
Radio K55
Data di pubblicazione: 21/01/2026 alle 10:12
(Adnkronos) – Il settore dell’orto-florovivaismo sta vivendo una trasformazione strutturale, accelerata dalla necessità di coniugare la cura del paesaggio con i nuovi paradigmi della Smart City. Con un mercato globale che supera i 110 miliardi di dollari e un comparto nazionale che in Italia vale oltre 2,8 miliardi di euro, l’industria non è più solo una questione di sementi e vivaismo, ma un ecosistema complesso dove l’ingegneria e la biologia convergono. In questo contesto, l’appuntamento di MyPlant & Garden 2026 (Rho Fiera Milano, 18-20 febbraio) si configura come l’osservatorio privilegiato per la “Rivoluzione 4.0” del verde.
L’innovazione più significativa presentata nell’edizione 2026 riguarda il superamento dei limiti della domotica tradizionale. L’adozione della tecnologia RTK (Real-Time Kinematic) sta eliminando l’obbligo di installazioni fisiche invasive, come i cavi perimetrali, permettendo ai macchinari una navigazione satellitare con precisione centimetrica. Questa evoluzione è cruciale per la manutenzione di parchi pubblici e impianti sportivi, dove l’efficienza operativa si traduce in un drastico abbattimento dei costi di gestione.”Partecipare a MyPlant & Garden significa per noi rinnovare un dialogo fondamentale con il mercato”, ha dichiarato Mirko Rizzetto, Marketing Manager Southern Europe & Distributors di STIGA, sottolineando come la missione attuale sia offrire strumenti che siano al contempo “affidabili, performanti e facili da usare”.
L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale trasforma il giardinaggio in una scienza esatta. Attraverso la Computer Vision e sensori multispettrali montati su droni, è oggi possibile identificare stress idrici o carenze nutrizionali prima che il danno diventi visibile, orientando interventi mirati che riducono lo spreco di risorse. L’Internet of Things (IoT) permette inoltre al verde pubblico di “comunicare” con le centrali operative: sensori interrati monitorano l’umidità delle radici in tempo reale, consentendo risparmi idrici che raggiungono il 40%. Questa gestione “intelligente” è il cuore della visione industriale moderna, come ribadito da Rizzetto: “STIGA è pronta a scrivere un nuovo capitolo della propria storia, guidata da innovazione, sostenibilità e ascolto dei bisogni reali”. La transizione verso l’elettrificazione totale e l’uso di batterie al litio non risponde solo a una necessità ecologica (riduzione di CO_2 e rumore), ma garantisce una stabilità operativa superiore nei contesti urbani sensibili.
La leadership italiana, sostenuta da oltre 100.000 addetti e 30.000 ettari coltivati, si gioca sulla capacità di esportare non solo piante, ma modelli di rigenerazione urbana. Il futuro del settore risiede nella circolarità: dai sistemi di subirrigazione a circuito chiuso all’uso di substrati derivati dal riciclo di scarti organici. La sinergia tra tecnologia e natura non è più una visione futuristica, ma il requisito fondamentale per mantenere la competitività dell’industria del verde in un mercato globale sempre più selettivo.
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