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Data di pubblicazione: 01/04/2026 alle 11:52
(Adnkronos) – Il sistema di lancio SLS e la capsula Orion si preparano al decollo dal Kennedy Space Center per una missione di dieci giorni che segna il superamento dell’orbita terrestre bassa dopo oltre cinquant’anni, con l’apertura della finestra di lancio per la missione Artemis II, prevista per le ore 00:24 italiane del 2 aprile 2026. Dopo una serie di revisioni tecniche e test sui sistemi di terra, il colossale Space Launch System (SLS), un vettore di quasi cento metri di altezza, è pronto a spingere la capsula Orion oltre i confini dell’orbita terrestre. Questa missione non prevede un allunaggio, ma si configura come una complessa ricognizione di diecimila chilometri oltre il lato nascosto della Luna, coprendo una distanza complessiva di 1,1 milioni di chilometri. L’obiettivo primario è la validazione dei sistemi di supporto vitale e delle capacità di manovra manuale in ambiente di spazio profondo, elementi critici per le future tappe del programma di esplorazione umana.
La NASA mette a disposizione due diversi canali YouTube per seguire il lancio e le fasi pre lancio. Su questo primo collegamento è possibile monitorare le condizioni del vettore dal Kennedy Space Center
Mentre da questo canale è possibile seguire in diretta le fasi del lancio dell’Artemis II
L’equipaggio, composto dai professionisti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, supervisionerà fasi delicate come l’iniezione translunare, prevista circa ventiquattro ore dopo il decollo. Una delle novità tecniche più rilevanti di questa missione riguarda il test del sistema di comunicazione laser Optical Communications (O2O), progettato per trasmettere dati e immagini ad alta risoluzione con una velocità senza precedenti rispetto ai sistemi radio tradizionali.
Durante il sorvolo del lato lontano della Luna, Orion raggiungerà il punto più distante dalla Terra mai toccato da un veicolo progettato per il trasporto umano, affrontando un temporaneo silenzio radio dovuto all’interferenza della massa lunare. Questa traiettoria di “rientro libero” sfrutterà l’equilibrio gravitazionale tra i due corpi celesti per dirigere la capsula verso l’atmosfera terrestre senza necessità di ulteriori spinte propulsive maggiori.
La fase finale della missione, programmata per il 10 aprile con un ammaraggio nell’Oceano Pacifico, rappresenterà il banco di prova definitivo per lo scudo termico in avanguardia, che dovrà dissipare temperature di circa 2.800 gradi Celsius generate dall’attrito atmosferico a una velocità di quasi 40.000 km/h. Curiosamente, questa missione vede per la prima volta la partecipazione di un astronauta non statunitense, il canadese Jeremy Hansen, a testimonianza della natura internazionale della coalizione Artemis. Gli appassionati e gli esperti del settore potranno monitorare ogni fase operativa attraverso i canali ufficiali della NASA su YouTube, con una copertura in diretta che inizierà diverse ore prima dell’accensione dei motori per documentare le procedure di imbarco e i controlli pre-volo.
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Scritto da: News News
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