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Data di pubblicazione: 01/04/2026 alle 12:22
(Adnkronos) – La Russia lancia un ultimatum all’Ucraina in vista si un possibile accordo di pace: Volodymyr Zelensky deve prendere una decisione “oggi” sul ritiro delle forze armate ucraine dal Donbass, una decisione che avrebbe dovuto prendere “ieri”. Lo ha dichiarato ai giornalisti il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov. “Non si tratta di due mesi – ha spiegato il portavoce del Cremlino, rispondendo alle dichiarazioni di ieri del presidente ucraino, secondo cui Mosca ha dato all’Ucraina due mesi di tempo per ritirare le sue truppe dal Donbass, pena l’applicazione di condizioni più dure in qualsiasi potenziale accordo di pace- Zelensky deve prendere una decisione oggi stesso riguardo al ritiro delle truppe ucraine dal Donbass e al loro spostamento oltre i confini amministrativi della Repubblica Popolare di Donetsk. Questo è stato ripetutamente affermato. Idealmente, Zelensky avrebbe dovuto prendere questa decisione ieri, come discusso, assumendosi la responsabilità e prendendo questa difficile decisione”.
“La Russia ha lanciato 339 droni contro l’Ucraina durante la notte, di cui circa 200 Shahed”, ha scritto su X il presidente ucraino, precisando che “a Lutsk sono in corso le operazioni di spegnimento degli incendi a seguito dell’attacco notturno dei droni russi “Shahed”. Gli attacchi hanno colpito esclusivamente infrastrutture civili: i russi hanno distrutto magazzini alimentari e un terminal di Nova Post. Anche un edificio residenziale è stato danneggiato. Tutte le unità necessarie del Servizio statale di emergenza dell’Ucraina e dei servizi municipali sono già state dispiegate per far fronte alle conseguenze dell’attacco. Durante la notte, anche le regioni di Dnipro, Zhytomyr, Poltava, Odessa, Kharkiv e Khmelnytskyi sono state colpite dagli attacchi russi. I droni Shahed sono ancora presenti nei nostri cieli”.
“Oggi sarà una giornata diplomatica piuttosto intensa – ha aggiunto il capo dello Stato – Sono già stati programmati molti contatti e questo attacco rappresenta di fatto la risposta della Russia agli sforzi diplomatici. Abbiamo proposto un cessate il fuoco per Pasqua, ma in risposta ci troviamo di fronte a degli Shahed. Abbiamo anche proposto un cessate il fuoco specificamente per quanto riguarda le infrastrutture energetiche, ma i russi lo ignorano e tentano ancora una volta di colpire le nostre sottostazioni e i nostri trasformatori. L’Ucraina sta collaborando con i partner per ampliare le capacità congiunte al fine di proteggere le vite umane, mentre la Russia continua a prolungare la guerra in Europa e, condividendo le sue informazioni di intelligence con il regime iraniano, investe apertamente nell’alimentare la guerra in Medio Oriente e nel Golfo”.
“La Russia rappresenta una minaccia globale e il suo disprezzo per la vita e la pace è ciò che ostacola qualsiasi azione diplomatica – conclude Zelensky -Sono grato a tutti coloro che sostengono i nostri sforzi per proteggere le vite umane e a tutti coloro che garantiscono l’applicazione delle sanzioni contro la Russia per questa guerra. Maggiore sarà il nostro tasso di intercettazione di droni e missili russi e maggiore sarà la percentuale di restrizioni imposte al petrolio, al commercio e alla produzione russi, prima la sicurezza sarà garantita e la pace ristabilita”.
Un aereo militare russo si è schiantato nella penisola di Crimea causando la morte di tutte e 29 le persone che erano a bordo. Lo rende noto il ministero della Difesa spiegando che i resti del velivolo An-26 sono stati ritrovati oggi dopo che l’aereo aveva perso i contatti con le autorità durante un “volo di routine”. L’aereo è precipitato per un “guasto tecnico”, si legge nella nota che precisa che non si segnalano danni esterni al velivolo.
Durante il sorvolo della penisola di Crimea, territorio ucraino annesso illegalmente dalla Russia nel 2014, a bordo dell’aereo si trovavano sette membri dell’equipaggio e 23 passeggeri. Il comitato investigativo russo ha aperto un’inchiesta. L’An-26 è un aereo di epoca sovietica utilizzato principalmente in ambito militare per il trasporto di carichi pesanti e un numero limitato di passeggeri su brevi e medie distanze. E’ prodotto dall’azienda aerospaziale ucraina Antonov.
La Commissione Europea ha adottato oggi le “misure preparatorie” per l’attuazione del prestito all’Ucraina da 90 miliardi di euro, volto ad evitarne il default e ad accelerare gli acquisti di materiale bellico nel 2026 e nel 2027, tuttora bloccato dall’Ungheria e dalla Slovacchia. Il pacchetto adottato oggi dall’esecutivo Ue include una proposta al Consiglio per l’approvazione dell’importo complessivo del sostegno dell’Ue all’Ucraina per il 2026 e una decisione che convalida l’utilizzo delle deroghe agli appalti pubblici per il primo elenco di prodotti per la difesa nell’ambito del prestito, che si concentrerà sui droni.
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