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Matteo Materazzi: “Ho fatto una cura sperimentale contro la Sla”

today25/10/2026 - 16:04 3

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Data di pubblicazione: 25/10/2026 alle 16:04

(Adnkronos) – “Ho una malattia infame, sono stato un mese e mezzo negli Stati Uniti per una cura sperimentale contro la Sla”. Matteo Materazzi, ospite di Verissimo oggi 25 ottobre, nel salotto di Silvia Toffanin racconta la sua lotta contro la Sla. Materazzi è reduce da un viaggio negli Usa, dove ha iniziato un nuovo percorso terapeutico. “Sono andato grazie all’aiuto di amici che non sapevo nemmeno di avere. La cura non serve a me, serve ai nostri figli. E’ una malattia genetica, oggi è mia ma domani potrebbe essere dei miei figli. Vorrei che ci fosse un’arma per combattere questa malattia”, dice Matteo Materazzi. 

“Ho una malattia infame, ogni giorno ti toglie qualcosa. Oggi ho la voce, tra un mese magari non l’avrò più. Sono una persona normale che vive la malattia come tante persone. Sono arrivato all’età di 50 anni stando bene, mi reputo fortunato, tra virgolette. Ho costruito una famiglia, ho avuto dei figli. Sto male quando vado negli ospedali e vedo bambini che hanno una malattia come la mia, quello è un problema. Io sto affrontando questo passaggio con le mie forze, con quello che posso. Questa malattia mi ha insegnato molto, la malattia ti cambia. Si può soffrire ma bisogna andare avanti con il sorriso. Il destino ha scelto di farmi vivere così, ho una testa lucidissima. Nei limiti del possibile cerco di lavorare, mi do da fare: mi piace vivere”, dice. Il pilastro della famiglia è rappresentato dalla moglie Maura: “Ci eravamo separati quando mi sono ammalato. Io ero anche in un periodo di depressione, lei ha avuto la forza di farmi tornare”, dice Matteo Materazzi. 

“La diagnosi è arrivata 2 anni fa, a settembre. Ma già da marzo zoppicava e non si capiva da cosa dipendesse. Poi è arrivata la mazzata. La Sla si scopre andando per esclusione, non c’è un esame che diagnostichi la malattia. Ci abbiamo messo un po’, alla fine abbiamo saputo che si trattava di Sla. Con Matteo siamo insieme da 30 anni, è la mia famiglia. Abbiamo riscoperto di amarci molto, nel male ci sono anche situazioni positive”, dice Maura Materazzi. Dopo il viaggio negli Stati Uniti “abbiamo visto un rallentamento della malattia, ma non vogliamo dare false speranze a nessuno. E’ una cura personalizzata, c’è voluto un anno per accedere a questo trial. Matteo è stato il primo a sottoporsi a questo protocollo, stiamo cercando di aprire una strada per rendere questa cura disponibile senza dover andare negli Stati Uniti”. 

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cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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