
Radio K55
Data di pubblicazione: 15/01/2026 alle 14:42
(Adnkronos) – “Ho ascoltato con grande interesse la proposta di legge di Forza Italia per ridurre le incompatibilità per i medici, in modo da snellire le liste d’attesa e rafforzare il Ssn, poi ovviamente andrà discussa con i quattro partiti di maggioranza: la proposta va all’interno del percorso che abbiamo attuato col Governo, di valorizzazione del Servizio sanitario nazionale, ma anche di riforme, perché sono ora in discussione due decreti molto importanti che possono veramente modernizzare la sanità italiana. Il primo è il riordino delle professioni sanitarie e il secondo, approvato lunedì, è finalmente mettere d’accordo una medicina territoriale con la medicina ospedaliera in chiave più moderna”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante la conferenza stampa ‘Sanità: eliminare le incompatibilità per ridurre le liste d’attesa e rafforzare il Ssn pubblico’, organizzata alla Camera da Forza Italia.
“Avere un solo contratto fisso di 38 ore settimanali nel Servizio sanitario pubblico – ha osservato Schillaci – è oggi anacronistico perché sono mutate le esigenze di cittadini e professionisti. Un medico giovane può, ad esempio, voler lavorare di più. Per questo motivo rivendico maggiore flessibilità e un maggior ruolo del ministero anche nell’ambito dei contratti di lavoro”.
Per Schillaci il provvedimento si inserisce “nell’ottica delle Case di comunità della medicina territoriale, che rappresenteranno la vera svolta della sanità italiana”, e “avere a disposizione più personale, motivato, sarà fondamentale”. I “medici non sono tutti uguali. Oggi nel pubblico ci sono medici che hanno ovviamente incombenze diverse e quindi probabilmente anche questo provvedimento va visto in base a quello che è il contratto di ogni singolo medico”.
“L’intramoenia a volte viene un po’ demonizzata, ma se guardiamo i dati, che sono del ministero, gli italiani spendono 21 euro a testa per l’intramoenia, solo il 10% delle attività che vengono fatte oggi nel Servizio sanitario nazionale sono riferibili all’intramoenia e quindi io credo che bisogna rafforzare il Servizio sanitario nazionale”.
“Oggi – ha ribadito il ministro – è inaccettabile che chi si rivolge al servizio pubblico si senta dire che se deve fare una Tac ci vogliono 2 mesi e se invece vai in intramoenia ci vogliono 2 giorni: questo è un altro lato particolarmente complesso che dobbiamo migliorare, senza però demonizzare l’intramoenia perché i dati sono quelli. Dobbiamo salvaguardare la salute pubblica”.
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