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Salute e Benessere

Pneumologi: “In nuove linee guida Bpco cure mirate e vaccinazione anti-Rsv”

today26/01/2026 - 10:59 2

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Data di pubblicazione: 26/01/2026 alle 10:59

(Adnkronos) – “Le raccomandazioni Gold 2026 cambiano il modo di approcciare la Bpco, puntando soprattutto sulla diagnosi iniziale e cure più personalizzate. Non si parla più solo di fumo, ma anche di altri fattori di rischio come l’inquinamento, e si cerca di intercettare la malattia quando è ancora nelle fasi iniziali. Il paziente viene valutato non solo con la spirometria, ma considerando sintomi, riacutizzazioni e altre malattie associate. Anche le terapie vengono adattate meglio alla singola persona, con trattamenti più semplici e mirati per ridurre il rischio di peggioramenti. Grande attenzione viene data alla prevenzione, dalle vaccinazioni alla riabilitazione respiratoria, e viene chiarito che Bpco e asma sono malattie diverse, anche se possono convivere. L’obiettivo finale è migliorare la qualità di vita e ridurre ricoveri e complicanze”. Così all’Adnkronos Salute Paola Rogliani, presidente della Sip – Società italiana di pneumologia, sulle novità introdotte dalle linee guida Gold 2026 per la gestione e il trattamento della broncopneumopatia cronica ostruttiva.  

“Le raccomandazioni 2026 – spiega Rogliani – spostano l’attenzione su come capire se una cura sta funzionando davvero nella Bpco. Non basta più controllare i sintomi: l’obiettivo è mantenere la malattia il più possibile stabile nel tempo, evitando riacutizzazioni e rallentando il peggioramento della funzione respiratoria. Questo significa guardare all’andamento complessivo della malattia, non solo a come il paziente sta in un determinato momento. Le cure vengono quindi adattate alla singola persona e riviste nel tempo, combinando farmaci e interventi come la riabilitazione e la prevenzione delle infezioni. A prescindere dalla gravità, anche nelle fasi più avanzate della malattia, tenere sotto controllo l’attività della Bpco è essenziale per proteggere la qualità di vita ed evitare nuovi peggioramenti”.  

Vivere meglio con la Bpco, continua la specialista, “oggi significa soprattutto ridurre quanto la malattia pesa sulla vita di tutti i giorni. Meno fiato corto, più possibilità di muoversi, uscire, fare le proprie attività in autonomia. Un punto centrale è evitare i peggioramenti acuti, perché ogni riacutizzazione può lasciare conseguenze durature. Per questo è importante la continuità del trattamento, ma anche ove possibile il ricorso a strumenti come la riabilitazione respiratoria. Ha un peso importante anche tutto quello che va oltre la condizione respiratoria: le comorbidità, lo stile di vita, l’attività fisica. E poi c’è il ruolo del paziente, che non è più passivo: conoscere la propria malattia, usare bene le terapie e riconoscere per tempo i segnali di allarme aiuta davvero a stare meglio nella quotidianità”.  

Tra le novità del documento di raccomandazione 2026 c’è a prevenzione dell’Rsv in pazienti fragili con malattie respiratorie croniche. “C’è una maggiore attenzione alla prevenzione, ai vaccini e al virus respiratorio sinciziale, che negli adulti fragili e nei pazienti con Bpco – evidenzia Rogliani – può causare infezioni anche serie. Non è più considerata prerogativa dell’età pediatrica, ma anche negli anziani può avere un impatto clinico rilevante. Per questo oggi la vaccinazione viene considerata uno strumento chiave di prevenzione nei soggetti più a rischio. L’idea è semplice: evitare infezioni che possono destabilizzare la malattia e innescare riacutizzazioni. Inserire il vaccino contro Rsv nel percorso di cura significa proteggere meglio i pazienti più vulnerabili, soprattutto nei mesi freddi, e ridurre complicanze e ospedalizzazioni che spesso si possono prevenire”. 

“I dati più recenti ci dicono chiaramente – prosegue la presidente degli pneumologi – che la vaccinazione contro l’Rsv funziona, soprattutto nelle persone più fragili e in chi ha malattie respiratorie croniche. Studi condotti sia nella pratica clinica reale sia in studi clinici randomizzati mostrano una riduzione del rischio di ospedalizzazione e di forme gravi compresa tra il 77% e l’81% negli adulti sopra i 60 anni, con benefici evidenti anche nei pazienti con comorbidità respiratorie, come riportato in una recente revisione del Cochrane Database of Systematic Reviews (2025). I vaccini si sono dimostrati ben tollerati anche negli anziani e nei pazienti più complessi, rendendo la prevenzione uno strumento concreto e sicuro per ridurre complicanze e ricoveri evitabili”.  

Infine, il nodo co-somministrazione: “E’ importante avere uno sguardo complessivo sulla prevenzione, senza concentrarsi su un solo vaccino. Accanto all’Rsv, restano fondamentali le vaccinazioni in particolare contro influenza, Covid-19, pneumococco. Quando possibile, le linee guida suggeriscono di fare più vaccinazioni nella stessa visita: è una scelta sicura e aiuta nel non ritardare la prevenzione, soprattutto nelle persone anziane o con malattie croniche”, conclude Rogliani. 

salute

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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