
Data di pubblicazione: 19/10/2026 alle 10:10
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la storia della musica. Da Love Me Do a Lady B,
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dalle cantine del Cavern Club alla fama mondiale. Una storia
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di amicizia, genio e rivoluzione. I Beatles, la storia più
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bella del pop. Bentornati ai Beatles, la storia in cento puntate.
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Gianfranco Romano al microfono per questa puntata numero 74. Immaginate
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di aver appena pubblicato il disco più grande di tutti,
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un album triplo acclamato in tutto il mondo, un singolo
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al primo posto delle classifiche, il concerto di beneficenza più
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famoso della storia. Tutti vi osannano, avete vinto. E adesso…
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Adesso dovete fare il disco dopo. Oggi raccontiamo cosa fece
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George Harrison dopo il trionfo assoluto di All Things Must Pass,
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un album che si intitola Living in the Material World,
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Vivere nel Mondo Materiale. Ed è un disco pieno di
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una domanda sola. A cosa serve avere tutto? Siamo nel 1973.
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George è all’apice, ma è anche un uomo diviso in due.
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E questo disco è il ritratto perfetto di quella frattura.
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Da una parte c’è lo spirito. George è sempre più
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immerso nella spiritualità indiana, nella meditazione, nella ricerca di Dio.
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Dall’altra c’è la materia, i soldi, i contratti, gli avvocati,
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la fama, le tasse. E George si ritrova intrappolato nel
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mondo materiale proprio mentre vorrebbe elevarsi al di sopra di esso.
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Il titolo del disco è esattamente questo paradosso, un uomo
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spirituale costretto a vivere nel mondo materiale. C’era anche una
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ragione molto concreta dietro a questa ossessione. Il concerto per
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il Bangladesh, quel gesto meraviglioso di generosità che abbiamo raccontato,
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si era trasformato in un incubo burocratico. I soldi raccolti
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per i bambini affamati erano rimasti bloccati per anni dal
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fisco britannico e americano. che pretendeva le tasse su quelle donazioni. George,
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che aveva solo voluto fare del bene, si ritrovò impantanato
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tra avvocati e uffici delle imposte. Il mondo materiale gli
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stava presentando il conto proprio del suo gesto più spirituale. Eppure,
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da questa tensione, George tirò fuori la sua preghiera più
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bella e più amata. Il singolo che aprì il disco
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e volò dritto al primo posto in America, proprio come
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aveva fatto My Sweet Lord. Ma se mai Sweet Lord
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era un mantra, questa è una supplica semplice, umana, quasi disperata.
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Dammi amore, dammi pace sulla terra, dammi la luce, aiutami
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a sopportare questo peso. George chiede a Dio la forza
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di non farsi schiacciare dal mondo. C’è dentro il suono
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inconfondibile della sua chitarra slide, dolce e piangente come una voce.
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00:04:00,219 –> 00:04:09,479
Give me love, give me peace on earth. Give me love,
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00:04:09,520 –> 00:04:13,419
give me love Give me peace on earth Give me light,
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00:04:13,500 –> 00:04:18,339
give me life Keep me free from birth Give me hope,
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00:04:18,500 –> 00:04:19,519
help me cope
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00:04:38,269 –> 00:04:41,970
Speaker 3: This heavy load Trying to touch and reach you With
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00:04:41,990 –> 00:05:29,899
Speaker 3>heart and soul My Lord Believe no no no
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00:05:29,920 –> 00:05:57,579
Speaker 3>
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00:06:11,470 –> 00:06:16,709
Speaker 3: won’t you please oh won’t you give me love give
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00:06:16,980 –> 00:06:21,800
me love give me peace on earth give me light
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00:06:21,819 –> 00:06:26,500
give me life keep me free from birth give me
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00:06:26,639 –> 00:06:27,420
hope
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00:06:27,459 –> 00:06:29,920
Speaker 4: help me cope with this heavy load trying to touch
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00:06:30,300 –> 00:06:31,699
Speaker 3: and reach you with
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00:06:35,560 –> 00:06:36,439
Speaker 4: Grazie a tutti
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Speaker 3: Give
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Speaker 2: me love, una preghiera arrivata al primo posto delle classifiche,
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ma dicevamo che questo disco è diviso in due, lo
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spirito e la materia. E adesso tocca alla materia, al
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suo lato più amaro e terreno. Perché in mezzo alle
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canzoni religiose, George ne mette una che è un graffio sarcastico,
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pieno di rabbia stanca. Parla della cosa più squallida e
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materiale che gli fosse capitata, le cause legali. Ricordate la
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fine dei Beatles, lo scioglimento, Paul che porta gli altri
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tre in tribunale? Ecco, all’inizio degli anni settanta i quattro
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ex Beatles erano sommersi da cause incrociate, denunce, carte bollate.
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Si facevano cause a vicenda e venivano fatti causa da
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ogni parte. Per George, l’uomo che cercava l’illuminazione, era l’inferno
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in terra. E allora ci scrisse sopra un blues beffardo
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00:08:25,389 –> 00:08:30,370
e stanco, intitolato« Sue me, sue you blues». Il blues
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00:08:30,410 –> 00:08:34,690
del farsi causa a vicenda. Fammi causa, ti faccio causa.
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È un ritratto crudele e divertito di come l’amicizia più
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00:08:38,230 –> 00:08:41,149
bella del mondo si fosse ridotta a uno scambio di
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carte tra avvocati. George la regalò anche a un altro
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musicista prima di inciderla lui, ma la sua versione con
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00:08:48,590 –> 00:08:53,269
quella chitarra slide tagliente resta la più feroce. Ascoltatela come
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00:08:53,309 –> 00:08:56,990
il rovescio esatto di Give Me Love. Lì la preghiera,
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00:08:57,090 –> 00:09:02,750
qui la carta bollata. Su me, su you blues. You
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00:09:02,759 –> 00:09:11,330
serve me and I’ll serve you Swing your partners over
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00:09:11,429 –> 00:09:16,769
Bring your lawyer and I’ll bring
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00:09:16,789 –> 00:11:07,559
Speaker 3: mine Grazie a tutti. musica Grazie a tutti. Hold the
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00:11:07,580 –> 00:11:10,919
block on money flow, now move it into joint escrow.
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00:11:11,090 –> 00:11:15,789
One receiver lands a thrill, but in the end we
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00:11:15,850 –> 00:11:20,289
just pay no close the bill. When you serve me
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00:11:20,350 –> 00:12:46,740
and I’ll serve you, swing your partners or get screwed. Ciao. Grazie.
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00:13:34,289 –> 00:13:38,309
Speaker 2: Su me, su you blues. Il lato materiale, gli avvocati,
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00:13:38,389 –> 00:13:42,049
le carte bollate. E al centro esatto tra questi due mondi,
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00:13:42,210 –> 00:13:45,230
la preghiera e il tribunale, c’è la canzone che dà
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il titolo al disco. Living in the material world, la
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title track, è George che mette in musica, apertamente, la
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sua stessa contraddizione. E lo fa con un’idea geniale anche
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sul piano del suono. La canzone ha due facce musicali diverse.
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00:14:00,940 –> 00:14:04,929
Le strofe che parlano del mondo materiale la band, i soldi,
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00:14:04,990 –> 00:14:09,210
la vita da rock star, sono un rock pieno, elettrico, terreno.
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00:14:09,850 –> 00:14:12,909
Poi quando il testo si eleva verso lo spirito, verso
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00:14:12,990 –> 00:14:16,720
la ricerca di Dio e del maestro spirituale, la musica
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00:14:16,769 –> 00:14:20,940
cambia di colpo, entrano gli strumenti indiani, i tabla, il
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00:14:21,000 –> 00:14:26,759
clima diventa sospeso, meditativo. Due mondi, due suoni nella stessa canzone.
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00:14:27,620 –> 00:14:30,570
Nel testo George racconta proprio la sua vita, dice di
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essere finito nel mondo materiale, di aver fatto tanta strada,
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00:14:34,330 –> 00:14:37,750
di essere stato un Beatle, cita apertamente i vecchi compagni,
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00:14:37,769 –> 00:14:42,379
l’averli incontrati, il successo, i soldi. Ma confessa anche che
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00:14:42,460 –> 00:14:44,980
tutto questo lo ha logorato e che il suo vero
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00:14:45,059 –> 00:14:49,600
desiderio è uscirne, raggiungere qualcosa di più alto. È una
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00:14:49,639 –> 00:14:55,750
canzone autobiografica e spirituale insieme. orgogliosa e stanca george guarda
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00:14:55,830 –> 00:14:58,590
la propria vita da rock star e si chiede se
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00:14:58,649 –> 00:15:01,309
ne sia valsa la pena se non ci sia qualcosa
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00:15:01,370 –> 00:15:05,549
di più importante oltretutto quel rumore c’è un dettaglio che
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00:15:05,629 –> 00:15:09,590
fa sorridere commuove insieme george era così serio in questa
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00:15:09,649 –> 00:15:14,750
ricerca che l’intero album lo dedicò ufficialmente a dio anzi
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00:15:14,789 –> 00:15:18,639
al suo nome sanscrito non alla casa discografica non alla
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00:15:18,679 –> 00:15:22,840
moglie non ai fan addio Pochi artisti al mondo avrebbero
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00:15:22,899 –> 00:15:26,639
usato tanto, ma George era fatto così. Per lui non
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00:15:26,679 –> 00:15:29,500
era una posa, era la cosa più seria della sua vita.
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00:15:30,200 –> 00:15:33,710
Ascoltiamo il cuore del disco, Living in the Material World.
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00:16:05,759 –> 00:17:21,849
Speaker 3: I got born into the material world Sì, sì, sì, sì.
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00:19:00,160 –> 00:19:10,980
From the spiritual sky Sunshade and his mother To the
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00:19:11,000 –> 00:19:41,269
spiritual sky I walk baby Yes I pray I’m living
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00:19:41,349 –> 00:19:45,259
in the material world Living in the material world Hope
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00:19:45,319 –> 00:19:48,880
to get out of this place By the Lord Jesus
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00:19:48,920 –> 00:20:12,349
Christ’s grace Salvatore, salvatore, salvatore.
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00:21:01,740 –> 00:21:05,220
Speaker 2: Living in the Material World. Il rock e i tabla,
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00:21:05,380 –> 00:21:09,109
la materia e lo spirito nella stessa canzone. Chiudiamo però
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00:21:09,170 –> 00:21:11,910
con la faccia più dolce di questo disco, perché per
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00:21:11,990 –> 00:21:15,410
George spirito e amore erano in fondo la stessa cosa.
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00:21:16,250 –> 00:21:19,710
L’album si chiude con una ballata tenerissima, calda, quasi da
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00:21:19,789 –> 00:21:24,710
solo americano. Si intitola Daddy’s All, questo è tutto. È
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00:21:24,750 –> 00:21:27,490
una canzone d’amore, ma come sempre in George non si
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00:21:27,539 –> 00:21:30,640
capisce mai del tutto se stia parlando a una donna
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00:21:30,779 –> 00:21:33,309
o a Dio, Tutto quello che voglio dire è che
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00:21:33,410 –> 00:21:37,650
ti amo, canta, e il resto non conta. E questa
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00:21:37,670 –> 00:21:41,039
ambiguità a renderla così bella può essere una dichiarazione a
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00:21:41,119 –> 00:21:44,460
una persona in carne ed ossa o una preghiera all’assoluto.
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00:21:45,099 –> 00:21:48,099
Per George, che non separava mai l’amore umano da quello divino,
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00:21:48,259 –> 00:21:52,240
era probabilmente tutte e due insieme. È il modo perfetto
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00:21:52,259 –> 00:21:55,859
per chiudere un disco così. Dopo la preghiera, dopo gli avvocati,
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00:21:56,339 –> 00:21:59,839
dopo la grande domanda sul senso di tutto, George arriva
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00:21:59,859 –> 00:22:03,970
a una risposta semplicissima. In fondo conta solo l’amore. Questo
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00:22:04,130 –> 00:22:05,769
è tutto. That is all.
140
00:22:55,019 –> 00:23:03,750
Speaker 3: That is all I want to do To get right
141
00:23:04,289 –> 00:23:13,109
next to you That is all I’m living for You’re
142
00:23:13,130 –> 00:23:28,240
low and nothing Time is over, times are finding hard
143
00:23:28,319 –> 00:23:45,339
to say with useless words getting in my way something
144
00:23:46,119 –> 00:23:53,369
says much more than trying to say what’s been said
145
00:23:53,450 –> 00:24:02,579
before that is all I want from you a smile
146
00:24:02,599 –> 00:24:20,660
when I Your love and nothing more And that is
147
00:24:20,700 –> 00:24:45,089
all Your love and nothing more SILENCE SILENCE SILENCE SILENCE
148
00:25:08,220 –> 00:25:12,680
Grazie a tutti. Grazie a tutti.
149
00:25:37,170 –> 00:25:47,960
Speaker 2: Daddy’s All, in fondo, conta solo l’amore. La risposta di
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00:25:48,079 –> 00:25:52,619
George alla sua stessa domanda. Living in the Material World
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00:25:52,900 –> 00:25:57,039
fu un enorme successo commerciale. Primo posto in America, milioni
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00:25:57,099 –> 00:26:00,359
di copie. Il Beatles silenzioso, dopo il trionfo di All
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00:26:00,380 –> 00:26:04,539
Things Must Pass, lo aveva abissato. Eppure questo disco è
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00:26:04,579 –> 00:26:09,500
spesso dimenticato, messo in ombra dal suo predecessore gigantesco. E
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00:26:09,559 –> 00:26:12,519
invece è forse il più sincero di tutti, il ritratto
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00:26:12,559 –> 00:26:15,980
onesto di un uomo ricchissimo e famosissimo che non riesce
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00:26:16,000 –> 00:26:19,900
a essere felice e che cerca disperatamente una via d’uscita
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00:26:20,529 –> 00:26:23,630
verso qualcosa di più alto. In un’epoca in cui le
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00:26:23,690 –> 00:26:26,529
rock star cantavano il sesso, la droga e il potere,
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00:26:27,069 –> 00:26:30,630
George Harrison cantava Dio e si faceva domande sul senso
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00:26:30,670 –> 00:26:36,319
della vita. era, come sempre, controcorrente. Ma adesso torniamo all’altra
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00:26:36,380 –> 00:26:39,759
grande storia di questi anni, perché mentre George si interrogava
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sul senso del mondo materiale, dall’altra parte Paul McCartney stava
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00:26:44,440 –> 00:26:47,200
per vivere la sua avventura più folle e più trionfale.
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I Wings, la band che abbiamo visto nascere, erano pronti
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al grande salto, solo che, proprio sul più bello, metà
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del gruppo abbandonò. E Paul decise comunque di partire, di
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andare a incidere in Africa, in Nigeria, in condizioni al
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limite del disastro. Da quel caos nacque il suo capolavoro.
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Nella prossima puntata, Band on the Run. Abbiamo trasmesso i Beatles,
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la più bella storia del pop.
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Speaker 3: And in the end, the love you take is equal
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to the love.