
Radio K55
Data di pubblicazione: 29/01/2026 alle 13:56
(Adnkronos) – La formazione come investimento strategico per una gestione più efficace delle frontiere e per il contrasto al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani: è questo il filo conduttore della Conferenza finale della seconda fase del Progetto Itepa2 (International Training at the Egyptian Police Academy) che si sta svolgendo oggi a Roma. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno in collaborazione con l’Accademia di Polizia Egiziana e con il sostegno finanziario della Commissione europea, riunisce le delegazioni di 22 paesi africani beneficiari del progetto.
All’appuntamento sono presenti capi delle polizie nazionali, vertici delle autorità di sicurezza e responsabili dei servizi di frontiera, insieme ai rappresentanti delle Agenzie dell’Unione europea e delle organizzazioni internazionali coinvolte: Euaa, Frontex, Interpol, Unodc, Unhcr e Iom, oltre alla Commissione europea.
La conferenza è stata aperta con un video messaggio di saluto del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Oggi celebriamo la conclusione del progetto Itepa, giunto con successo alla sua seconda edizione – ha sottolineato Piantedosi – Con questo progetto abbiamo creato uno spazio di formazione di alto livello in cui competenze, esperienze e buone pratiche si incontrano con l’obiettivo di rafforzare il comune bisogno di sicurezza e capacità di gestione delle frontiere. Itepa è uno strumento formativo concreto e condiviso grazie al quale si perfezionano le attività di prevenzione e contrasto del pieno rispetto degli standard internazionali. E proprio in quest’ottica è significativo che sin dal suo esordio il progetto abbia dovuto contare sul sostegno delle organizzazioni internazionali come l’Unhcr e l’Oim”. “Da un lato dobbiamo garantire sicurezza, tutela di confidenza e contrasto ai traffici criminali – prosegue Piantedosi – Dall’altro abbiamo bisogno di strumenti concreti di partenariato che si alimentino di esperienze condivise per costruire una professionalità sempre più alta. Per affrontare una dinamica del genere non è sufficiente un approccio concentrato sul singolo paese, occorre continuare a lavorare insieme per sviluppare azioni che rafforzino le capacità operative di tutti i paesi attraversati dai flussi illegali”. “Sono fiducioso che anche la prossima edizione del progetto Itepa, che auspichiamo possa essere nuovamente finanziato dall’Unione Europea, seguirà questa logica, un continuo sviluppo della popolazione. Giornate come quella di oggi confermano che la strada che stiamo percorrendo è la più giusta”, ha concluso Piantedosi.
Il capo della polizia – direttore generale della pubblica sicurezza prefetto Vittorio Pisani, introducendo i lavori, ha rappresentato come il programma di formazione, ideato e promosso dalla Polizia di Stato, dal 2018 abbia riscosso il consenso consolidato della Commissione europea e delle Agenzie europee per la tutela del diritto all’asilo (Euaa) e il controllo delle frontiere (Frontex). Un progetto di ampia visione formativa che coinvolge anche l’organizzazione internazionale per la cooperazione di polizia, Interpol, e l’organizzazione delle Nazione Unite per il contrasto al traffico di droga Unodc. Di particolare importanza, ha evidenziato il prefetto Pisani, la supervisione e la partecipazione alle attività formative delle due principali organizzazioni mondiali operanti per la tutela dei diritti umani e del diritto di asilo nell’ambito del fenomeno della migrazione: l’Oim e l’Unhcr.
“Per me è un onore aprire la conferenza finale della seconda edizione di Itepa2 con l’impegno di proseguire lungo la strada che è stata tracciata”, ha sottolineato Pisani. “L’importanza di questo progetto – ha aggiunto Pisani – è accrescere la professionalità delle polizie africane che collaborano con le organizzazioni europee e soprattutto elevare gli standard internazionali di garanzia dei diritti umani. Con il continente africano, ricco di storie, di tradizione e di cultura, condividiamo ogni giorno una cooperazione operativa che è strategica per la sicurezza e l’ordine pubblico del continente europeo. Sento il dovere di ringraziare la commissione europea che ha creduto sin dal 2017 nella validità e nell’importanza di questo progetto assumendone gli oneri finanziari.”
“Lo sviluppo della cooperazione tra l’Africa e l’Europa in materie migratorie e di sicurezza – ha proseguito Pisani – si fonda sulla piena consapevolezza della dimensione globale che caratterizza le principali sfide del nostro tempo. Questa conferenza vuole essere uno strumento di dialogo e confronto tra i responsabili della sicurezza del continente africano e del continente europeo”. “Le reti criminali operano senza confini. Le nostre risposte devono essere quindi coordinate e fondate su un impegno comune e soprattutto sulla fiducia reciproca. Il progetto ha dimostrato che questa cooperazione è possibile e produce il risultati concreti. Ora il nostro compito è rafforzarla sempre di più trasformando la formazione in cooperazione operativa stabile e maggiore sicurezza per i nostri paesi”, ha concluso Pisani.
All’inizio della sessione di lavoro sono stati presentati i risultati della seconda fase del progetto Itepa2 (2024–2025), che ha consentito la formazione di funzionari di polizia e di frontiera provenienti da numerosi Paesi africani. Il progetto, sottolinea la Polizia, “ha contribuito in modo concreto al rafforzamento delle capacità operative delle amministrazioni coinvolte, alla cooperazione regionale e alla diffusione di standard condivisi nella gestione delle frontiere e nel contrasto alla criminalità, nel pieno rispetto dei diritti umani e delle garanzie fondamentali. Momento centrale della Conferenza è il rinnovo del Protocollo Itepa, che dà ufficialmente avvio alla terza fase del progetto ed assicura continuità alle attività di cooperazione formativa e conferma Itepa come un modello efficace di networking operativo tra Paesi di origine, transito e destinazione, orientato allo scambio informativo, al coordinamento tra le Forze di polizia e a una risposta condivisa alle migrazioni irregolari”. Il progetto Itepa si inserisce nel più ampio quadro delle politiche europee di cooperazione con i Paesi partner, contribuendo al rafforzamento della sicurezza regionale e a una gestione coordinata e responsabile dei flussi migratori.
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