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Salute e Benessere

Sla, Pasinelli (Arisla): “La ricerca ha fatto tanti passi avanti e va in buona direzione”

today22/09/2026 - 09:47 1

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Data di pubblicazione: 22/09/2026 alle 09:47

(Adnkronos) – “La ricerca sulla Sla ha fatto tanti passi avanti e sta andando in una buona direzione, grazie alle nuove tecnologie, alla genetica e alla capacità di studiare i processi biologici che causano la malattia direttamente nelle cellule, nei campioni e nei tessuti dei pazienti. Questo ci ha portato a capire che, sebbene condividano la stessa diagnosi, le persone con la Sla in realtà hanno malattie diverse dal punto di vista biologico e molecolare. È come se la Sla fosse un insieme di tante malattie ancora più rare della Sla stessa”. Lo ha detto Piera Pasinelli, neuroscienziata e componente dell’Advisory board di Fondazione Arisla, ieri a Palazzo Chigi, a Roma, durante la celebrazione della XIX Giornata nazionale Sla (Sclerosi laterale amiotrofica). Per l’occasione sono stati illuminati di verde centinaia di luoghi simbolici, tra cui il Tempio di Nettuno a Paestum, il Pirellone, la Loggia di Brescia, i quattro ponti storici di Torino, il Teatro Massimo di Palermo, il Castello Aragonese di Taranto, la Fontana di Piazza De Ferrari a Genova e Palazzo Chigi, oltre a torri, municipi, fontane, università e chiese nei capoluoghi e nei piccoli comuni. 

“La direzione in cui sta andando la ricerca – prosegue Pasinelli – è proprio quella di identificare questi sottogruppi di Sla e i loro marcatori molecolari e biologici, in modo da poter disegnare e sviluppare terapie sempre più specifiche e mirate ai diversi sottogruppi. In fondo è quello che ha fatto la ricerca oncologica, che ha capito che i tumori possono avere marcatori molecolari diversi ed è quindi passata da una terapia di gruppo a una terapia personalizzata per uno specifico sottogruppo o per uno specifico tumore”. 

“Quello su cui dobbiamo investire risorse, ma anche tempo e talento, è proprio l’identificazione dei marcatori biologici che possano aiutarci sia nella diagnosi precoce sia a creare questi sottogruppi di pazienti, in modo da riuscire a disegnare terapie molto più specifiche”, conclude. 

salute

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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