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Tecnologia

Trump affida a Jay Clayton il ruolo di “zar” dell’intelligenza artificiale

today05/10/2026 - 09:56 1

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Data di pubblicazione: 05/10/2026 alle 09:56

(Adnkronos) – Donald Trump ha annunciato domenica che il direttore dell’intelligence nazionale, Jay Clayton, assumerà anche il ruolo di zar dell’intelligenza artificiale, di nuova istituzione, mantenendo la guida della comunità dell’intelligence statunitense. L’annuncio è arrivato con un post su Truth Social, in cui Trump ha spiegato che Clayton guiderà, insieme ad altri funzionari, la neonata Super Intelligence Force.  

L’obiettivo, ha scritto il presidente, è fare in modo che l’America continui a essere leader mondiale nella superintelligenza, una tecnologia che secondo molti avrà un impatto superiore a quello della Rivoluzione industriale e di Internet. 

Insieme a Clayton, nella task force siederanno il presidente della Federal Trade Commission Andrew Ferguson, il sottosegretario alla Difesa per la ricerca e l’ingegneria Emil Michael e il direttore dell’Office of Personnel Management Scott Kupor. Il quartetto riferirà direttamente a Trump e alla sua capo di gabinetto, Susie Wiles. 

La nomina arriva dopo che il mese scorso Trump aveva anticipato la creazione della figura, rispondendo alle crescenti preoccupazioni, a Washington come nella Silicon Valley, per una corsa dei modelli di IA ritenuta troppo rapida e potenzialmente fuori controllo. In quell’occasione il presidente aveva assicurato che gli Stati Uniti non avrebbero ostacolato in alcun modo il settore, anche se da allora la Casa Bianca ha adottato misure per far rispettare nuove linee guida volontarie per gli sviluppatori.  

In un’intervista televisiva di fine settembre, Clayton si era detto contrario a un rallentamento generalizzato dello sviluppo di sistemi più potenti, giudicando imprudente “tirarsi indietro” e lasciare che Paesi come la Cina passino in vantaggio. A suo avviso, per ora le norme esistenti sulla responsabilità del prodotto bastano ad affrontare i rischi. 

Clayton, confermato alla guida dell’intelligence ad agosto, ha un peso istituzionale maggiore dei suoi predecessori nel campo dell’IA. L’ex zar dell’IA e delle criptovalute David Sacks era un dipendente federale a tempo parziale, mentre il National Cyber Director Sean Cairncross, incaricato in primavera di coordinare la risposta agli strumenti di IA con capacità di attacco informatico, dirige un ufficio di poche decine di persone.  

Già presidente della Securities and Exchange Commission durante il primo mandato di Trump, Clayton vanta inoltre legami profondi con Wall Street, i cui allarmi hanno contribuito a far prendere sul serio alla Casa Bianca il rischio che armi informatiche autonome danneggino l’economia americana. In primavera fu l’intervento di Jamie Dimon, amministratore delegato di JP Morgan, a spingere il segretario al Tesoro Scott Bessent a ritagliarsi un ruolo di primo piano nelle iniziative sulla cybersicurezza legata all’IA. Lo stesso Bessent era stato preso in considerazione per l’incarico. 

La doppia investitura di Clayton è destinata a soddisfare i falchi della sicurezza nazionale e a preoccupare i difensori della privacy. Il direttore dell’intelligence nazionale è formalmente il principale consigliere del presidente in materia e guida un apparato da oltre 80 miliardi di dollari, di cui gestisce i bilanci e coordina le analisi insieme ad altre 17 agenzie.  

Il nuovo incarico garantisce a militari e servizi un peso notevole nella definizione della politica nazionale sull’IA, in un momento in cui l’apparato di sicurezza, timoroso dei progressi cinesi, sta integrando le tecnologie più avanzate della Silicon Valley in ogni ambito, dall’individuazione dei bersagli in guerra alle operazioni informatiche e all’analisi di intelligence. La scelta potrebbe anche rilanciare una funzione di coordinamento nata dopo gli attentati dell’11 settembre, il cui scopo oggi appare a molti poco chiaro. 

Proprio la presenza di un capo dei servizi segreti al vertice della politica sull’IA rischia però di allarmare gli attivisti per la privacy, negli Stati Uniti e nell’Unione europea. Questi ambienti denunciano il potere eccessivo di cui dispone il governo americano nell’obbligare i colossi tecnologici a consegnare i dati sensibili degli utenti raccolti per alimentare i propri modelli di business. 

Il quadro resta contraddittorio. Pur avendo definito il mese scorso una “bufala” i timori sulla minaccia dell’IA per l’umanità, Trump martedì ha ricevuto alla Casa Bianca i vertici delle principali aziende americane del settore e ha mediato un nuovo accordo, valido per l’intera industria, sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Resta infine da chiarire se sia ancora allo studio l’idea, avanzata nel post con cui aveva annunciato la figura dello zar, di una “AI Force” equiparata a una delle cinque forze armate esistenti. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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