logo_k55_125x125_giallo
Loading ...
play_arrow

keyboard_arrow_right

Ascoltatori:

Ascoltatori di punta:

skip_previous skip_next
00:00 00:00
chevron_left
volume_up
  • play_arrow

    Radio K55

Breaking news

Sorelle ritrovate a Formia: “Chiuse in una stanza per due settimane”. Dalle indagini alla svolta

today22/06/2026 - 22:19 6

Sfondo
share close

Data di pubblicazione: 22/06/2026 alle 22:19

(Adnkronos) –
Per due settimane avrebbero vissuto chiuse in una stanza, senza poter uscire né aprire le persiane. “Potevano soltanto guardare la televisione”, ha raccontato il procuratore capo di Sulmona Luciano D’Angelo, descrivendo le condizioni in cui sono state trovate Alisya e Sarah Di Giacinto, le sorelle di 16 e 12 anni scomparse dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, nella notte tra il 6 e il 7 giugno e ritrovate domenica sera a Formia, nel Lazio. 

Il blitz dei carabinieri è scattato all’interno di un’abitazione popolare dove le due minorenni erano ospitate da una parente della madre, un’anziana di circa 80 anni che le ragazze chiamavano “zia”. “Eravamo pronti a trovarci davanti alla porta delinquenti o pazzi, abbiamo trovato una signora di 80 anni”, ha raccontato il procuratore. 

A colpire gli investigatori è stata anche la reazione delle due ragazze al momento del ritrovamento. “Quando le abbiamo trovate, le bambine non hanno fatto salti di gioia”, ha spiegato D’Angelo. “Si sono chiuse per un lungo periodo di tempo all’interno della stanza nella quale hanno vissuto tutti questi giorni”. Un episodio che il magistrato ha definito particolarmente doloroso: “Porterò dentro di me il piacere di averle trovate, ma anche il dolore del colloquio che ho avuto con loro”. 

La svolta investigativa è arrivata dopo due settimane di ricerche coordinate dalla Procura di Sulmona, con il supporto dei carabinieri dei Comandi provinciali dell’Aquila e di Latina e dei Ros. Determinante, secondo gli inquirenti, sarebbe stata una videochiamata effettuata dalla madre delle ragazze verso un numero già monitorato. “Avevamo un profilo psicologico”, ha spiegato D’Angelo. “Sapevamo che la mamma, tra i tanti difetti che aveva, aveva la necessità di mantenere il controllo. Se fosse stata la responsabile di questo fatto, non era pensabile che potesse rimanere per giorni e giorni senza avere contatti e notizie”. 

Nelle prime ore di lunedì mattina la Procura di Sulmona ha disposto il fermo di tre persone con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso: la madre delle due ragazze, Valentina Dacunto, il compagno della donna, Vincenzo Esposito, e il padre di lei, Marco Dacunto, nonno delle minorenni. I tre sono stati interrogati dal procuratore capo Luciano D’Angelo e successivamente trasferiti in carcere. I due uomini sono stati condotti nella casa circondariale di Sulmona, mentre la donna è stata trasferita nel carcere di Teramo. 

Nel corso della conferenza stampa, il procuratore ha invitato media e opinione pubblica a spostare l’attenzione dalle ragazze. “Qui non stiamo per festeggiare e magnificare degli arresti, delle catture, ma la liberazione di due ragazze che, per un periodo di tempo, abbiamo temuto anche di non poter rivedere mai più”, ha affermato. “Quello che mi preme chiedere è che d’ora in avanti su questa vicenda vi disinteressiate delle ragazze”. 

Secondo D’Angelo, la vicenda non sarebbe riconducibile a dinamiche criminali tradizionali. “Questa è una vicenda che non ha nulla a che vedere con la criminalità, ma solo e soltanto con un amore genitoriale malato”, ha detto. “Quelle bambine hanno due genitori che hanno rinunciato al primo dovere di chi ha la fortuna e l’onere di diventare genitore: essere portatori di un amore disinteressato e mettere al primo posto l’interesse dei minori”. 

La conclusione della vicenda ha suscitato grande emozione anche nel padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto. In un messaggio pubblicato sui social ha scritto: “Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia e preoccupazione, ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero”. E ancora: “Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c’è. Vi amo”. 

Il padre ha inoltre ringraziato le forze dell’ordine, i reparti speciali, il proprio avvocato Francesco Riccardi, la compagna, amici e parenti: “Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai”. 

Anche il legale di Di Giacinto ha raccontato i momenti successivi al ritrovamento. “Le abbiamo salvate due volte. Sono arrabbiato e felice insieme. Non si doveva arrivare a questo punto”, ha dichiarato Francesco Riccardi. L’avvocato ha sostenuto che la vicenda si inserisce in una lunga battaglia giudiziaria che ha coinvolto il Tribunale per i minorenni di Roma e successivamente il Tribunale di Cassino. Secondo il legale, con un provvedimento del 28 maggio scorso la madre sarebbe stata privata della responsabilità genitoriale e condannata al risarcimento dei danni morali e psicologici nei confronti del padre e delle figlie. “Una sentenza storica”, l’ha definita. 

Riccardi ha inoltre raccontato il momento in cui ha comunicato al padre la notizia del ritrovamento: “Ho avvisato io Stefano. Io e il mio assistito abbiamo pianto insieme. È stato un momento di forte emozione, dopo tanta tensione e sofferenza”. Successivamente, ha spiegato, l’uomo avrebbe accusato un malore per la forte emozione e sarebbe stato accompagnato in ospedale. 

Sulla gestione della struttura di accoglienza da cui le due sorelle si sono allontanate, il legale ha espresso perplessità: “Non è possibile che due minori possano allontanarsi di notte da una struttura senza che emergano responsabilità. In una casa famiglia devono essere garantite sicurezza e una vita serena e protetta”. 

Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e accertare le responsabilità delle persone coinvolte. Nel frattempo, le due sorelle si trovano in una struttura protetta e restano sotto la tutela del sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli. 

Tra le immagini più forti emerse dopo il ritrovamento di Alisya e Sarah c’è il messaggio pubblicato sui social dal padre, Stefano Di Giacinto, che ha affidato a poche parole tutto il sollievo e l’emozione accumulati durante i 14 giorni di ricerche. 

“Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia e preoccupazione, ma mai ho pensato in negativo”, ha scritto. “Si inizia una nuova vita, si riparte da zero. Dieci anni di battaglie con lieto fine”. 

Nel lungo post, il padre ha ringraziato tutte le persone che gli sono state vicine durante la scomparsa delle figlie: “Voglio fare un ringraziamento a tutti quelli che ci sono stati vicino, alle forze dell’ordine, ai corpi speciali, al mio super avvocato Francesco Riccardi, alla mia compagna, ai miei parenti tutti, amici, colleghi ed ex colleghi. Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai”. 

Di Giacinto ha poi rivolto un pensiero alle due ragazze, chiedendo che venga loro dato il tempo necessario per superare quanto accaduto: “Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere”. 

Il messaggio si conclude con una dedica che racchiude il senso di una vicenda familiare e giudiziaria durata anni: “Grazie amori miei. Papà c’è. Vi amo”. 

Parole scritte poche ore dopo il ritrovamento delle due sorelle a Formia. Secondo quanto riferito dal suo legale, Francesco Riccardi, il padre ha accusato un malore per la forte emozione ed è stato accompagnato al pronto soccorso subito dopo aver appreso la notizia della liberazione delle figlie. 

 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

Rate it

Radio K55 APP

GRATIS
VISUALIZZA