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Sinner: “Non amo alcol e sogno la Formula 1. Futuro? Non resterò nel tennis…”

today29/06/2026 - 10:39 3

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Data di pubblicazione: 29/06/2026 alle 10:39

(Adnkronos) –
Jannik Sinner si racconta a poche ore dall’esordio a Wimbledon 2026. Oggi, lunedì 29 giugno, il tennista azzurro affronta il serbo Miomir Kecmanovic nel primo turno dello Slam di Londra, a cui arriva da campione in carica dopo aver battuto Carlos Alcaraz nella finale dello scorso anno. Il 2026, fin qui, ha regalato molti motivi per festeggiare, con Sinner che ha completato il Carrer Golden Masters, con l’ultimo trionfo arrivato agli Internazionali d’Italia. 

“Mi piace che tutta la squadra si riunisca durante i festeggiamenti, perché senza di loro questi risultati non sarebbero possibili”, ha detto Sinner in una lunga intervista concessa al Telegraph, “abbiamo allestito un lungo tavolo, messo della musica, mangiato bene e bevuto qualcosa. Non mi piace molto il sapore dell’alcol, in realtà, preferirei una Coca-Cola Zero. Ma a volte mi piacciono lo Champagne e il vino bianco. Il dessert era più importante: tanto gelato, tante torte. Ma per il resto pasta, pesce e carne. Abbiamo mangiato molto” 

L’agenda di Sinner è piena di impegni mediatici e con gli sponsor: “Fanno parte del lavoro, non ci perdo molte energie. All’inizio era diverso perché cerchi di essere perfetto in campo, ma poi ti rendi conto che le persone con cui lavori vogliono il meglio per te”, ha raccontato l’azzurro, “lo vedo sempre come un aspetto positivo, significa che stai facendo le cose giuste. Ma alla fine, il tennis rimane sempre la mia priorità principale”. 

Grazie alla parnership con Gucci, Sinner sta scoprendo qualcosa in più anche sul mondo della moda: “Essendo italiano, Gucci è uno dei marchi più importanti e mi piace imparare qualcosa sui vestiti durante i servizi fotografici, le spiegazioni di certi look, perché ovviamente c’è una storia dietro ogni cosa ed è bello capirla. Io non sono uno che si veste elegante. Non mi piace vestirmi elegante, sono una persona molto normale. Un paio d’anni fa non me ne importava niente. Ora un po’ sì, perché voglio avere un certo aspetto, ma guardate, tutto questo”, ha risposto indicando la suite, “è del tutto secondario”. 

Sinner analizza spesso dove è arrivato ricordando da dove è partito: “Vengo da un paesino molto piccolo, dove la gente non gioca a tennis”, ha raccontato, “giocavo solo un paio d’ore a settimana. Ma dopo aver giocato un po’ di più, me ne sono innamorato, perché in campo c’ero solo io che potevo fare la differenza. Potevo avere il controllo, certo, ma anche capire come sono come persona, perché credo che quando qualcuno è stressato, si possa vedere com’è veramente. Cercavo sempre di essere aggressivo: nel mio stile di gioco preferivo perdere un punto sbagliando un colpo vincente piuttosto che aspettare e sperare che l’avversario commettesse un errore. Sono sempre stato così”. 

Sinner ha parlato anche di alcune reazioni ‘rabbiose’ di certi giocatori durante le partite: “La gente vede solo come siamo durante le due ore di una partita. Non sanno come ci sentiamo fuori dal campo, non vedono se abbiamo problemi personali, problemi familiari… Siamo umani. Siamo solo persone, non possiamo sapere tutto. Quindi a volte è meglio non giudicare”. 

La grande passione di Sinner, crescendo, è sempre stata la Formula 1: “Non ho mai guardato il tennis, non avevo veri e propri idoli. Il mio sogno era diventare un pilota di Formula 1, ma non avevamo soldi, quindi non abbiamo nemmeno iniziato…”, ha rivelato il numero 1 del mondo, “le uniche due cose che mi sono comprato e che amo davvero sono le auto, infatti. Purtroppo, ho solo due posti in garage, ma due sono sufficienti. Ho una Ferrari, ma non sono il tipo che va in giro a ostentare. Mi piace perché quando sono in auto perché mi sento in una bolla”. Magari il suo amico George Russell gli permetterà di fare un giro sulla Mercedes: “Mi piacerebbe, ma non vorrei distruggere la sua macchina”, ha risposto ridendo. 

Inevitabile un passaggio sulla rivalità con Alcaraz: “Carlos è un amico, ma anche un rivale. Credo però che le rivalità possano anche trasformarsi in belle amicizie. Esistono rivalità sane e credo che la nostra sia una di queste. Prima o poi arriverà anche qualcun altro, so che le cose possono cambiare in fretta. Io mi concentro su ciò che devo fare e su ciò che posso controllare”. 

Importante per Sinner prendersi del tempo lontano dal campo: “Ho capito che c’è anche una vita fuori dal campo, sai? Mi sono divertito molto a fare cose con la mia famiglia, con mio padre. Stare lontano dal tennis per un po’ mi ha fatto bene. Mi ha fatto capire che l’allenamento è importante, ma anche passare del tempo con la mia famiglia è fondamentale, perché le cose possono cambiare così in fretta. I sacrifici dei genitori sono stati ripagati? Credo che il regalo più grande sia il tempo che trascorriamo insieme. Andare a cena, fare una passeggiata, pranzare… Per noi il denaro è sempre stato secondario”. 

E se la sua carriera finisse oggi? “Sarei felicissimo. Dopo la mia carriera ci sarà un nuovo capitolo. Conoscendomi, non sarà nel tennis. Mi piacerebbe fare cose diverse”. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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