Data di pubblicazione: 21/09/2026 alle 10:04
(Adnkronos) –
Donald Trump ha deciso per ora di non ordinare attacchi contro gli Houthi in Yemen, nonostante le richieste dell’Arabia Saudita, ma il presidente americano resta alle prese con un delicato dilemma strategico. Da una parte, scrive il New York Times, Riad chiede l’intervento degli Stati Uniti contro il gruppo yemenita sostenuto dall’Iran, dall’altra Washington ha bisogno della cooperazione saudita nella guerra contro Teheran. Secondo quanto riferito dal giornale, Trump aveva inizialmente escluso l’ipotesi di attacchi, ma dopo una telefonata con il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, avvenuta giovedì, aveva ordinato al Pentagono di preparare raid aerei contro obiettivi degli Houthi. Ieri, tuttavia, il presidente ha nuovamente fatto marcia indietro, rinviando l’operazione.
La decisione è arrivata quando i comandanti militari avevano già approvato gli obiettivi e i preparativi per gli attacchi erano in corso. Trump ha spiegato di essere in “deciding mode” rispetto alla guerra più ampia con l’Iran. Sugli Houthi ha inoltre affermato che gli Stati Uniti sono in contatto costante con il gruppo e che, finora, il gruppo yemenita ha accettato di non attaccare le navi americane.
Il nodo per Washington è il ruolo dell’Arabia Saudita. Riad è un importante alleato degli Stati Uniti nel conflitto con l’Iran e alcuni esponenti militari americani ritengono necessaria la collaborazione saudita. Il regno del Golfo, tuttavia, ha già utilizzato la propria leva nei confronti di Washington: a maggio aveva di fatto bloccato un piano americano per scortare le petroliere commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, negando agli Stati Uniti l’accesso al proprio spazio aereo e alle basi militari americane presenti nel Paese.
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