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Ligabue riporta a San Siro i sogni di rock’n’roll: festa grande con la ‘Notte di Certe Notti’

today20/06/2026 - 22:17 6

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Data di pubblicazione: 20/06/2026 alle 22:17

(Adnkronos) – Li ha risvegliati tutti, quei sogni di rock’n’roll. Uno dopo l’altro. Anche a San Siro, dove ha chiuso in modo iconico il tour negli stadi con un’altra indimenticabile notte di ‘Certe Notti’. Luciano Ligabue, 66 anni, ha salutato i 57mila cuori del Meazza a modo suo: con l’ennesimo sold out e una scarica di energia arrivata a Milano dopo la data zero di Bibione e le tappe all’Olimpico di Roma e all’Allianz Stadium di Torino. “Non siamo andati male”, urla al termine dello show. E, osservando gli sguardi innamorati del suo pubblico, pare proprio che abbia ragione. Non sono andati male. Non è andata affatto male. Il ‘Liga’ non si fa attendere, sale sul palco alle 21 in punto e dà il via alla serata con un repertorio che racconta la sua identità in un viaggio nel tempo intenso e memorabile.  

Pronti, via, ed ecco ‘Balliamo sul mondo’, brano simbolo della carriera del rocker di Correggio, che apre idealmente i cancelli del Meazza accompagnato dalle immagini di alcuni dei leader politici più influenti del momento, da Donald Trump a Giorgia Meloni, mai attuali come oggi. Un’apertura potente, dal forte impatto visivo e sonoro, che fa subito alzare i decibel dalle parti di San Siro e avvolge dell’atmosfera giusta la serata.  

Al suo fianco c’è la storica band: il ‘capitano’ Fede Poggipollini, Max Cottafavi, Mel Previte e Niccolò Bossini alle chitarre, Luciano Luisi alle tastiere, Davide Pezzin al basso e Lenny Ligabue, suo figlio, alla batteria. Il repertorio offerto ai suoi ‘ragazzi’ è quello che ha incantato generazioni e la scaletta scorre via scandita da successi che dipingono esistenze. “C’è sempre una canzone che deve far partire qualcosa – dice prima di attaccare ‘Sogni di rock’n roll – In certi casi, a far partire tutte le altre, come nel mio. È dovuta uscire una canzone precisa dopo che ne avevo scritte altre che non valevano niente, perché poi alla fine avessi voglia di scrivere canzoni veramente. Sono debitore a questa canzone, che mi è uscita una domenica pomeriggio di tanti anni fa e che parlava del sabato sera precedente”.  

Da ‘Sarà un bel souvenir’ a ‘L’odore del sesso’, da ‘Eri bellissima’ a ‘Lambrusco & pop corn’, senza dimenticare capolavori come ‘Piccola stella senza cielo’, lo show è tenuto insieme da filo rosso che unisce una carriera irripetibile, vissuta sempre puntando in alto. Perché in fondo, prima o poi, ‘Tutti vogliono viaggiare in prima’. Dopo il salto negli anni Novanta, il racconto avanza verso il nuovo millennio con le canzoni di ‘Miss Mondo’, album spartiacque pubblicato nel 1999. ‘Il mio nome è mai più’, cantata sulla passerella che attraversa il prato, è uno ‘schiaffo’ alle coscienze, mentre i maxischermi rilanciano un messaggio netto contro i conflitti: “Basta con la guerra a Gaza, in Ucraina, in Sudan. Basta con i 59 massacri in corso nel mondo”.  

Poi arrivano ‘Una vita da mediano’, ‘Ti sento’ e ‘Questa è la mia vita’, scintille di uno spettacolo che somiglia a una DeLorean, la celebre macchina del tempo di ‘Ritorno al futuro’. Quella che, per una sera, plana su San Siro e permette a migliaia di persone di attraversare decenni di musica e ricordi in un paio d’ore o poco più. Di qua e di là, a scandire la narrazione sul palco c’è anche il jukebox di Little Taver, il ‘Kingo’ di Radiofreccia, accolto dagli applausi e dall’affetto del pubblico grazie alle sue incursioni ironiche e goliardiche.  

Ma c’è spazio anche per l’attualità e per la novità più significativa del 2026: l’inedito ‘Nessuno è di qualcuno’, brano contro la violenza sulle donne presentato lo scorso maggio durante l’inaugurazione dell’Unipol Dome di Milano. Ad accompagnarlo, un video in bianco e nero con gli appelli di alcuni dei volti più noti del cinema, della musica e della televisione italiana – da Luca Argentero ad Amadeus, passando per Luca Zingaretti, Raoul Bova e Fiorella Mannoia – Un progetto che Ligabue ha scelto di donare alla fondazione ‘Una Nessuna Centomila’. Luciano prende poi tutti per mano e accompagna il suo pubblico verso il gran finale con una serie di brani imprescindibili, su tutti ‘Urlando contro il cielo’.  

Seguono altri pezzi intramontabili come ‘Happy Hour’, ‘Quella che non sei’ e ‘Leggero’, in un lento avvicinamento alla chiusura più attesa, quella annunciata dal titolo dello show: ‘Certe notti’ è la fotografia perfetta del percorso artistico del rocker di Correggio, costruito su storie autentiche e mai banali, radicate nella quotidianità. Le stesse che popolano il suo libro d’esordio ‘Fuori e dentro il borgo’, tornato da poche settimane in libreria in una nuova edizione per celebrare i trent’anni dalla prima pubblicazione. Gli stessi trascorsi, più o meno, proprio dall’uscita di ‘Certe notti’, la canzone che più di ogni altra ne ha segnato la storia, portata in giro per l’Italia e per l’Europa con una serie di eventi speciali per scolpirne l’importanza nel suo viaggio musicale. Fino a oggi e a un tour che riprenderà, da settembre, nei più grandi palazzetti della penisola. Perché, come sempre, ‘il meglio deve ancora venire’. (di Michele Antonelli) 

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Scritto da: News News

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