
Radio K55
Data di pubblicazione: 19/02/2026 alle 18:00
(Adnkronos) – Accusato dalle autorità messicane di presunte truffe milionarie ai danni di oltre 10mila persone, si è guadagnato nel suo paese di origine l’appellativo di ‘guru finanziario’. Latitante in Messico, l’imprenditore 46enne Luis Alberto Pérez Zamorano, fondatore della società Inverforx, si trovava in Italia quando è stato raggiunto da un mandato di arresto ai fini estradizionali: lo scorso maggio, a seguito di una segnalazione dell’Interpol, è stato catturato a Palermo. Era su una nave da crociera proveniente da Barcellona.
Figura controversa nel panorama della finanza latinoamericana, l’uomo, finito ai domiciliari con braccialetto elettronico, è al centro di una complessa vicenda estradizionale tra Italia e Messico. Nella giornata di ieri, la Corte d’Appello di Palermo ha deciso di non concedere l’estradizione, accogliendo le tesi difensive. Secondo i giudici, inoltre, si tratta di “‘estradizione processuale’, non essendo stata emessa dallo Stato richiedente alcuna sentenza di condanna dotata del carattere dell’esecutività, ma un mero mandato di arresto in fase di indagini”.
Secondo fonti vicine alla difesa, le accuse sarebbero “caratterizzate da forti elementi di contraddittorietà”, anche alla luce del fatto che alcune presunte vittime avrebbero successivamente ridimensionato o ritrattato le proprie posizioni. Sullo sfondo, inoltre, si muoverebbe una dimensione politica non secondaria, con tensioni e polemiche che avrebbero accompagnato l’intera inchiesta in Messico. Resta tuttavia aperto un secondo fronte: pendono infatti ulteriori richieste di estradizione, descritte come sostanzialmente sovrapponibili alla prima. Sarà ora la Corte a valutare se si tratti di nuove contestazioni autonome o di una reiterazione delle medesime imputazioni già esaminate.
“Abbiamo riscontrato una collaborazione informativa estremamente lacunosa da parte delle autorità del Messico, tanto da lasciare significative zone d’ombra nell’istruttoria condotta dalla Corte d’Appello di Palermo”, commenta all’Adnkronos l’avvocato Alexandro Maria Tirelli, difensore dell’imprenditore messicano. “A ciò si aggiunge l’invio di plurime richieste di estradizione sostanzialmente sovrapponibili, costruite mediante un artificioso frazionamento di un unico episodio in una pluralità di contestazioni, come se si trattasse di fatti autonomi. Una simile impostazione rischia di alterare il corretto perimetro della cooperazione giudiziaria internazionale. Il caso Zamorano impone dunque non solo un’attenta valutazione giudiziaria, ma anche un serio approfondimento istituzionale da parte del nostro Governo e del Ministero della Giustizia, affinché sia verificata la reale sussistenza di una leale e trasparente cooperazione tra Stati, nel pieno rispetto dei principi di proporzionalità e buona fede”.
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