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Associazioni genitori, class action contro Meta e Tik Tok rinviata udienza

today09/02/2026 - 12:12 2

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Data di pubblicazione: 09/02/2026 alle 12:12

(Adnkronos) – Il Moige (Movimento Italiano Genitori) promotore, con le associazioni di genitori Anfn-associazione nazionale famiglie numerose, Age associazione italiana genitori, ed il Forum delle Associazioni Familiari coinvolte nella prima class action inibitoria italiana contro Meta (Facebook e Instagram) e TikTok esprimono forte disagio e preoccupazione per il rinvio dell’udienza disposto dal Tribunale delle Imprese di Milano. La prima udienza, si legge in una nota, originariamente fissata per il 12 febbraio 2026, è stata posticipata al 14 maggio, per motivi procedurali legati alle notifiche in Inghilterra, determinando un ritardo di tre mesi in un’azione legale che le famiglie italiane considerano urgente. Il rinvio di tre mesi rappresenta un’ulteriore dilazione nella tutela di migliaia di bambini e adolescenti italiani”. 

La class action, promossa dal Moige insieme allo Studio legale Ambrosio & Commodo, con l’adesione di Anfn-associazione nazionale famiglie numerose, Age associazione italiana genitori, ed il Forum delle Associazioni Familiari ed un primo gruppo di genitori, continua la nota, rappresenta un’iniziativa senza precedenti in Italia e chiede al Tribunale di Milano di ordinare alle piattaforme social di cessare immediatamente condotte ritenute dannose per i minori. L’azione legale si articola in tre macro-aree di intervento: rispetto dell’obbligo di verifica dell’età e del divieto di accesso ai social per i minori di 14 anni, come previsto dalla attuale normativa italiana; eliminazione dei sistemi che creano dipendenza, come lo scroll infinito, le notifiche continue e gli algoritmi progettati per massimizzare il tempo di permanenza sulla piattaforma; trasparenza e informazione sui rischi per la salute mentale e fisica derivanti dall’uso eccessivo dei social media. 

I genitori ricorrenti hanno documentato come le piattaforme Facebook, Instagram e TikTok consentano facilmente l’iscrizione illegale di minori, violando le normative nazionali e compromettendo la protezione che il legislatore ha voluto garantire ai più piccoli. Parallelamente all’azione legale, il Moige ha lanciato in questi giorni una petizione rivolta al Governo e al Parlamento per chiedere una legge che vieti l’uso dei social media ai minori di 16 anni. 

Per firmare la petizione è sufficiente collegarsi al sito www.moige.it ed aderire alla campagna “Difendiamo i nostri figli dai social con la forza della legge”. La petizione chiede un intervento normativo chiaro e immediato, sull’esempio di altri Paesi europei e internazionali che stanno introducendo restrizioni più stringenti per proteggere i giovani dalla dipendenza digitale e dai suoi effetti sulla salute mentale. La class action italiana è seguita con attenzione a livello europeo e internazionale. Anche in Francia famiglie hanno presentato azioni simili contro Meta e TikTok, mentre negli Stati Uniti sono in corso oltre 40 cause promosse da Stati federali contro le big tech per i danni arrecati ai minori.  

“Questa non è solo una battaglia legale, è una battaglia di civiltà – sottolinea l’avvocato Stefano Commodo dello Studio Ambrosio & Commodo – Puntiamo a difendere i minori e i più fragili dal loro utilizzo eccessivo e a creare buona informazione sui rischi che derivano dall’abuso delle piattaforme”. Nonostante il rinvio dell’udienza, le associazioni di genitori aderenti ed il Moige ribadiscono la loro determinazione a portare avanti questa battaglia “continueremo a lottare fino a quando i nostri figli non avranno le tutele che meritano. Il 14 maggio saremo in aula, più determinati che mai”. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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