
Data di pubblicazione: 04/11/2026 alle 11:24
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della musica. Da Love Me Do a Lady B, dalle
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cantine del Cabin Club alla fama mondiale. Una storia di amicizia,
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genio e rivoluzione. I Beatles, la storia più bella del pop.
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Bentornati a I Beatles, la storia in cento puntate. Al
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microfono Gianfranco Romano che vi presenta questa puntata numero 78.
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Oggi raccontiamo gli anni d’oro dei Wings, il momento in
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cui Paul McCartney, dopo aver ricostruito tutto da zero, si
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ritrova di nuovo in cima al mondo, a capo del
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gruppo più popolare del pianeta. Due album, Venus and Mars
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del 1975 e At the Speed of Sound del 1976,
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e in mezzo la cosa che Paul desiderava più di tutto,
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un tour mondiale. Tornare finalmente a riempire gli stadi. Ricordate
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da dove veniva. Dopo lo scioglimento dei Beatles, Paul si
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era rifiutato per anni di tornare a suonare dal vivo
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sui grandi palchi. Troppo doloroso, troppo legato al passato. Aveva
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ricominciato dalle mense universitarie in furgone per 50 pence. Ora,
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dopo il trionfo di Band on the Run, si sentiva
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finalmente pronto. I Wings erano diventati una vera band, rodata, potente.
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Ed era arrivato il momento del grande ritorno sul palco.
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Il primo dei due dischi, Venus & Mars, esce nel
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1975 ed è pensato apposta per il palcoscenico. Lo si
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sente subito. È un disco di canzoni fatte per essere
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suonate dal vivo, davanti a 20.000 persone, con le luci
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e il grande spettacolo. Non a caso si apre con
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una sorta di sipario musicale, una dolce ballata spaziale, Venus
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& Mars. che fa da ouverture e poi si lancia
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al razzo in un rock scatenato dedicato proprio allo show,
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al concerto rock. Paul stava letteralmente mettendo in musica il
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ritorno sul palco. Ma il grande successo del disco, quello
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che arrivò dritto al primo posto in America, fu un’altra canzone,
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più calda e rilassata, con un meraviglioso sapore caraibico. Nasce
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da una frase che il produttore continuava a ripetere in studio,«
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Ascolta quello che dice l’uomo». E Paul ci costruì sopra
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un pezzo luminoso, estivo, con un celebre assolo di sassofono
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e persino i versi di un cane registrati per gioco.
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E Paul al suo meglio nel fare quello che nessuno
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sapeva fare come lui, una canzone pop perfetta che ti
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mette di buon umore. Listen to what the man said.
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Speaker 3: Any time, any day You can hear the people say
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That love is blind Well I don’t know but I
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say love is kind Soldier boy Oh yes indeed we
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00:04:30,439 –> 00:04:36,699
know That people will find a way to go No
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00:04:36,720 –> 00:04:37,660
matter what
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Speaker 2: demands
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Speaker 3: La vita è bella per tutto ciò che sappiamo, per
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tutto ciò che sappiamo, il nostro amore è cresciuto, è
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quello che il man ha detto, quindi non ascoltate quello
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che il man ha detto. Musica Musica Musica No matter
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what the man says Love is fine for all we
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know For all we know our love will grow That’s
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what the man says So won’t you listen to what
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the man says no no
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Speaker 4: Listen to what the man said, un numero uno pieno
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di sole, e con questo disco in mano, i Wings
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partirono per l’impresa che Paul sognava da anni, il Wings
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Over the World Tour, il giro del mondo. Fu un
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tour colossale, lungo oltre un anno, attraverso Gran Bretagna, Europa, Australia,
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Stati Uniti, e per Paul fu la vera guarigione definitiva,
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perché c’era una cosa che lo aveva tormentato, la paura.
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00:08:03,709 –> 00:08:06,649
la paura di tornare sui grandi palchi e di sentire
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il pubblico gridare« Vogliamo i Beatles!», di essere sempre e
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solo confrontato con il fantasma del passato. Per anni era
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stato questo a bloccarlo, e in quel tour, finalmente, trovò
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il coraggio di includere in scaletta anche alcune vecchie canzoni
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dei Beatles. Il pubblico non lo rimproverò, lo acclamò. Paul
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00:08:26,949 –> 00:08:30,790
capì che poteva convivere col suo passato senza esserne schiacciato.
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00:08:31,649 –> 00:08:36,190
Il tour fu anche un trionfo tecnico e spettacolare. Luci, Laser,
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una grande produzione, e venne immortalato in un disco dal vivo,
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00:08:40,350 –> 00:08:45,190
Wings Over America, che divenne enorme. Paul McCartney non era
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00:08:45,250 –> 00:08:48,159
più l’ex Beatle in cerca di riscatto, era di nuovo
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00:08:48,259 –> 00:08:51,679
una delle più grandi attrazioni dal vivo del mondo, a
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00:08:51,740 –> 00:08:54,679
pieno titolo, con la sua band, con le sue canzoni.
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00:08:55,740 –> 00:08:58,580
Torniamo però a Venus and Mars, perché quel disco è
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00:08:58,659 –> 00:09:02,009
costruito proprio per questo, per il palco. e non c’è
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00:09:02,090 –> 00:09:04,039
brano che lo dica meglio di quello che è quasi
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00:09:04,059 –> 00:09:08,919
il suo manifesto. Un rock esuberante, trascinante, che celebra il
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00:09:09,000 –> 00:09:12,379
concerto stesso, l’emozione di salire su un palco e di
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00:09:12,399 –> 00:09:17,029
stare davanti alla folla. Attacca dritto dopo l’ouverture, come quando
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00:09:17,090 –> 00:09:20,950
le luci si accendono e la band parte. Si intitola
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00:09:21,169 –> 00:09:27,169
semplicemente Rock Show, lo spettacolo rock. Ascoltatelo immaginando uno stadio
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00:09:27,230 –> 00:09:28,080
che si accende.
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00:09:40,440 –> 00:10:44,210
Speaker 3: Grazie. grazie a tutti Sì.
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00:11:51,629 –> 00:11:54,740
Speaker 5: and the ring at the end of my nose makes
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00:11:54,779 –> 00:11:57,879
me look rather pretty it’s a pity there’s nobody here
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00:11:57,980 –> 00:12:00,639
to witness the end save for my dear old friend
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00:12:00,860 –> 00:12:03,340
Speaker 6: and confidante mademoiselle Kitty Kitty
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00:12:32,850 –> 00:14:29,129
Speaker 3: No! Come on now I’ll get your dress on Rock
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00:14:29,169 –> 00:14:30,129
Show l’adrenalina del palco
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00:14:59,399 –> 00:15:03,440
Speaker 4: E arriviamo al secondo disco del 1976, At the Speed
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00:15:03,460 –> 00:15:07,320
of Sound, da cui nasce forse la risposta più intelligente
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che Paul abbia mai dato ai suoi critici. Bisogna capire
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00:15:11,440 –> 00:15:14,279
una cosa, per tutti gli anni 70 a Paul era
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00:15:14,320 –> 00:15:19,230
stata appiccicata addosso un’accusa, ripetuta soprattutto dai critici più seri e,
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00:15:19,389 –> 00:15:22,669
in modo velenoso, anche da John Lennon, quella di essere
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00:15:22,710 –> 00:15:27,590
ormai solo un fabbricante di canzonette d’amore sdolcinate. Melodie leggere,
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00:15:27,750 –> 00:15:34,029
zuccherose e senza peso. Mentre John scavava nell’anima e George pregava, Paul, dicevano,
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00:15:34,090 –> 00:15:39,580
scriveva solo graziose sciocchezze sentimentali. Era il rimprovero che lo perseguitava.
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00:15:40,759 –> 00:15:45,179
E Paul nel 1976 rispose nel modo più geniale possibile,
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00:15:45,720 –> 00:15:49,269
dando ragione a tutti con un sorriso. Scrisse una canzone
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00:15:49,309 –> 00:15:51,950
che prendeva quella accusa e se la metteva addosso con orgoglio.
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00:15:53,620 –> 00:15:56,879
Qualcuno dice, canta, che il mondo è pieno di stupide
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00:15:56,919 –> 00:16:00,379
canzoni d’amore. E che cosa c’è di male, io vorrei sapere,
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00:16:00,480 –> 00:16:04,059
in una stupida canzone d’amore? Il titolo è proprio quello.
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00:16:04,340 –> 00:16:09,850
Silly Love Songs. Stupide canzoni d’amore. Era insieme una confessione
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00:16:10,000 –> 00:16:13,409
e una sfida. Va bene, scrivo canzoni d’amore. E allora?
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00:16:14,049 –> 00:16:17,370
Qual è il problema? La gente ne ha bisogno. E
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00:16:17,429 –> 00:16:22,090
qui arriva la vendetta perfetta. Silly Love Songs. La stupida
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00:16:22,169 –> 00:16:26,029
canzone d’amore sulle stupide canzoni d’amore. Fu uno dei più
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00:16:26,070 –> 00:16:29,549
grandi successi di tutta la carriera di Paul. Numero uno
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00:16:29,610 –> 00:16:34,350
in America per settimane, uno dei singoli più venduti dell’intero decennio.
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00:16:35,009 –> 00:16:37,330
Con un ritmo quasi da discoteca e una delle sue
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00:16:37,389 –> 00:16:41,200
migliori linee di basso, Paul aveva dimostrato una cosa sola.
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00:16:41,889 –> 00:16:44,779
Che se anche scriveva canzoni d’amore, le scriveva meglio di
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00:16:44,840 –> 00:16:48,669
chiunque altro al mondo. La miglior risposta ai critici non
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00:16:48,730 –> 00:16:52,289
fu una polemica, fu un trionfo. Silly Love Songs.
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00:17:27,470 –> 00:17:35,420
Speaker 3: It isn’t so Some people wanna fill the world With
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00:17:35,519 –> 00:17:44,230
silly love songs And what’s wrong with that I’d like
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00:17:44,349 –> 00:18:27,519
to know Cause here I go What’s wrong with that?
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00:18:27,539 –> 00:20:06,700
I need to know, cause here I go. Ciao! How
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00:20:06,779 –> 00:20:14,710
can I tell you about my loved one? How can
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00:20:14,809 –> 00:21:06,279
Speaker 3>I tell you about my loved one?
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00:21:06,299 –> 00:21:08,559
Speaker 3>
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00:21:08,619 –> 00:21:50,029
Speaker 3>
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00:22:46,750 –> 00:22:50,190
Speaker 4: Silly Love Songs, la risposta di Paul ai suoi critici,
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00:22:50,650 –> 00:22:55,039
un numero uno. Chiudiamo con l’altro grande successo di quel disco,
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00:22:55,220 –> 00:22:58,539
un brano che parte da un gesto semplicissimo e familiare.
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00:22:59,390 –> 00:23:02,230
Immaginate qualcuno che bussa alla porta e voi che dite
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00:23:02,470 –> 00:23:06,990
fatelo entrare, apri la porta, lascialo entrare. È tutto qui
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00:23:07,269 –> 00:23:10,210
l’inizio di Let Them In. Si apre letteralmente con il
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00:23:10,269 –> 00:23:12,730
suono di un campanello e poi Paul si mette a
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00:23:12,750 –> 00:23:17,039
elencare chi c’è alla porta. Zii, sorelle, amici e una
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00:23:17,079 –> 00:23:20,119
serie di nomi che sono veri parenti e conoscenti della
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00:23:20,180 –> 00:23:24,319
sua famiglia e di Linda. È una canzone calda, domestica,
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00:23:24,380 –> 00:23:28,019
dall’andatura di marcia morbida. che trasformano la scena di casa,
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00:23:28,039 –> 00:23:30,539
la gente che arriva, la porta che si apre, in
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00:23:30,559 –> 00:23:34,599
un piccolo inno all’accoglienza. Dopo gli stadi, i laser e
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00:23:34,619 –> 00:23:37,680
il giro del mondo, Paul chiudeva tornando alla cosa che
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00:23:37,720 –> 00:23:41,390
amava di più, la famiglia, la casa, le persone care.
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00:23:42,109 –> 00:23:42,609
Let them in.
141
00:24:15,509 –> 00:24:21,150
Speaker 3: Someone knocking at the door Somebody ringing the bell Someone’s
142
00:24:21,170 –> 00:24:26,619
knocking at the door Somebody’s ringing the bell Do me
143
00:24:26,720 –> 00:24:37,460
a favor Open the door And let them in Someone’s
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00:24:37,480 –> 00:24:43,470
knocking at the door Somebody’s ringing the bell Someone’s knocking
145
00:24:43,529 –> 00:24:48,670
at the door Somebody’s ringing the bell Do me a
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00:24:48,759 –> 00:24:52,480
favor Open the door Let them in Yeah Let them
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00:24:52,500 –> 00:25:21,430
in Sì.
148
00:25:46,839 –> 00:25:50,849
Speaker 2: Sister Susie Brother John Martin Luther
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00:26:20,509 –> 00:26:35,799
Speaker 3: I’m teaching Open the door Let me in I’m knocking
150
00:26:35,819 –> 00:26:41,440
at the door Somebody ringing the bell Someone’s knocking at
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00:26:41,519 –> 00:26:46,700
the door Somebody ringing the bell Do me a favor
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00:26:47,779 –> 00:27:24,410
Open the door Grazie a tutti. Susie Brother John Martin
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00:27:24,490 –> 00:27:35,220
Luther Phil and Don Uncle Ernie Uncle Ian Open the
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00:27:35,259 –> 00:27:45,730
door Let him in Yeah, yeah Someone’s walking and go
155
00:27:47,019 –> 00:27:52,940
Somebody ringing the bell, someone knocking at the door, somebody
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00:27:52,960 –> 00:27:59,549
ringing the bell, will be available, open the door, let
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00:27:59,630 –> 00:28:04,339
me in, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah.
158
00:28:51,150 –> 00:28:54,089
Speaker 4: Let Them In, la porta di casa aperta dopo il
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00:28:54,130 –> 00:28:58,349
giro del mondo. Metà anni 70, questo è il punto
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00:28:58,410 –> 00:29:02,859
più alto della parabola dei Wings. Due album di enorme successo,
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00:29:03,039 –> 00:29:06,619
una serie di numeri uno, un tour mondiale trionfale, un
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00:29:06,680 –> 00:29:11,779
live acclamato. Paul McCartney aveva fatto l’impossibile, aveva costruito, dalle
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00:29:11,819 –> 00:29:14,920
macerie dei Beatles e con una moglie che non sapeva suonare,
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00:29:15,420 –> 00:29:18,559
una delle band più grandi del pianeta e soprattutto aveva
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vinto la sua battaglia privata. non era più schiacciato dal
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fantasma di Beatles. Era semplicemente Paul, con i suoi Wings,
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al comando. Da qui in poi, però, la parabola comincerà
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lentamente a scendere. Gli ultimi album dei Wings, verso la
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fine del decennio, non avranno più la stessa magia e
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nuove tempeste si addenseranno all’orizzonte. Nella prossima puntata seguiamo Paul
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e i Wings verso il Capolinea, gli album London Town
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e Back to the Egg, l’ultima stagione del gruppo prima
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della fine. Ma, come sempre, questa è un’altra storia. Abbiamo
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trasmesso i Beatles La più bella storia del pop. La
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più bella storia del pop.