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Moccaldi (Airm) “Informare su rischi reali radiazioni in vista della sfida nucleare”

today21/07/2026 - 12:22 7

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Data di pubblicazione: 21/07/2026 alle 12:22

“Le radiazioni ionizzanti rappresentano una risorsa fondamentale in numerosi ambiti, dalla medicina alla produzione di energia, ma richiedono una gestione rigorosa dei rischi per la salute”. A fare il punto è Roberto Moccaldi, presidente dell’Associazione italiana di Radioprotezione Medica (Airm), la società scientifica che riunisce i professionisti impegnati nella tutela dei lavoratori esposti a questo tipo di radiazioni, intervenuto a “Parola alla medicina. Le voci delle Società scientifiche italiane”, progetto editoriale realizzato da Fism in collaborazione con Adnkronos.

“Le radiazioni ionizzanti sono una forma di energia che può essere estremamente utile in molte attività – spiega Moccaldi -. Oggi ci occupiamo soprattutto della salute dei lavoratori della sanità, che rappresentano la principale categoria professionalmente esposta, ma in futuro questo scenario potrebbe cambiare”.

Secondo il presidente di Airm, infatti, l’eventuale rilancio dell’energia nucleare in Italia “potrebbe ampliare il numero di lavoratori coinvolti in attività che richiedono specifiche misure di radioprotezione. Se il nucleare dovesse tornare a svolgere un ruolo nel mix energetico nazionale, si affiancherebbero nuove figure professionali a quelle già oggi esposte alle radiazioni ionizzanti”, osserva.

L’associazione ha maturato negli anni competenze sia sulle radiazioni ionizzanti sia su quelle non ionizzanti, che comprendono, tra gli altri, i campi elettromagnetici e le radiofrequenze utilizzate nelle telecomunicazioni. Tuttavia, sottolinea Moccaldi, “le radiazioni ionizzanti richiedono un’attenzione particolare per il loro potenziale impatto biologico”. “Il nostro compito è contribuire a una corretta informazione scientifica”, afferma. “In particolare, è importante aiutare cittadini e lavoratori a comprendere quali siano i rischi reali associati all’impiego delle radiazioni ionizzanti e all’eventuale utilizzo dell’energia nucleare per scopi civili e pacifici”.

Per Airm, la sfida dei prossimi anni sarà quindi quella di “coniugare innovazione tecnologica, sicurezza sul lavoro e divulgazione scientifica, affinché il dibattito sul nucleare e sulle radiazioni possa basarsi su evidenze e dati scientifici piuttosto che su percezioni o timori non supportati dalle conoscenze disponibili” conclude.

Scritto da: News News

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