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Data di pubblicazione: 18/03/2026 alle 17:16
(Adnkronos) – Papà che si prendono cura di figli e figlie e lo fanno fin dai primi momenti dalla nascita, in maniera concreta ed empatica: sono i cardini del progetto europeo ‘4E-Parent’, coordinato dall’Istituto superiore di sanità che in occasione della Festa del papà propone 8 consigli legati proprio ai risultati del progetto. Un coinvolgimento dei padri nella genitorialità – sottolineano gli esperti e le esperte – ha esiti positivi per lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo dei bambini e delle bambine, crea fin dall’inizio un forte legame affettivo, migliora la salute psico-fisica di figli e figlie e della madre, contribuisce alla parità fra uomini e donne e al contrasto alla violenza domestica. Inoltre, per una donna avere accanto un compagno più informato, consapevole e partecipe (senza essere intrusivo o controllante) è un grande beneficio: per condividere responsabilità e lavoro di cura e domestico, per conciliare lavoro, famiglia e tempo libero con minore stress, per relazioni familiari più equilibrate e più ricche. Grazie al progetto – informa l’Iss – è disponibile per il pubblico una mappa delle risorse di sostegno per i padri. Infine, nella pagina dedicata ai materiali di comunicazione del progetto sono scaricabili le schede informative dedicate a temi come occupazione femminile, offerta di asili nido, legislazione sui congedi, welfare aziendale.
Questi gli 8 consigli per una paternità attiva e consapevole che l’Iss propone ai papà: 1) Inizia subito, fin dalla gravidanza. Il tuo ruolo non comincia al parto. Vai alle visite, partecipa agli incontri di accompagnamento alla nascita nel tuo consultorio familiare di zona. Il legame si costruisce già prima che il bambino o la bambina nasca; 2) Tieni in braccio e in contatto pelle-a-pelle la tua bambina o il tuo bambino. Il contatto fisico precoce non è solo tenero: cambia il tuo cervello. La relazione si costruisce con il tempo trascorso insieme, la presenza e il contatto; 3 )Cambia i pannolini, fai il bagnetto, leggi ad alta voce, recita filastrocche, canta. E cucina per tutta la famiglia. Il coinvolgimento pratico fin dall’inizio migliora lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo di tuo figlio o tua figlia e contribuisce alla relazione di co-genitorialità; 4) Sostieni l’allattamento. Allattare è impegnativo. Stai vicino, incoraggia, occupati del resto della casa. Il tuo supporto è importante e fa la differenza.
Ancora: 5) Prenditi i 10 giorni di congedo, tutti e 10. Sì, sono pochi, ma sono un tuo diritto. Non rinunciarci per nessun motivo. Quei 10 giorni valgono per te, per il tuo bambino o la tua bambina, e per la tua compagna; 6) Se puoi, chiedi anche il congedo parentale. Oltre ai 10 giorni obbligatori, esiste il congedo parentale, facoltativo e retribuito. Informati. Usarlo non è un lusso, è un tuo diritto e contribuisce al benessere di tutta la famiglia; 7) Parla di come stai. Il periodo dopo il parto può essere difficile anche per i papà. Anche tu puoi sentirti in difficoltà. Chiedi aiuto se ne hai bisogno, i consultori familiari, i servizi per la famiglia e le associazioni del territorio offrono sostegno alle mamme e ai papà. Non sei solo; 8) Essere un papà presente e coinvolto fa bene anche a te. Più ti prendi cura dei tuoi figli e figlie, più stai bene. Il coinvolgimento nella cura produce cambiamenti positivi anche nel tuo corpo e nella tua mente. La scienza lo dice, tanti papà lo confermano.
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salute
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Scritto da: News News
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