tra caldo record e bollini neri

today11/09/2026 - 12:00 2

Sfondo
share close

Data di pubblicazione: 11/09/2026 alle 12:00

(Adnkronos) –
Climatizzazione, ricariche e tariffe: l’estate 2026 alla guida dell’auto elettrica è stata superata senza stress. Il caldo eccezionale di quest’anno e i consueti bollini neri delle grandi partenze non hanno inciso in maniera negativa stando alle esperienze degli utenti registrate da Adiconsum che attraverso il presidente nazionale, Giovanni De Cristofaro, coadiuvato da Mauro Vergari, responsabile per le tematiche della Sostenibilità ambientale, ricostruisce con Adnkronos l’esperienza degli e-driver in questa stagione 2026 eccezionalmente torrida. 

Il caldo, e il relativo uso del climatizzatore, insieme al pieno carico del veicolo per gli spostamenti di diversi giorni alzano chiaramente i consumi dell’auto, elettrica e non, ma senza incidere sul comfort di viaggio. “Sulle elettriche moderne, in un viaggio estivo, l’incremento è in genere di circa il 10%, più contenuto rispetto all’inverno. 

La pompa di calore e la gestione termica riducono gli sprechi, soprattutto con il freddo invernale; in estate il climatizzatore a regime assorbe circa 1-1,5 kWh (circa 5-7 km di autonomia) all’ora. Un consumo che ovviamente non impedisce i viaggi lunghi, come dimostra il diffuso traffico elettrico verso l’Italia sia dei turisti stranieri sia degli automobilisti italiani. Adiconsum, su questo specifico aspetto, non riceve segnalazioni: per questo riteniamo che non costituisca un problema per chi viaggia”, spiega De Cristofaro.  

File per le ricariche del veicolo nelle giornate da bollino nero? Su questo punto va fatta una precisazione. “Occorre distinguere nettamente la ricarica ultraveloce (Hpc) presente generalmente su autostrade e strade a percorrenza veloce da quella lenta/media in Ac presente principalmente nelle aree urbane. Sulle Hpc, non ci risultano criticità strutturali nemmeno nelle giornate da bollino nero. Il ricambio alle colonnine è continuo: in 20-25 minuti la sosta è in genere conclusa e lo stallo si libera”, racconta il presidente Adiconsum, precisando che “in Ac il quadro può essere diverso. È più facile trovare stalli occupati, soprattutto in località di villeggiatura o in Comuni con pochi punti di ricarica. Qui il tema non è l’auto elettrica in sé, ma organizzazione e numero di stalli: una sosta lenta tiene occupata la colonnina per ore e, dove l’offerta è scarsa, si notano più facilmente code o postazioni ‘occupate'”. 

Ma nel complesso, rassicura l’associazione che con il progetto ‘Green Circle – Abita e Muoviti’ assiste i consumatori proprio su queste tematiche, “le segnalazioni su questo punto sono minime. La rete di ricarica continua a crescere proporzionalmente al numero delle auto elettriche in circolazione e la ricarica è garantita”. 

Nel complesso la disponibilità di infrastrutture di ricarica è buona anche se il quadro non è omogeneo. “Cinque anni fa la risposta sarebbe stata critica: in autostrada i punti erano insufficienti e il viaggio in elettrico andava costruito con attenzione. Oggi, però, non è più così. Secondo l’ultima rilevazione di Motus-E, in Italia ci sono 84.564 punti di ricarica pubblici. Il 54% delle aree di servizio autostradali è già dotato di infrastruttura; a queste si aggiungono le colonnine Dc e Hpc subito fuori dai caselli, ormai parte integrante dell’offerta di viaggio. È sempre più frequente, in autostrada, trovare il pittogramma della ricarica elettrica accanto a quello dei carburanti tradizionali: un segnale concreto di normalizzazione del servizio – spiega – La copertura, purtroppo però, non è ancora omogenea. Per questo Adiconsum chiede da tempo investimenti prioritari nel Mezzogiorno, sulle autostrade e nelle aree a domanda turistica. Nei centri di villeggiatura molti esercizi di accoglienza si stanno attrezzando: comprendendo che la ricarica è anche uno strumento di marketing”. 

Temperature da record in questa estate 2026; ciononostante i veicoli e i loro apparati elettronici non hanno subito conseguenze dirette. “Dalle segnalazioni che ci arrivano e dalla nostra esperienza diretta non emerge un’emergenza sistemica di ‘crash da caldo’. E’ evidente, però, che il grande caldo causato dalla crisi climatica potrebbe in rari casi colpire gli apparati elettronici presenti sia nelle auto termiche che in quelle elettriche che comunque sono progettate per le alte temperature. Possono invece capitare, soprattutto d’estate, problemi di blackout a causa dell’elevato uso della rete elettrica che rendono difficile la ricarica come del resto renderebbe impossibile anche il rifornimento di carburanti tradizionali”, chiarisce. 

Più articolato il discorso per app e tariffe. “Questo nuovo mercato è complesso. Sulla stessa colonnina che si decide di utilizzare il prezzo dell’energia elettrica può variare anche del 40-70% a seconda dell’app utilizzata, cioè dell’operatore con cui si paga. La ricarica domestica costa in media 2-3 volte meno di quella pubblica. Chi usa la rete di ricarica in pubblico, se non vuole spendere una sproposito, dovrebbe invece dotarsi di un’app di comparazione e scegliere l’operatore che in quel momento offre la tariffa migliore. Consiglio concreto per chi usa l’auto elettrica: confrontare sempre le tariffe prima di attaccare il cavo. Spesso ci sono anche promozioni ma vanno cercate e attivate”, afferma il presidente di Adiconsum ricordando che l’associazione ha creato l’Osservatorio Nazionale dei prezzi della ricarica elettrica, in collaborazione con l’App TariffEV, che pubblica tabelle con i prezzi della ricarica in pubblico in Italia suddivise per velocità e offerte. 

Un’esperienza da viaggio da pianificare? “In un viaggio lungo è importante ma non indispensabile, per la guida di tutti i giorni non è necessaria. La necessità di pianificazione dipende anche dall’auto elettrica che si usa: non tutte le auto hanno un pianificatore di viaggio all’altezza. Le auto con i computer di bordo di qualità, indicando la destinazione, forniscono informazioni, specificando a quale colonnina fermarsi, quanta energia caricare fino alla successiva ricarica, quando ripartire e ottimizzando l’intero viaggio con i tempi più bassi. In alternativa, conviene usare un route planner di app terze ma in questo caso serve anche conoscere la propria vettura – potenza di ricarica accettata e autonomia reale in autostrada – e, se possibile, far coincidere le ricariche con le soste fisiologiche e la pausa pranzo, per ottimizzare i tempi”.  

“Pianificare serve per ottimizzare il viaggio ma non per limitare l’ansia da autonomia che è un falso problema – chiarisce – Senza pianificazione il viaggio può andare comunque a buon fine, rischiando però di spendere di più in soldi e tempo. Con i picchi di traffico estivi, improvvisare è il modo più sicuro per perdere ore e alzare il conto”. Utile in questo senso può essere verificare le esperienze degli altri automobilisti su forum e social. 

Il viaggio in auto elettrica appare dunque promosso in questa estate 2026, pur con aspetti da migliorare. “L’esperienza è decisamente positiva. Per chi parte con un minimo di preparazione e può integrare ricarica domestica in partenza e/o destinazione, l’esperienza estiva è ottimale: silenzio, comfort, costi di esercizio ancora competitivi in rapporto con il termico. Per chi viaggia ‘come con il pieno di benzina’ – senza box, senza app multiple, senza pianificazione – l’estate 2026 conferma i limiti strutturali che l’Osservatorio denuncia da oltre un anno: prezzi alle colonnine ancora alti e poco trasparenti, rete disomogenea, servizio non regolato come pubblica utilità”, conclude il presidente di Adiconsum, ricordando le proposte dell’associazione: “Riconoscere la ricarica pubblica come servizio di pubblica utilità; tariffe massime calmierate; trasparenza obbligatoria; infrastrutture con priorità a Sud, autostrade e aree turistiche; concessioni più lunghe; sostegno a chi non ha box; una Piattaforma Europea di confronto prezzi”. “Senza queste correzioni l’elettrico resterà conveniente soprattutto per chi ricarica a casa. La transizione, invece, deve essere equa e per tutti”, avverte. 

sostenibilita/mobilita

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

Rate it

Radio K55 APP

GRATIS
VISUALIZZA