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Data di pubblicazione: 16/05/2026 alle 07:30
(Adnkronos) – “Non ho un’opinione precisa sul padiglione russo alla Biennale Arte di Venezia, ma una posizione di buon senso. Bisogna distinguere. Credo che non vadano sostenuti i russi che appoggiano Putin e invece bisogna sostenere i russi che combattono il regime criminale di Putin. Mi sembra un buon segno sostenere russi buoni. I miei amici ucraini non sono affatto daccordo neppure nel sostenere i cosiddetti russi buoni. E io lo comprendo. Gli ucraini non vogliono sentir parlare di russi buoni contro Putin: per loro, sono solo quelli che pensano che la guerra contro l’Ucraina sia solo una gran rottura di palle. Ma non è così e non ne sono consapevoli”. Lo ha detto lo scrittore francese Emmanuel Carrère, ospite del Salone del Libro di Torino, durante un evento condotto da Concita De Gregorio per presentare il suo ultimo romanzio, “Kolchoz” (Adelphi), che racconta la vita e gli ultimi giorni di sua madre, Hélène Carrère d’Encausse, storica della Russia e segretaria perpetua dell’Académie française: una donna ambiziosa, coraggiosa, brillante, che ha attraversato e vissuto il Novecento come poche altre.
“Nel libro aleggia il turbamento per la Russia di oggi – ha aggiunto Carrère -, una Russia che non mostra il suo volto più amabile. Sono cresciuto con la passione per la Russia mutuata dallo studio di mia madre. Ho amato profondamente la Russia: ho scritto due libri e un documentario su questo paese. Ora abbiamo la Russia di Putin che mostra il suo volto più cinico e spaventoso invadendo l’Ucraina e mi inquieta che una parte della popolazione sostenga Putin”.
Sul libro di memorie, lo scrittore francese ha detto tra l’altro: “Io non mi sono mai visto come una persona felice. Scrivendo il libro sono emersi i ricordi dell’infanzia con mia madre e mi son reso conto di aver avuto un’infanzia felice, perchè tanti sono i ricordi belli con lei. Per un libro nato sotto il segno del lutto per la morte della mamma, puo sembrare paradossale, ma io sono stato un bambino felice grazie a lei”. E poi ha aggiunto: “Mia madre, come storica della Russia, ha avuto molto presto la consapevolezza di quanto fosse terribile l’idea dell’esperimento dell”Uomo nuovo’ dell’Unione Sovietica ed è riuscita a trasmettere anche a me questa consapevolezza”. L’incontro con Emmanuel Carrère si è svolto in un Auditorium sold out e con il pubblico che lo ha applaudito numerose volte mentre sollecitato dalle domande di De Gregorio raccontava la sua genealogia familiare.
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Scritto da: News News
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