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Data di pubblicazione: 03/08/2026 alle 08:08
(Adnkronos) – A Pordenonelegge ancora una volta la letteratura fa spettacolo con ‘Parole in scena’, il percorso di incontri che attraversa il cartellone della Festa del libro e della libertà, dal 16 al 20 settembre, e trasforma le pagine dei libri in racconto scenico, esplorando le suggestive contiguità fra scrittura e performance. Tanti i protagonisti e le novità ritagliate per il festival, promosso da Fondazione Pordenonelegge.it e diretto da Gian Mario Villalta con i curatori Alberto Garlini e Valentina Gasparet.
Sul “palcoscenico letterario” di ‘Parole in scena’ una menzione speciale va alle Dieci storie pop dell’attrice e regista Laura Morante: sabato 19 settembre alle 19: al Capitol, la presentazione in anteprima nazionale del libro in uscita per La nave di Teseo, un mosaico narrativo ambientato nella Roma degli anni Sessanta, tra il quartiere di Centocelle e il baretto di Romolo. Il testo segue le vicende incrociate di un gruppo di adolescenti – Bobby, Joe, Betty, Tony, Ester, Jimmy, Patty, Fred e Michele – che usano nomi americani e atteggiamenti di facciata per ridefinire la propria identità sociale. Morante adotta un registro oscillante tra ironia e malinconia per fotografare il momento esatto in cui la leggerezza della giovinezza si scontra con l’irrompere dell’età adulta e feroce.
E accanto alle traiettorie tratteggiate da Laura Morante, il festival accoglie il racconto autobiografico di Luca Carboni: il celebre cantautore si svelerà al pubblico domenica 20 settembre, alle ore 18 al Capitol, in una veste del tutto inedita, traducendo la memoria della sua lunghissima carriera e del suo vissuto in una geografia di luoghi, incontri e ricordi, sfogliando le pagine di Luca non parlava mai. Bologna, le osterie, le cantine, il mare, Berlino, Roma, Milano, l’Appennino, i palchi e gli amici diventano le stanze di una vita rimasta “in divenire”. Un racconto silenzioso e musicale, dove l’identità prende forma attraverso le città attraversate e le persone amate.
Mercoledì 16 settembre, alle ore 17:30, nello Spazio Gabelli riflettori su un volto amato dal grande pubblico: l’attore veneto Andrea Pennacchi presenta il libro Una foresta di scimmie, un’indagine che intreccia thriller, commedia e invenzione storica a partire dalle fonti del Mercante di Venezia shakespeariano. Nella giornata inaugurale del festival, alle 21.30 allo Spazio IZC Costruzioni di Largo San Giorgio, incontreremo una protagonista decisamente familiare al grande pubblico televisivo e radiofonico: Serena Bortone racconta a pordenonelegge Le dirimpettaie, un romanzo corale al femminile, tre donne che attraversano l’Italia dagli anni Sessanta al nuovo millennio: come tre valchirie danzanti, Tina, Gabriella e Maria compiono la loro metamorfosi personale in un condominio romano, dalle chiacchiere sul pianerottolo a un’amicizia quotidiana, fatta di confidenze, silenzi e osservazioni reciproche. E sempre mercoledì 16 settembre, alle 21:30, al Capitol sarà di scena l’attore Ascanio Celestini in Pasolini. Una vita, anzi due, in collaborazione con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa: in un corpo a corpo con la memoria, un ritratto senza filtri che ci costringe a guardare in faccia le nostre contraddizioni. Raccontando non un solo Pasolini, ma almeno due: il poeta friulano e il regista romano, l’intellettuale corsaro e l’uomo fragile, il profeta della società dei consumi e la vittima della violenza di uno dei grandi ‘misteri italiani’.
Sfogliando ancora il programma di ‘Parole in scena’, sabato 19 settembre (ore 19, PalaFumetto – Parco Galvani), Francesco Piccolo approfondisce il crepuscolo intimo di Totò e il suo legame creativo con Pasolini nel saggio Cosa sono le nuvole, focalizzato sugli ultimi anni di Antonio De Curtis. Pagine capaci di racchiudere le malinconie e le delusioni, i gesti d’amore e i fallimenti, la tragicità e l’estro creativo del grande comico napoletano. Lo specchio di un personaggio umanissimo, che per un’intera esistenza ha costruito a sua insaputa la propria immortalità. Giovedì 17 settembre (ore 21, Spazio Banca 360), il pubblico potrà ritrovare uno dei grandissimi protagonisti della canzone d’autore italiana: Lucio c’è. La vita e la musica di Lucio Dalla titola l’incontro che vedrà protagonista Marcello Balestra, storico collaboratore dell’artista bolognese. Il suo libro è il viaggio nell’anima di un uomo straordinario e nel cuore di chi ha vissuto al suo fianco per trent’anni. Marcello Balestra racconta Lucio Dalla con parole e immagini non solo come artista, ma come amico, mentore, ispiratore, illuminando il dietro le quinte della creazione artistica, l’energia travolgente dei concerti, le amicizie indimenticabili e le risate che hanno illuminato i momenti difficili. Al festival faranno tappa anche il frontman dei Tre allegri ragazzi morti, Davide Toffolo, affiancato dal giornalista a autore Giulio D’Antona per un appassionato reading con immagini, nel centenario della nascita di Giangiacomo Feltrinelli: insieme ricostruiranno attraverso il linguaggio della graphic novel le storiche battaglie, la pubblicazione del Dottor Zivago e l’epopea dell’editore rivoluzionario (giovedì 17 settembre, ore 21 – Capitol). Ulteriore anteprima nazionale sarà la presentazione – giovedì 17 settembre alle 10:30 nell’Auditorium Largo San Giorgio – del saggio Venezia e il cinema. Alle radici del mito, in uscita per Wetlands, firmato dal critico e storico del cinema Giuseppe Ghigi. Un’indagine sul mito culturale della città, introdotto dalla prefazione del direttore della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera: analizzando oltre seicento lungometraggi, l’autore racconta come il cinema abbia progressivamente eroso la sostanza della città reale, per sostituirla con uno stereotipo visivo di massa, documentando un immaginario collettivo alimentato da hotel di lusso, gondole e piccioni in Piazza San Marco.
Sempre sul piano cinematografico, venerdì 18 settembre, alle 17:30 nell’Auditorium Largo San Giorgio il giornalista Antonio Caiazza presenta il saggio Una storia scomoda. La guerra segreta al film con Mastroianni sugli italiani in Albania negli anni del fascismo, svelando i retroscena geopolitici dietro il boicottaggio e la censura del film del 1983 Il generale dell’armata morta con Marcello Mastroianni. La sua indagine ricostruisce la misteriosa sparizione dalle sale italiane del film del 1983 Il generale dell’armata morta, diretto da Luciano Tovoli: un’opera capace di riaprire una ferita storica nei rapporti tra Italia e Albania.
Domenica 20 settembre al festival farà tappa l’evento che vede protagonista il noto critico televisivo Aldo Grasso: Cara televisione. Una storia d’amore e altri sentimenti (ore 12, Auditorium Istituto Vendramini) punterà lo sguardo sulla televisione italiana, diventa il grande specchio popolare di un Paese, con i suoi vizi, le sue passioni, il talento e il trash. Aldo Grasso, in dialogo con Marco Damilano, ripercorre il mestiere di critico televisivo rivendicando uno sguardo curioso e democratico, capace di attraversare programmi riusciti e cadute rovinose senza snobismo né indulgenza. E a pordenonelegge la graffiante ironia di Arianna Porcelli Safonov illuminerà le contraddizioni del presente, offrendo una lettura anticonformista dei costumi sociali. sabato 19 settembre, alle 21 al Capitol con Nostalgia dei dinosauri sfileranno i paradossi del nostro tempo, fra periferie stanche, arte che emargina e musica dimenticata: dimostrando che l’umorismo può ancora salvare l’esistenza umana. Sul piano scientifico: mercoledì 16 settembre, alle 21:30 nell’Auditorium della Regione, il monologo del divulgatore Roberto Mercadini si focalizzerà su Galileo Galilei: Io dico l’universo. La rivoluzione scientifica e Galileo: lo sconosciuto che sconvolse il mondo ci regala un viaggio affascinante nella vita e nel tempo del grande astronomo. Per ricordare che la storia della scienza è, prima di tutto, una straordinaria avventura umana.
Venerdì 18 settembre l’attenzione si sposta sulla memoria storica del territorio: alle 16:30 allo Spazio Zero, Luca Giuliani e Roberto Calabretto analizzano l’opera pasoliniana I Turcs tal Friùl e l’evoluzione delle sue regie dal 1976 a oggi. L’evento, in collaborazione con Cinemazero, racconta le messe in scena dopo la morte di Pasolini, ad opera di Elio De Capitani e ora da Alessandro Serra. La travolgente comicità dei Papu (Andrea Appi e Ramiro Besa) sarà filo rosso dell’incontro in programma sabato 19 settembre alle 19:00 allo Spazio IZC Costruzioni: l’occasione per presentare il volume di ritratti territoriali Una risata ci seppellirà, dedicato ai grandi personaggi pordenonesi da Lino Zanussi al Beato Odorico.
Domenica 20 settembre, alle 18:30 nella Biblioteca Civica appuntamento con il Mondologo di Arlecchino. Trilogia spirituale della maschera: Claudia Contin Arlecchino, Petra Alzetta e Sabrina Bastone ci guidano attraverso la storia, l’arte e la cultura della maschera più iconica della Commedia dell’arte. E ‘Parole in scena’ ospiterà anche i reading ad alta voce della Biblioteca di Sara, sul tema L’amore nei grandi classici stranieri, La voce delle radici, L’orizzonte della libertà, Orizzonti di pace e le letture dedicate alla letteratura “sentimentale” italiana, da mercoledì a sabato nella Sala Caminetto di Palazzo Montereale Mantica.
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Scritto da: News News
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