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Data di pubblicazione: 12/03/2026 alle 11:02
(Adnkronos) – È curioso come Pokémon Pokopia sia uno dei pochi giochi Pokémon su console senza combattimenti tra mostri, e allo stesso tempo sia entrato immediatamente di diritto tra le migliori esperienze videoludiche nel franchise: in assoluto. Che cos’è Pokopia? Quello che a primo acchitto sembra un Animal Crossing coi Pokémon, è in realtà più figlio di quel filone di giochi “a mattoncini” come Minecraft e soprattutto Dragon Quest Builders, con il quale condivide il team di sviluppo. Il concetto è semplice: in aree di gioco molto vaste, tutto quello che si può raggiungere è distrittubile, raccoglibile, costruibile. Il limite è la fantasia, la pazienza e le risorse. Già solo a questo livello, Pokémon Pokopia è immenso: cinque aree principali, e una componente multiplayer che permette di visitare le città degli amici e anche collaborare insieme alla creazione di un luogo in comune.
Il colpo di genio è inserire in questo contesto tre ingredienti che fanno la differenza: una trama lineare, un ecosistema complesso e numerosi riferimenti alla lore Pokémon. Il mondo di Pokopia è una distopia un cui gli umani sono scomparsi, e i Pokémon riappaiono in modo graduale grazie ai nostri sforzi nei panni di un Ditto nei panni di un essere umano. Nel corso dell’avventura principale si dipanano segreti, si scoprono dettagli e soprattutto ci sono diversi riferimenti ai giochi principali della serie, alcuni dei quali arrivano a svelare veri e propri segreti decennali che solo i più grandi appassionati della saga conoscono. Per chi temeva che Pokopia fosse uno spin-off senz’anima per capitalizzare su un franchise tentacolare, la rassicurazione è questa: Pokémon Pokopia è il gioco più Pokémon che possiate immaginare.
I Pokémon compaiono quando si crea per loro un habitat preciso, naturalmente da costruire. A poco a poco, riusciremo a popolare le nostre città di Pokémon diversi tra loro, alcuni dei quali saranno fondamentali per proseguire in quanto ci forniranno abilità extra o potranno collaborare con noi a progetti e costruzioni. Quello che si crea è appunto un vero e proprio ecosistema di creature che interagiscono tra loro in modo autentico e costante, e che innesca in tutto e per tutto quello che un titolo di questa serie dovrebbe portare con sé: una voglia irrefrenabile di “acchiapparli tutti” che rende molto difficile smettere di giocare. C’è sempre qualcosa da fare tra soddisfare le richieste dei concittadini, costruire strutture e case, esplorare zone e costruire habitat.
Pokémon Pokopia è un titolo incredibilmente complesso e con diversi strati di fruizione, adatto a diversi stili di gioco e potenzialmente infinito. In un colpo solo si è rivelato il gioco di Pokémon che tutti aspettavano e la migliore esclusiva di Switch 2 allo stato attuale. Qui si spiega la follia collettiva che ha seguito l’uscita, e che ha riacceso la community in modo provvidenziale per il trentesimo anniversario del franchise. Pokopia ha reso chiaro che il pubblico vuole tornare a stupirsi e interagire con i Pokémon in modi nuovi e autentici, e alza l’asticella anche per le prossime iterazioni a base di combattimenti. Perché va bene scontrasi nelle arene a suon di Codacciaio e Pistolacqua, ma a metterli a collaborare tra loro i Pokémon possono costruire interi mondi.
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