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Tor Vergata intitola aula di Ingegneria a Federica Torzullo, vittima di feminicidio

today19/10/2026 - 10:52 4

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Data di pubblicazione: 19/10/2026 alle 10:52

(Adnkronos) – L’Ateneo Tor Vergata di Roma intitola un’aula della facoltà di Ingegneria a Federica Torzullo, vittima di femminicidio nel gennaio scorso. Torzullo si è laureata a Tor Vergata il 21 febbraio 2011 in Ingegneria Gestionale, con una tesi dal titolo ‘Indicatori produttivi e controllo di gestione, fattori essenziali in chiave industriale: il Termovalorizzatore di Terni En.A. S.p.A.’. Prima che la cronaca ne raccontasse la morte, si legge in una nota, Federica Torzullo è stata una studentessa della facoltà di Ingegneria dell’università di Roma Tor Vergata. Ha studiato, sostenuto esami, portato la propria preparazione nel lavoro. Il suo nome torna oggi nel luogo in cui una parte di quel percorso aveva preso forma. La sua perdita continua nel tempo e riguarda anche chi non la conosceva. Per questo ogni femminicidio è un lutto collettivo. Commosso, Nathan Levialdi Ghiron rettore dell’università di Roma Tor Vergata la ricorda davanti alla comunità accademica, professori, studenti e alla famiglia: “L’università non è soltanto il luogo in cui si trasmettono conoscenze, si fanno ricerca e si preparano professionisti. È anche una comunità che custodisce storie, riconosce le persone e si interroga sul mondo in cui viviamo. È un luogo che deve educare al rispetto, alla libertà e alla dignità di ogni essere umano. Intitolare un’aula a Federica significa fare in modo che il suo nome continui a essere presente nella vita quotidiana di questa comunità. Da oggi, studenti e studentesse entreranno in quest’aula, costruiranno progetti e immagineranno il proprio futuro. E il nome di Federica sarà qui, non come un ricordo distante, ma come una presenza che ci invita a non essere indifferenti”. 

Per l’università, assumere questa consapevolezza significa tenere insieme la crescita delle opportunità e il rispetto della libertà di chi le conquista. Il valore di una formazione si misura anche nella cultura che contribuisce a costruire: nella dignità riconosciuta alle persone, nella parità vissuta nei rapporti, nella responsabilità con cui le istituzioni rispondono a un bisogno di protezione. Il suo relatore, il professor Armando Calabrese, docente di Gestione aziendale del dipartimento di Ingegneria dell’Impresa: “Il suo lavoro, sviluppato durante uno stage curriculare, affrontava un problema concreto di ingegneria gestionale, attraverso la progettazione di un sistema di controllo delle prestazioni di un impianto industriale. Federica aveva analizzato dati produttivi ed economici, – continua – definito indicatori di prestazione e approfondito strumenti di pianificazione e controllo, mettendo in relazione le conoscenze acquisite all’Università con le esigenze reali di un’organizzazione. Quelle pagine raccontano molto di lei, di una giovane donna che studiava, si metteva alla prova, costruiva le proprie competenze e guardava avanti entusiasta, al lavoro e alla vita che l’aspettavano. La sua tesi non è più soltanto un documento accademico. È ciò che resta, tra queste mura, dei giorni che Federica ha vissuto qui, delle cose che ha imparato, di quello che ha saputo costruire con il suo talento e con il suo impegno”. 

“Federica aveva una formazione Stem, era indipendente, pienamente inserita nella società e nel mondo del lavoro. Aveva costruito con determinazione la possibilità di scegliere la propria strada. Eppure è stata uccisa – dichiara Barbara Martini, delegata alle Pari opportunità e inclusione di Roma Tor Vergata – La sua storia ci impedisce di confondere l’autonomia con la sicurezza. Il femminicidio attraversa livelli di istruzione, condizioni economiche e contesti sociali diversi. Alle donne chiediamo di studiare, lavorare, rendersi indipendenti. La responsabilità di fermare la violenza non può essere un altro compito da lasciare sulle loro spalle. Riguarda tutta la società. Per l’Università, intitolare un’aula a Federica significa custodirne la memoria nel luogo della sua formazione e assumere un impegno preciso: far crescere, insieme all’autonomia delle donne, una cultura che ne rispetti la libertà. Anche quando quella libertà contraddice le aspettative di qualcuno”. La cerimonia, moderata da Barbara Martini, delegata alle Pari opportunità e inclusione dell’Ateneo ha visto gli interventi di Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’università degli studi di Roma Tor Vergata, di Massimiliano Caramia, coordinatore della Macroarea di Ingegneria e professore ordinario del dipartimento di Ingegneria dell’Impresa ‘Mario Lucertini’, Armando Calabrese, direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Impresa ‘Mario Lucertini’, Carlo Mastropaolo, avvocato, Stefania Torzullo, sorella di Federica e Stefano Torzullo, suo papà. 

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cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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