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Data di pubblicazione: 14/05/2026 alle 11:15
(Adnkronos) – Le cefalee non sono un semplice dolore passeggero, ma patologie neurologiche complesse che possono compromettere profondamente qualità della vita, relazioni sociali e attività lavorativa. In occasione della Giornata del mal di testa, che si celebra il 16 maggio, la Società italiana per lo studio delle cefalee (Sisc) e la Società italiana di neurologia (Sin) lanciano la campagna ‘Su la testa’: un invito rivolto a pazienti, medici e istituzioni a guardare oltre il sintomo e affrontare le cefalee come una priorità di salute pubblica.
Le cefalee – spiegano gli esperti in una nota – comprendono diverse forme cliniche, dall’emicrania alla cefalea tensiva, fino alle forme più rare e severe come la cefalea a grappolo e le nevralgie cranio-facciali. Solo l’emicrania interessa in Italia circa 6-7 milioni di persone ed è oggi riconosciuta tra le principali cause di disabilità nella popolazione adulta. In molti casi, oltre al dolore, i pazienti sperimentano nausea, vomito, sensibilità a luce e rumori, difficoltà cognitive e alterazioni della concentrazione, con un impatto importante sulla vita quotidiana. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha compiuto progressi decisivi nella comprensione dei meccanismi biologici delle cefalee. Oggi sappiamo che il dolore nasce dall’attivazione del sistema trigemino-vascolare e dal coinvolgimento di mediatori come il Cgrp (peptide correlato al gene della calcitonina) e l’ossido nitrico, elementi che hanno aperto la strada a nuove terapie target sempre più efficaci e mirate.
La campagna ‘Su la testa’ invita a “non farsi schiacciare dal mal di testa – afferma Marina de Tommaso, presidente Sisc – E’ un messaggio rivolto: ai pazienti, che non devono chiudersi in casa pensando di risolvere il problema da soli, ma rivolgersi al medico; ai medici, che devono conoscere sempre meglio le opportunità offerte dalla ricerca e alle istituzioni, che devono guardare oltre il costo immediato delle cure. Se non interveniamo tempestivamente, il rischio è la cronicizzazione della malattia, con conseguenze molto pesanti sulla vita delle persone e sull’intero sistema sociale e sanitario”. Uno dei punti centrali richiamati dagli specialisti riguarda proprio la “tempestività dell’intervento terapeutico: assumere precocemente i farmaci ai primi segnali della cefalea può contribuire a bloccare l’innesco della crisi acuta e ridurre il rischio che gli attacchi diventino sempre più frequenti e invalidanti”. Si tratta di un percorso che richiede però diagnosi rapide, corretta informazione e accesso omogeneo alle cure su tutto il territorio nazionale.
“Le cefalee rappresentano una delle principali cause neurologiche di disabilità e richiedono una presa in carico strutturata e multidisciplinare – dichiara Mario Zappia, presidente Sin – Oggi disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici che consentono di migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti, ma resta fondamentale rafforzare la collaborazione tra medicina del territorio, neurologi e centri specialistici, affinché nessun paziente arrivi troppo tardi alle cure appropriate”.
“Per troppo tempo le cefalee, e in particolare l’emicrania, sono state banalizzate come un semplice mal di testa, mentre oggi sappiamo che si tratta di patologie neurologiche complesse, che coinvolgono diversi sistemi del cervello e possono compromettere profondamente la qualità della vita – sottolinea Cristina Tassorelli, segretario della Sin – Negli ultimi anni la ricerca ha compiuto progressi straordinari: la scoperta di nuovi meccanismi biologici, come il ruolo del Cgrp e dell’infiammazione neurogena, ha portato allo sviluppo di terapie innovative e sempre più mirate, capaci di cambiare concretamente la vita di molti pazienti. La sfida adesso è fare in modo che queste opportunità terapeutiche arrivino effettivamente alle persone che ne hanno bisogno, evitando l’evoluzione verso forme croniche e altamente invalidanti”.
La campagna prevede in tutte le regioni italiane iniziative di sensibilizzazione negli ambulatori dei medici di medicina generale, nelle scuole, nelle piazze e nei comuni, attraverso incontri informativi, campagne educative e attività territoriali promosse dalle sezioni regionali della Sisc insieme alla Sin. “La Giornata del mal di testa – conclude de Tommaso – serve proprio a mantenere alta l’attenzione su patologie che riguardano milioni di persone e che non possono più essere considerate disturbi minori. Dobbiamo continuare a fare passi in avanti, anzi ‘in alto’, nella conoscenza, nella diagnosi e nella presa in carico dei pazienti”.
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