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E’ morto Giacomo Piperno, attore e doppiatore dalla carriera eclettica

today02/06/2026 - 14:39 3

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Data di pubblicazione: 02/06/2026 alle 14:39

(Adnkronos) – L’attore e doppiatore Giacomo Piperno, eclettico e poliedrico interprete tra cinema e televisione, grazie alla sua versatilità, professionalità e passione per l’arte scenica, è morto all’età di 90 anni al Policlinico Umberto I di Roma. A dare l’annuncio della scomparsa, come riporta l’Adnkronos, sono stati i figli.  

Nato a Roma il 20 gennaio 1936 in una famiglia ebraica, Piperno scampò alle deportazioni fuggendo in Svizzera con i famigliari nei giorni del rastrellamento nel ghetto di Roma dell’ottobre 1943. Debuttò nel 1960 con un ruolo televisivo in “Tenente Sheridan: una gardenia per Helena Carrel” (1960), ma fu con il film “Commandos” (1968) che la sua carriera prese slancio. Da allora, la sua versatilità lo portò a interpretare ruoli drammatici, storici e comici sul grande e piccolo schermo, spaziando da “Sacco e Vanzetti” (1971) di Giuliano Montaldo, a “Rugantino” (1973) di Pasquale Festa Campanile, fino all’episodio “In banca” di “Tu mi turbi” (1982) con la regia di Roberto Benigni. Per Benigni ha sempre recitato anche in “Il piccolo diavolo” (1988). Tra gli altri film ha recitato in “Il camorrista” (1986) di Giuseppe Tornatore, “Splendor” (1988) di Ettore Scola, “Porte aperte” (1990) di Gianni Amelio, “Il portaborse” (1991) di Daniele Luchetti (1991), “Pasolini, un delitto italiano” (1995) di Marco Tullio Giordana. In televisione partecipò a numerose serie e miniserie, tra cui “Napoleone a Sant’Elena” (1973) e “Caterina e le sue figlie” (2005-2007), dove interpretava il marito del personaggio di Iva Zanicchi. Il suo talento si estendeva anche al doppiaggio: tra gli anni Sessanta e Ottanta prestò la voce a interpreti come Gene Hackman e Philippe Leroy, contribuendo a rendere memorabili i personaggi sul grande schermo italiano.  

Debuttò nel 1960 con un ruolo televisivo in “Tenente Sheridan: una gardenia per Helena Carrel” (1960), ma fu con il film “Commandos” (1968) che la sua carriera prese slancio. Da allora, la sua versatilità lo portò a interpretare ruoli drammatici, storici e comici sul grande e piccolo schermo, spaziando da “Sacco e Vanzetti” (1971) di Giuliano Montaldo, a “Rugantino” (1973) di Pasquale Festa Campanile, fino all’episodio “In banca” di “Tu mi turbi” (1982) con la regia di Roberto Benigni. Per Benigni ha sempre recitato anche in “Il piccolo diavolo” (1988). Tra gli altri film ha recitato in “Il camorrista” (1986) di Giuseppe Tornatore, “Splendor” (1988) di Ettore Scola, “Porte aperte” (1990) di Gianni Amelio, “Il portaborse” (1991) di Daniele Luchetti (1991), “Pasolini, un delitto italiano” (1995) di Marco Tullio Giordana. In televisione partecipò a numerose serie e miniserie, tra cui “Napoleone a Sant’Elena” (1973) e “Caterina e le sue figlie” (2005-2007), dove interpretava il marito del personaggio di Iva Zanicchi. Il suo talento si estendeva anche al doppiaggio: tra gli anni Sessanta e Ottanta prestò la voce a interpreti come Gene Hackman e Philippe Leroy, contribuendo a rendere memorabili i personaggi sul grande schermo italiano. 

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Scritto da: News News

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